Bartolomeo Colleoni e le compagnie di ventura nel XV secolo PDF

Le compagnie di ventura erano truppe mercenarie utilizzate nel medioevo, formate dai cosiddetti soldati di ventura, organizzate e guidate da un condottiero, generalmente detto capitano di ventura. Nel corso del XV secolo tutti i principi italiani utilizzarono queste truppe di professionisti della guerra, che avevano un livello superiore di addestramento e una maggiore capacità di usare le nuove armi da fuoco. Le compagnie mercenarie declinarono in seguito alla bartolomeo Colleoni e le compagnie di ventura nel XV secolo PDF e al rafforzarsi degli stati nazionali.


Författare: Matteo Radaelli.

La prima unità di grandi dimensioni fu la Compagnia di San Giorgio, riunita da Mastino II della Scala e messa agli ordini di Lodrisio Visconti, che venne lanciata alla conquista di Milano e fu sconfitta nella battaglia di Parabiago. L’Italia era, tuttavia, un miraggio che qualche volta deluse le speranze e le illusioni coltivate, come fu per Montreal d’Albarno, ossia Frà Moriale. Questi esempi sono i più significativi tra le compagnie guidate da condottieri stranieri che percorsero l’Italia devastando città e campagne al solo fine ultimo di arricchirsi. Esse devastarono la Francia del XIV secolo sotto i regni di Giovanni II e di Carlo V. Il Connestabile di Francia Bertrand du Guesclin fu utilizzato per sbarazzare di queste compagnie il regno di Francia allontanandole in Spagna, ove combatterono per Enrico II di Castiglia contro il fratellastro Pietro il Crudele.

Si trattava di mercenari smobilitati dopo il Trattato di Brétigny dell’8 maggio 1360. L’unico obiettivo che muoveva le compagnia di ventura era quasi sempre l’occasione di arricchirsi con qualsiasi mezzo, al servizio di chi sfruttava sapientemente questa loro avidità. Molto spesso era solo il miraggio del bottino e non il “soldo”, cioè la paga distribuita dal condottiero o da chi per lui, a spingerli, tanto meno una consapevolezza politica o morale del tutto inesistente: ciò spiega le nefandezze che con estrema indifferenza commettevano e di cui si gloriavano, cercando di aumentare, così, da una parte il proprio prestigio militare e dall’altra il terrore indotto ed esaltato della loro ferocia nei territori occupati e verso i nemici. Breve saio a costoro, un berretto di cuoio, una cintura, non camicia, non targa, calzati d’uose e scarponi, lo zaino sulle spalle col cibo, al fianco una spada corta e acuta, alle mani un’asta con largo ferro, e due giavellotti appuntati, che usavan vibrare con la sola destra, e poi nell’asta tutti affidavansi per dare e schermirsi. Michele Amari, La guerra del Vespro siciliano.

Le masnade erano anche gruppi di grassatori, di predoni che si prestavano occasionalmente al servizio militare presso terzi. Ad essi si associavano i fuoriusciti dal proprio Comune, da dove una fazione avversa e vincente li aveva scacciati o cadetti che non trovavano spazio nella propria famiglia o nel proprio territorio di origine. Particolarmente attivi erano gli italiani esiliati, la cui prevalente aspirazione era quella di rientrare in possesso dei beni di cui erano stati spogliati o di riconquistare il Comune da cui erano stati cacciati. Michele Amari, Storia dei musulmani di Sicilia, volume 4, Le Monnier, Firenze, 1854-1872. La guerra nel Medioevo, il Mulino, Bologna, 1986 e succ. Franco Cardini, Il guerriero e il cavaliere, in L’uomo medievale, a cura di Jacques Le Goff, Laterza, Bari, 1987, ISBN 88-420-4197-1. Questa pagina è stata modificata per l’ultima volta il 28 dic 2018 alle 12:08.

Vedi le condizioni d’uso per i dettagli. Questa voce o sezione sull’argomento militari è priva o carente di note e riferimenti bibliografici puntuali. Bartolomeo Colleoni by Andrea del Verrocchio. Presunto busto di Bartolomeo Colleoni conservato presso la biblioteca Angelo Mai di Bergamo. Bartolomeo Colleoni nacque a Solza, un villaggio della sponda bergamasca dell’Adda.