Ancora e ancora verso Sils-Maria PDF

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Författare: Martina Manara.

Scrivere poesie nell’età dell’autrice è gettare un fascio di luce nelle acque dense e scure del proprio animo, è trasportare in termini ampiamente oggettivi sentimenti di complessa e difficile gestione. È ritornare agli albori della poesia, ai poeti del mito che cantavano il formarsi della natura dal caos primigenio, e balzare improvvisamente nella più recente contemporaneità, alla poesia come sollievo e terapia. Riuscire a sciogliere il canto è sempre, e particolarmente nell’età dell’autrice, metodo di conoscenza di sé ma soprattutto fonte di salvezza di fronte alle tentazioni oscure delle tenebre. È il porre la concretezza della parola, il segno ad inchiostro nero sul bianco vuoto, come argine al fiume in piena delle emozioni; è il riconoscersi e l’accettare la propria sofferenza” (dalla Presentazione di Piervittorio Rossi).

Ancora nel 1888 Nietzsche indicava i suoi “libri di mezzo”, Aurora e La gaia scienza, come le sue opere più personali e quelle che gli erano più “simpatiche”. Il titolo proviene da un’espressione coniata originalmente dai trovatori provenzali del XII secolo per definire l’arte della poesia. Ciò nonostante, Nietzsche usa questa espressione con un riferimento diretto, si riferisce, cioè, esattamente alla tradizione trobadorica provenzale e non a rielaborazioni successive. Al Mistral”, una ballata sfrenata in cui, con permesso! Europa deve tante cose e quasi se stessa.

Nell’estate del 1881 Nietzsche soggiornò per la prima volta a Sils-Maria in Engandina, questa sarebbe diventata dal 1883 al 1888 la sua residenza estiva. D’altra parte la Gaia Scienza fu anche l’attuazione del progetto di continuare la sua opera precedente, cioè Aurora. A Genova, nel dicembre di quello stesso 1881, Nietzsche iniziò la stesura e il manoscritto fu inviato a Peter Gast a Venezia il 28 gennaio 1882, denominato come “continuazione di Aurora”. Solo poco dopo Nietzsche optò per il titolo La Gaia Scienza. Le prime copie stampate presso l’editore Ernst Schmeitzner erano disponibili il 20 agosto di quell’anno. Fu tirato a mille esemplari e, come le opere di Nietzsche che lo precedettero, il libro incontrò uno scarso interesse di critica e pubblico. Della prima edizione ne furono vendute solo circa duecento copie fino al 1886.

Dopo la pubblicazione di Al di là del bene e del male nel 1886, Nietzsche intraprese una nuova edizione delle sue opere maggiori presso l’editore E. Fritzsch e aggiunse alla Gaia Scienza, come già detto, la Prefazione, il quinto libro e le Canzoni del principe Vogelfrei. La Prefazione e il quinto libro furono composti nell’autunno dello stesso 1886, le Canzoni del principe Vogelfrei risultano principalmente dalla rielaborazione degli “Idilli di Messina”, con l’importante aggiunta successiva di Al Mistral. Per il poeta e per il saggio tutte le cose sono care e venerabili, ogni esperienza è utile, ogni giorno è salvifico, ogni uomo è divino. In questa 1ª parte dell’opera le possibilità della conoscenza ed il ruolo e le prestazioni dell’impresa scientifica iniziano a venir intese da un punto di vista problematico, anche da quello di una possibile realtà del “male”.

Discute su realtà, apparenza ed arte. Questa parte si occupa in particolar modo di questioni riguardanti la creazione dell’opera d’arte e sugli artisti in generale. Contiene inoltre il celebre aforisma in forma di parabola sulla morte di Dio Principalmente dedicato a questioni religiose e di morale, seguite da alcune sezioni in cui si trattano argomenti epistemologici. Il sottotitolo si riferisce al gennaio del 1882, il più meraviglioso dei mesi di gennaio ch’io abbia mai vissuto e si conclude con il tramonto di Zarathustra. Questa è la parte del libro più ricolma di argomenti e riflessioni introspettive e di ricerca di sé.