Annali della Fondazione Ugo La Malfa (2009) Vol. 24 PDF

Uomo di grande e singolare rilievo nella storia italiana del secondo dopoguerra, si distinse per i suoi innovativi progetti industriali basati sul principio secondo cui il profitto aziendale deve essere reinvestito a beneficio della comunità. Nacque sulla collina di Monte Navale, nelle vicinanze di Ivrea l’11 aprile del 1901, da Camillo, ebreo, e Luisa Revel, valdese. Diplomatosi presso la sezione fisico-matematica dell’Istituto tecnico di Cuneo, nell’aprile del 1918 si arruola volontario nel 4º reggimento Alpini. Terminato il servizio militare si iscrive al Politecnico di Torino e inizia a partecipare in maniera attiva al dibattito sociale e politico, collaborando annali della Fondazione Ugo La Malfa (2009) Vol. 24 PDF riviste L’azione riformista e Tempi Nuovi di cui il padre è rispettivamente l’editore e il principale finanziatore, ed entrando in contatto con Piero Gobetti e Carlo Rosselli.


Författare: Corrado Scibilia.

Si oppose al regime fascista con momenti di militanza attiva. Nel 1949 Olivetti si convertì al cattolicesimo per la convinzione della sua superiore teologia. Nel 1950 espose la sua visione del primato in campo politico dell’Urbanistica e della Pianificazione. Al momento del suo decesso, l’azienda, fondata dal padre e da lui per lungo tempo diretta, vantava una presenza su tutti i maggiori mercati internazionali, con circa 36. 000 dipendenti, di cui oltre la metà all’estero.

Adriano Olivetti ebbe un rapporto dialettico con il padre Camillo. Apparentemente visse la ribellione tipica dei figli “intelligenti” nel confronto dei padri altrettanto “intelligenti”. Camillo Olivetti sappiamo, fu un cauto interventista sopravvivendo in lui lo spirito risorgimentale. Adriano, in sintonia, dopo Caporetto si arruolò volontario pur non combattendo in quanto la guerra finì prima che potesse raggiungere il fronte. Nel 1919 collaborò con il padre alla redazione de L’Azione Riformista: è provato da numerosi riferimenti del padre, anche se non siamo in grado di riconoscere gli articoli scritti da Adriano Olivetti in quanto anonimi o firmati con uno pseudonimo. Con la svolta, prima critica, poi più marcatamente antifascista di quel giornale, ci fu anche la svolta politica di Adriano Olivetti, anche influenzato dall’ambiente culturale del Politecnico e dall’amicizia con la famiglia Levi.

Fra questi amici ce n’era uno che si chiamava Olivetti, e io ricordo la prima volta che entrò in casa nostra, vestito da soldato perché faceva in quel tempo il servizio militare. Con la famiglia Levi, Adriano fu tra i protagonisti della rocambolesca fuga di Filippo Turati. Ospitato prima dai Levi nella loro casa di Torino, Turati raggiunse poi Ivrea. Sappiamo dagli articoli su Tempi Nuovi che la redazione, almeno fino al 1923 ebbe un rapporto di reciproca stima con il fascismo torinese di Mario Gioda, il quale, sia pur scomparso nel 1924, aveva lasciato numerosi seguaci nella federazione torinese. Adriano Olivetti venne nominato Direttore generale, quindi sposò Paola Levi, sorella di Gino, con rito civile.