Ballarò, Capo e Vucciria. Colori, odori e voci dei mercati storici di Palermo PDF

La Vucciria è un noto mercato storico di Palermo, insieme ad altri denominati Ballarò, Il Capo, Ballarò, Capo e Vucciria. Colori, odori e voci dei mercati storici di Palermo PDF delle Pulci e Lattarini. Il nome di questo mercato deriva dalla parola Bucceria, tratto dal francese boucherie, che significa macelleria.


Författare: Giuseppe Alba.

In un momento in cui i mercati storici sono in crisi, questo racconto per parole e immagini diventa una testimonianza di quello che per decenni hanno rappresentato nelle abitudini e nella tradizione dei palermitani. Il risultato di queste istantanee è una progressiva perdita di identità dei mercati, i colori vivaci della frutta e della verdura della provincia di Palermo sbiadiscono, gli odori di spezie, carne e pesce svaniscono, le voci e le famose abbanniate si fanno più silenziose e si dissolvono nei ricordi di un’intera città. Ballarò, Capo e Vucciria rappresentano un itinerario antropologico imprescindibile per la storia e la memoria di Palermo. Interventi: Daniele Billitteri, Marcella Croce, Francesca Fatta, Marilù Monte, Rosario Perricone, Mario Pintagro, Silvano Riggio, Mario Zito.

Successivamente divenne un mercato per la vendita del pesce, della frutta e della verdura. La vicinanza al porto cittadino stimolò l’insediamento di mercanti e commercianti genovesi, pisani, veneziani, etc. Chiavettieri, via Materassai, via dei Tintori, etc. Nel corso dei secoli la Vucciria subì diverse modifiche. Il viceré Caracciolo nel 1783 decise di cambiarne l’aspetto, in particolare della sua piazza principale, che fu chiamata col suo nome in suo onore. Intorno alla piazza si costruirono dei portici che ospitavano i banchi di vendita ed al centro fu sistemata una fontana. All’interno della zona del mercato si trovano palazzi nobiliari ed opere d’arte quali il Palazzo Mazzarino, appartenuto alla famiglia del celebre cardinale, la fontana del Garraffello, palazzo Gravina Filangeri di Rammacca al Garraffello.

Spettacolari le piramidi di cuccuzzedde, di broccoli verdi, di mazzi di tenerumi. In estate la scena di questo grande teatro di strada vede trionfare come assoluti protagonisti i muluni d’acqua e le grandi angurie con il ventre affettato e messo a nudo. Il variegato mondo dei pesci, poggiato su letti di ghiaccio tritato, è rappresentato da gamberi, orate, scorfani, tonni, pescespada, polpi, seppie e grossi calamari. Nelle pentole bollenti vengono tuffati i polpi bolliti, conditi a fine cottura con soltanto una spruzzata di limone.

Le sarde salate vengono pulite davanti agli occhi dei clienti. Caratteristiche sono anche le stigghiole cotte alla brace e le panelle. A partire dagli anni 2000 la Vucciria è diventata una delle sedi della movida palermitana, dal tardo pomeriggio e fino a notte inoltrata. Un celebre dipinto di Renato Guttuso del 1974, intitolato “Vucciria di Palermo”, e ammirabile al Palazzo Steri, rappresenta la vita della Vucciria, ed è caratterizzato da un’allegra baraonda di bancarelle trasformata dal pittore bagherese in una fantasmagorica tappezzeria di odori e di colori.

Dal 1999 fino al 2015 l’artista austriaco Uwe Jaentsch ha realizzato numerose installazioni ed opere d’arte alla piazza Garraffello. Dal 15 giugno al 5 luglio 2010 una personale fotografica di Angelo Trapani sul tema “la Vucciria” ha avuto luogo presso palazzo Fatta a Palermo. Negli ultimi anni alcuni edifici della Vucciria sono stati restaurati, e numerosi banchi del mercato sono attualmente chiusi o trasferiti in altri mercati storici. Nel 2015 si è proceduto alla ripavimentazione della zona centrale con nuove basole di billiemi. La zona è caratterizzata da una vivace vita notturna, è conosciuta per il suo ambiente alternativo e le taverne e per il degrado ambientale generalizzato. Ancora oggi sono numerosi nel mercato i banchi del pesce, che viene continuamente mantenuto umido.

