Amor che move il sole e l’altre stelle PDF

Amor, ch’a nullo amato amar perdona è il verso 103 del canto V nell’Inferno della Divina Commedia di Amor che move il sole e l’altre stelle PDF Alighieri. Amor, ch’al cor gentil ratto s’apprende v.


Författare: Giovanni Fighera.

Non c’è, nella realtà, legge più forte dell’amore, come afferma Dante in uno dei versi più belli che siano mai stati scritti: “Amor che move il sole e l’altre stelle”. In un suggestivo incrocio tra il macrocosmo del sapere e il microcosmo del vissuto quotidiano, l’opera da un lato esplora il cambiamento della cultura, della visione dell’uomo, del mistero, degli dèi, dell’aldilà, dell’amore stesso all’avvento di Cristo in mezzo a noi; dall’altro si confronta con alcune delle manifestazioni dell’amore nell’avventura umana, dal senso della nascita all’incontro con il maestro, alla scoperta del talento e della vocazione all’amicizia, all’affettività e al matrimonio, alla paternità e maternità. “È la scoperta dell’iniziativa di Dio per me che rende possibile l’iniziativa per il mondo”, scrive Eugenio Nembrini nella Prefazione. Costante, in questo intreccio, è il dialogo dell’autore con la tradizione classica (Omero, Platone, Cicerone, Orazio…) e cristiana (san Paolo, Dante, Shakespeare, Lagervist, Faustina Kowalska…), con i giganti della modernità (Dostoevskij e Péguy, Mounier, Ungaretti, Saint-Exupéry, Montale, Testori…) e con il magistero della Chiesa. Fighera, annota Riccardo Caniato nell’Invito alla lettura, “ci fa capire che lo scibile non è distinto dalla vita, dandoci il peso […] di un giudizio consapevole sulla realtà e incarnato nel quotidiano”.

100 Amor, ch’a nullo amato amar perdona v. Amor, ch’a nullo amato amar perdona, v. 103 mi prese del costui piacer sì forte, v. 104 che, come vedi, ancor non m’abbandona. 105 Inoltre il verso centrale racchiude tre volte la parola “Amore”, donando così all’anafora una struttura simmetrica che ne rafforza l’enfasi. Il canto che lo contiene, il quinto, è in gran parte dedicato alla figura di Francesca da Rimini, amante di Paolo Malatesta e sposata con il fratello di lui, Gianciotto.

La storia dice che il marito di lei scoprirà il tradimento e li ucciderà entrambi. Il verso appartiene al primo intervento di Francesca e narra del perché lei si innamorò di Paolo. Come altri versi del canto, si presta a molteplici letture. L’amore è dunque per Dante permeato da contraddizioni naturali ed esiti anche tragici, tanto che pochi versi dopo lo indica come causa della morte di entrambi. 140 io venni men così com’io morisse. 141 E caddi come corpo morto cade. 142 Così tanta è la pietà, che Dante stesso sviene per la partecipazione emotiva alla storia appena udita.