Bombe d’acqua PDF

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Författare: Renzo Rosso.

Il libro delinea la storia idraulica, civile e politica della “questione idrogeologica” italiana, dall’unità ai nostri giorni. Il problema, sempre più pressante e talvolta drammatico, è stato quasi sempre affrontato anteponendo l’urgente all’importante, senza cognizione del passato e visione del futuro. Liberato dalle catene cronologiche, il racconto del libro riunisce tempi e luoghi diversi nell’ambito di paradigmi tematici, disegnando una narrazione avvincente dove le genti, la politica, gli scienziati e i tecnici sono assieme protagonisti e vittime, salvatori e salvati, illusionisti e dannati. Le diverse sfaccettature del problema sono filtrate attraverso una lente scientifica razionale e unitaria, esponendo anche la prospettiva con cui si potrebbe affrontare la questione.

Questa voce sull’argomento meteorologia è solo un abbozzo. Contribuisci a migliorarla secondo le convenzioni di Wikipedia. Segui i suggerimenti del progetto di riferimento. Francesco Martini, nell’edizione di TG LA7 Cronache, ore 14 del 12 ottobre 2014. Bombe d’acqua – Intervento del Prof. Questa pagina è stata modificata per l’ultima volta il 29 ott 2018 alle 11:38. Vedi le condizioni d’uso per i dettagli.

Questa voce o sezione sull’argomento fisica non cita le fonti necessarie o quelle presenti sono insufficienti. Questa voce descriverà principalmente le armi del primo tipo, cioè le bombe a fissione, il cui meccanismo costituisce comunque anche l’innesco delle bombe a fusione e quindi è contenuto anche in queste ultime. Si basa su un processo di divisione del nucleo atomico di un elemento pesante, detto fissile, in due o più nuclei di massa inferiore, provocato dalla collisione con un neutrone libero. La bomba atomica è un’arma di distruzione di massa, la comunità internazionale perciò limita e sanziona la produzione di tali armi con il Trattato di non proliferazione nucleare. Successivamente, si avanzò l’ipotesi che alcune reazioni che implicano questo principio potevano effettivamente avvenire all’interno dei nuclei atomici. Il “decadimento” dei nuclei provoca un rilascio di energia. L’idea che una reazione nucleare si potesse anche produrre artificialmente e in misura massiccia, sotto forma cioè di reazione a catena, fu sviluppata nella seconda metà degli anni trenta in seguito alla scoperta del neutrone.

Pochi mesi prima, nel giugno del 1942, in base ai calcoli fatti in una sessione estiva di fisica all’università della California guidata da Robert Oppenheimer, si era giunti alla conclusione che era teoricamente possibile costruire una bomba che sfruttasse la reazione di fissione a catena. La sua realizzazione tecnica richiedeva però enormi finanziamenti. Gran parte dell’investimento sarebbe servito per produrre uranio sufficientemente “arricchito” del suo isotopo 235, o una quantità sufficiente di plutonio 239. I calcoli indicavano infatti che per produrre una massa critica occorreva una percentuale di arricchimento, cioè una concentrazione di isotopo fissile, molto più alta di quella necessaria per un reattore nucleare. La prima bomba atomica fu realizzata con un progetto sviluppato segretamente dal governo degli Stati Uniti.

Per produrre i materiali fissili, l’uranio 235 e il plutonio 239, furono costruiti giganteschi impianti con una spesa complessiva di due miliardi di dollari dell’epoca. The Gadget” al “Trinity Site” in Alamogordo, New Mexico. Trinity test” il 16 luglio 1945 nel poligono di Alamogordo, in Nuovo Messico. Stalin attivò la cosiddetta operazione Borodino che, grazie alla ricerca sovietica e anche all’apporto di spie occidentali, raggiunse inattesi successi. Il Sudafrica, che aveva cominciato la produzione di bombe atomiche nel 1977, è stato l’unico paese a cancellare volontariamente il suo programma nucleare nel 1989, smantellando sotto il controllo dell’AIEA tutte le armi che aveva già costruito. 235 o plutonio 239 con sufficiente grado di purezza. La reazione incontrollata si differenzia dai processi nucleari a catena che avvengono in un reattore nucleare per la produzione di energia elettrica, per l’andamento del processo rispetto al tempo.

Il termine “bomba atomica” nella classificazione originaria di “bomba A” indicava propriamente solo le bombe a fissione. Quelle che invece utilizzano la fusione termonucleare sono chiamate bombe H o bombe all’idrogeno, o anche raggruppate nella definizione di “armi termonucleari”. Le armi nucleari presenti negli arsenali contemporanei sono praticamente tutte di quest’ultimo tipo. Lo stesso argomento in dettaglio: Fissione nucleare. 12 secondi in due o più nuclei di elementi più leggeri, liberando contestualmente da due a quattro neutroni.

I neutroni liberati dal processo possono urtare a loro volta altri nuclei fissili presenti nel sistema, che quindi si fissionano liberando ulteriori neutroni e propagando la reazione a catena in tutta la massa di materiale. Come già detto però la reazione a catena avviene se e solo se la probabilità di cattura dei neutroni da parte dei nuclei fissili è sufficientemente alta, cioè se i nuclei sono numerosi, molto vicini fra loro e le perdite per fuga dal sistema sono opportunamente ridotte. La bomba viene fatta detonare concentrando insieme il materiale fissile per mezzo di esplosivi convenzionali che portano istantaneamente a contatto le varie masse o fanno collassare il guscio sferico, unendo così il materiale in una massa super-critica. La massa di materiale fissile in una bomba atomica è detta nòcciolo.