IRREGOLARITÀ TRA I LOCALI NOTTURNI Siciliainformazioni. La Vucciria Archiviato il 4 dicembre 2013 in Internet Archive. Il silenzio della Vucciria” su Uniurb. Questa pagina è stata modificata per l’ultima volta il 1 gen 2019 alle 20:02.

Vedi le condizioni d’uso per i dettagli. La Vucciria è un noto mercato storico di Palermo, insieme ad altri denominati Ballarò, Il Capo, Mercato delle Pulci e Lattarini. Il nome di questo mercato deriva dalla parola Bucceria, tratto dal francese boucherie, che significa macelleria. Successivamente divenne un mercato per la vendita del pesce, della frutta e della verdura. La vicinanza al porto cittadino stimolò l’insediamento di mercanti e commercianti genovesi, pisani, veneziani, etc.

Chiavettieri, via Materassai, via dei Tintori, etc. Nel corso dei secoli la Vucciria subì diverse modifiche. Il viceré Caracciolo nel 1783 decise di cambiarne l’aspetto, in particolare della sua piazza principale, che fu chiamata col suo nome in suo onore. Intorno alla piazza si costruirono dei portici che ospitavano i banchi di vendita ed al centro fu sistemata una fontana.

All’interno della zona del mercato si trovano palazzi nobiliari ed opere d’arte quali il Palazzo Mazzarino, appartenuto alla famiglia del celebre cardinale, la fontana del Garraffello, palazzo Gravina Filangeri di Rammacca al Garraffello. Spettacolari le piramidi di cuccuzzedde, di broccoli verdi, di mazzi di tenerumi. In estate la scena di questo grande teatro di strada vede trionfare come assoluti protagonisti i muluni d’acqua e le grandi angurie con il ventre affettato e messo a nudo. Il variegato mondo dei pesci, poggiato su letti di ghiaccio tritato, è rappresentato da gamberi, orate, scorfani, tonni, pescespada, polpi, seppie e grossi calamari. Nelle pentole bollenti vengono tuffati i polpi bolliti, conditi a fine cottura con soltanto una spruzzata di limone. Le sarde salate vengono pulite davanti agli occhi dei clienti. Caratteristiche sono anche le stigghiole cotte alla brace e le panelle.

A partire dagli anni 2000 la Vucciria è diventata una delle sedi della movida palermitana, dal tardo pomeriggio e fino a notte inoltrata. Un celebre dipinto di Renato Guttuso del 1974, intitolato “Vucciria di Palermo”, e ammirabile al Palazzo Steri, rappresenta la vita della Vucciria, ed è caratterizzato da un’allegra baraonda di bancarelle trasformata dal pittore bagherese in una fantasmagorica tappezzeria di odori e di colori. Dal 1999 fino al 2015 l’artista austriaco Uwe Jaentsch ha realizzato numerose installazioni ed opere d’arte alla piazza Garraffello. Dal 15 giugno al 5 luglio 2010 una personale fotografica di Angelo Trapani sul tema “la Vucciria” ha avuto luogo presso palazzo Fatta a Palermo. Negli ultimi anni alcuni edifici della Vucciria sono stati restaurati, e numerosi banchi del mercato sono attualmente chiusi o trasferiti in altri mercati storici. Nel 2015 si è proceduto alla ripavimentazione della zona centrale con nuove basole di billiemi. La zona è caratterizzata da una vivace vita notturna, è conosciuta per il suo ambiente alternativo e le taverne e per il degrado ambientale generalizzato.

Ancora oggi sono numerosi nel mercato i banchi del pesce, che viene continuamente mantenuto umido. IRREGOLARITÀ TRA I LOCALI NOTTURNI Siciliainformazioni. La Vucciria Archiviato il 4 dicembre 2013 in Internet Archive. Il silenzio della Vucciria” su Uniurb.