Con gli occhi chiusi PDF

Con gli occhi chiusi è la storia di un amore che Pietro con tutti i mezzi porta al fallimento per punire, con la vista del proprio scacco, chi gli ha cagionato quell’impotenza psicologica di amare. Con gli occhi chiusi è un romanzo dello scrittore italiano Federigo Tozzi, pubblicato nel 1919. Senza mai perdere un contatto vitale con la realtà terragna, popolare e passionale in cui affondava le sue radici, è riuscito a trasformare la sua realtà in una figura con gli occhi chiusi PDF crisi europea con cui si apre il Novecento. Anticipò d’istinto certi affioramenti improvvisi e dolorosi dell’io profondo che sono studiati dalla psicanalisi, da lui ignorata.


Författare: Federigo Tozzi.

Dal romanzo è stato tratto il film omonimo del 1994, diretto dalla regista Francesca Archibugi. Domenico Rosi gestisce la trattoria Il pesce azzurro insieme con la moglie, Anna, affetta da disturbi nervosi, e il piccolo podere di Poggio a’ Meli nella campagna senese. Nei confronti di quest’ultima Pietro prova un affetto confuso e torbido, che Ghìsola, pur conservando un atteggiamento evasivo, dimostra di corrispondere. Ma i colloqui dei due ragazzi consistono in parole senza senso, convenzionali, che capivano loro due soltanto.

Pietro è incapace di manifestarle a parole ciò che sente, e in più di un’occasione non resiste all’istinto di aggredirla. Un giorno Pietro viene a sapere che Ghìsola è tornata a Radda dalla sua famiglia. L’allontanamento è stato disposto da Domenico, che ha subodorato una relazione sconveniente tra i due. Dopo la morte della madre Anna, in seguito a un ascesso convulsivo, Pietro si chiude sempre più in sé stesso e nei propri studi. Bestemmiava, perché non voleva avere i pregiudizi dei preti. Nel frattempo, ricongiuntasi alla famiglia e alle sorelle senza riuscire a intessere una relazione di autentico affetto, Ghìsola è stata sedotta da un amico di famiglia, Borio di Sandro, e dal suo fattore. A diciassette anni si è trasferita alla Castellina, a poca distanza da Radda.

In paese si sono diffuse dicerie poco lusinghiere sui suoi costumi. Pietro va a trovarla e lascia trapelare le proprie intenzioni. Alla domanda se abbia mai avuto altri uomini, Ghìsola risponde di no, simulando un’ingenuità che in realtà ha perduto per sempre. Concerta poi con il signor Alberto di sposare Pietro, per trarre profitto dal matrimonio, e di concedersi a lui in modo tale che il giovane consideri suo il figlio che potrebbe nascere da una relazione di Ghìsola con l’amante. Pietro e Ghìsola continuano a frequentarsi: all’amore incondizionato di Pietro, che non vuole unirsi a lei prima di averla fatta sua moglie, fa riscontro la doppiezza di Ghìsola, che è legata a lui da un affetto discontinuo e poco convinto.

Su insistenza di Pietro, la ragazza fa ritorno a Poggio a’ Meli: si comincia a vociferare di un imminente matrimonio tra il figlio del trattore e la figlia degli assalariati. L’atteggiamento di Ghìsola non è mutato: ella sentiva che doveva ingannarlo, perché egli non la umiliasse. Più grande e folle era quell’amore e più ella si trovava nella necessità di difendersi. Le lettere di Pietro le facevano l’effetto ch’egli le pensasse per qualche fidanzata ingenua e buona. Mentre si trova a Poggio a’ Meli, Pietro riceve una lettera anonima che lo disillude e lo mette in guardia: Ghìsola lo tradisce.