Comunicare l’identità PDF

20 anni, è portata in ogni contrada come esempio illustre da imitare. Ma il viaggiatore intelligente e critico si chiede anche come sia stato possibile costruire un simile comunicare l’identità PDF all’interno di una città, che, per la sua antica storia industriale, si può immaginare non proprio indenne da inquinamento.


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Numerose comunità di minoranza linguistica in Italia e in Europa propongono un’estesa letteratura sull’argomento e molte iniziative vengono intraprese per la loro tutela e valorizzazione. E tuttavia, non si può non rilevare nell’insieme delle attività la tentazione dell’autoriferimento che spesso finisce per sviluppare analisi, progetti, strumenti che restano all’interno dei confini della singola minoranza, senza riuscire a stabilire una connessione adeguata con la maggioranza della popolazione. Per riflettere su questo argomento, un apposito Forum nazionale, organizzato dalla Provincia Autonoma di Trento, ha permesso di approfondire il tema controverso dell’identità, tema dalle tante facce, che si manifesta con particolare evidenza in questa fase storica, alimentando forze e speranze, ma anche confronti e tensioni.

Lombardia, perfino della stessa Milano, e quindi, si può dire, d’Europa. Mille ragioni dunque perché a Brescia si evitasse la costruzione di un impianto a così forte impatto ambientale. Asm per persuadere l’opinione pubblica e costruirsi un consenso e che vennero denunciate da due comitati ambientalisti informali ed indipendenti, Cittadini per il riciclaggio e Comitato Ambiente città di Brescia. A questo punto, verrebbe da chiedersi da parte di un osservatore esterno di buon senso: ma come si è potuti arrivare, in quel contesto, a costruire una terza linea per un totale di 800. Appare lapalissiano che se due linee dell’inceneritore risultavano  già sovradimensionate, così da richiedere l’importazione da fuori provincia di rifiuti speciali e urbani sotto forma di Cdr, non vi poteva essere nessun bisogno di una terza linea. 40 a oltre 60 milioni di euro l’anno.

Comune una dotazione di 5 euro per ogni tonnellata di rifiuti bruciati nella nuova linea, pari a circa 1 milione e mezzo di euro all’anno, destinati ad attività ecologiche, piste ciclabili, implementazione di energie rinnovabili ecc. Giunta del Comune di Brescia del 30 gennaio 2002. Comune che la controlla, il quale potrebbe e dovrebbe decidere anche come utilizzarne gli utili. La verità è contenuta nella delibera di Giunta Comunale del 30. Asm e prevista, insieme alla terza linea, da quella famosa delibera di Giunta. Cittadini per il riciclaggio e Comitato Ambiente città di Brescia.