Archeologia della Sicilia sud-orientale. Il territorio di Camarina PDF

Kamarina venne fondata agli inizi del VI secolo a. Ippari a nord e Oanis a sud. Kamarina archeologia della Sicilia sud-orientale. Il territorio di Camarina PDF in seguito sconfitta dai siracusani e i loro alleati nel 552 a.


Författare: Giovanni Uggeri.

Nel retroterra della colonia greca di Camarina, sul versante meridionale della Sicilia, ben poche sono le emergenze archeologiche note a tutti: le terme di Comiso, quelle del Mezzagnone, le catacombe di Comiso, il villaggio tardoantico di Caucana e la chiesa della Pirrera. Questo studio, attraverso un’indagine minuziosa ed accurata, dimostra come l’area tra la valle del Dirillo e quella dell’Irmino fosse ricca di insediamenti in tutte le epoche: dalla preistoria, soprattutto con le svariate manifestazioni della cultura Castellucciana, all’età greca, quando il territorio granario alle spalle di Camarina veniva attraversato dalla via Selinuntina, all’età romana, quando diventa vitale la costa che fronteggia l’Africa e viene fondata Caucana, a quella paleocristiana e bizantina, quando la valle dell’Ippari è costellata di insediamenti, che finiscono soltanto con l’invasione araba. Il riesame delle evidenze archeologiche ha permesso inoltre di individuare i nuclei originari e i successivi spostamenti che hanno portato al definirsi degli attuali centri abitati di Acate, Chiaramonte Gulfi, Comiso, Santa Croce Camerina e Vittoria.

I siracusani cedettero Kamarina al tiranno Ippocrate di Gela, all’inizio del V sec. Durante l’avanzata di Annibale nel 403-401 a. Kamarina venne nuovamente saccheggiata e distrutta dal suo esercito. Rientrò nell’orbita siracusana durante il dominio di Dionisio I il grande e prese parte alla simmachia di Dione di Siracusa nel 357 a. Dopo il dominio punico a cui fu sottoposta, tra 405 e 393 a. A partire del III secolo a. Kamarina venne definitivamente distrutta nell’827 dall’esercito guidato da Asad ibn al-Furat nel corso della conquista arabo-berbera della Sicilia.

L’acropoli mostra una continuità d’uso: i resti del tempio della divinità principale, Atena, vengono inglobati nella costruzione della chiesa della Madonna di Cammarana. Con regio privilegio del 1607 venne concesso a Vittoria Colonna contessa di Modica di ricostruire la città nei pressi dell’antico sito di Kamarina che dalla fondatrice prese nome e nel cui territorio comunale l’area archeologica è compresa. I resti attuali sono di grande interesse archeologico, e testimoniano la vastità dell’antico sito. Lungo l’Ippari si può riconoscere il tracciato dell’antico porto canale. Nel vicino bosco di Passo Marinaro si trovano ancora le tombe di una necropoli nel V – IV secolo a. Lo stesso argomento in dettaglio: Museo archeologico regionale di Kamarina. Il museo archeologico presenta una vasta collezione di reperti archeologici che vanno dalla preistoria al periodo antico greco.