Chiamalo X! PDF

Stailuan fece un colloquio da Ikea. Ci siamo lasciati con il mio gran rifiuto per un rinnovo contrattuale in un’altra azienda leader del settore del mobile, ubicata a Manzano, e ho parlato delle splendide performance del suo direttore Marketing nei miei confronti. In questo scenario di desolazione lavorativa dell’universo Friuli, capita che cadde un meteorite dal cielo: un meteorite chiamalo X! PDF chiamato Ikea, che si schiantò sul paesino di Villesse modificandone inesorabilmente il futuro e diventando il nostro cubo blu da venerare. Potranno esserci degli errori dovuti al tempo trascorso da quell’evento, ma in via di massima i fatti che vi sto per raccontare sono corretti.


Författare: Emiliano Cristiani.

Vi siete mai chiesti cosa fa un matematico quando scrive freneticamente su un foglio di carta? Provate a chiederglielo. Vi sentirete rispondere qualcosa del tipo: “Sto cercando di dimostrare la natura iperbolica di questa equazione differenziale per poter applicare il metodo delle caratteristiche”. Non avete capito? Provate a chiedergli di spiegarvelo più semplicemente. La risposta sarà: “Allora… Ecco… Come posso dire… Sto cercando di dimostrare che questo coso qui (indica un formulane) appartiene a una certa categoria di equazioni in cui la soluzione si propaga da un certo dato iniziale lungo delle curve particolari”. Inutile insistere, non vi resta che andarvene. La matematica vi ha respinto un’altra volta. Ma una soluzione esiste ed è unica: leggere questo libro e lasciarvi guidare nell’incantato mondo dell’alta matematica senza per questo fare alta matematica. Capirete finalmente cosa studiano i matematici, cosa pensano, cosa li appassiona e in quale strano mondo n-dimensionale vivono. Dedicato a tutti coloro che vorrebbero studiare matematica ma che non lo hanno mai (o ancora) fatto, questo libro vi convincerà che la matematica è il perfetto connubio tra scienza e arte, tra curiosità e fantasia, tra scoperta e invenzione.

Dopo una decina di giorni venni contattato: volevano facessi un colloquio, ed era già una grossa cosa visto che a questo step si erano fermati quasi tutti i miei conoscenti. Nonostante sia una persona particolarmente puntuale mi presentai in ritardo, di poco ma comunque in ritardo, ultimo arrivato di quello che scoprii essere un colloquio di gruppo, una delle cose più odiose della storia. E sto parlando del colloquio di gruppo non del mio ritardo. Appena arrivati dovemmo compilare un modulo nel quale praticamente ci veniva richiesto il nostro CV che quindi, sommandolo a quello compilato su internet e quello compilato sul sito, eravamo a quota tre.

Finita la carrellata sul mondo delle sedie componibili arrivò il momento delle presentazioni di massa: in pratica dovevamo fare un riassunto del nostro CV davanti a degli emeriti sconosciuti. Finito il gioco delle presentazioni arrivò un momento spaventoso: quello dei giochi di gruppo. Seguiva un elenco di figure tipiche quali: la troia, l’ebreo ricco, il ragazzo di colore, la velina, la suora, il bambino, etc. Confrontatevi per seglierne due e giustificate il motivo. Scusi, ma io di questo gruppo di persone presenti al colloquio non conosco nessuno e quindi che sopravvivano o meno poco mi importa. Delle ipotetiche due persone che posso aggiungere al nostro bunker pure mi importa poco.

Con tutti il rispetto: come posso preferire la vita di gente a caso a quella della mia morosa solo il signor Ikea e la tipina che faceva la tagliatrice di teste lo sanno. Ad ogni modo suppongo che la mia risposta non fu particolarmente apprezzata da nessuno dei presenti, ma la partecipazione a quella farsa mi stava rendendo praticamente una bomba ad orologeria. Finiti questi attimi di altissimo intelletto fu finalmente il momento dei colloqui singoli con la già citata tagliatrice di teste. A colloquio svolto, prima di uscire, ci venne regalato uno splendido Ikea Pack di benvenuto o addio, come meglio preferite. Quando fu il mio turno come prima cosa mi venne chiesta una copia del mio CV stampata. Ho perso il conto, mi pare 5.

Dopodichè chiaramente dovetti parlarle delle mie esperienze lavorative, e quindi del mio curriculum. Si, ma scusi, per quale posizione lavorativa mi state interpellando? Le ipotetiche mansioni della mia vita futura, che potrebbero occupare gran parte delle mie giornate, dipendono da voi e tu non mi dici neanche per che cosa sono qui? Mi venne aggiunto che da Ikea è tutto come una grande famiglia, che il commesso può fare il cassiere, che la Capo Reparto può mettere la merce sugli scaffali, che tutti si aiutano. Seguì un silenzio brevissimo ma interminabile. Mi fu chiesto se ero disposto a lavorare full-time, part-time orizzontale o verticale, solo i fine settimana. Ma posso essere disposto a qualsiasi forma contrattuale, il tutto dipende per fare cosa e per quanti soldi: a quanto ammonta lo stipendio?