Contemporanea misericordia PDF

Please forward this error screen to iberweb-2b. La maggior parte delle altre misericordie, pur conservando la loro indipendenza aderiscono alla Confederazione nazionale delle Misericordie d’Italia, la cui sede si trova pure a Firenze e riunisce circa 700 confraternite. La Confraternita, nota ai fiorentini semplicemente come La Misericordia, si è dedicata fin dall’inizio della sua storia al trasporto dei malati verso gli ospedali della città, alla raccolta di elemosine per maritare fanciulle povere, alla sepoltura dei defunti, e ad altre opere di carità. La Confraternita si distinse rapidamente soprattutto per la costante attività nel campo del trasporto degli infermi e della sepoltura dei defunti, in special modo durante le sempre più contemporanea misericordia PDF pestilenze.


Författare: Stefano Raimondi.

La misericordia è un tema che da sempre interroga non solo teologi, ma anche filosofi, poeti, artisti. La definizione più felice, e per certi versi attualissima, di misericordia forse l’ha data Tommaso D’Aquino: “La misericordia significa avere il cuore nella miseria altrui”. In una prospettiva cristiana questo comporta la compartecipazione divina al dolore umano. Un’idea del tutto eccezionale rispetto al pensiero filosofico antico che non contemplava la presenza teologica della misericordia. […] Riprendendo il pensiero di Tommaso D’Aquino: cosa più dell’arte e di ogni linguaggio creativo è capace di farci “avere il cuore nella miseria altrui”? L’arte, in senso lato, infatti, è per eccellenza la capacità di sentire concretamente la vita di altri, di personaggi incontrati o solo immaginati o inventati; di sentirli vivi come noi e di farli vivi come noi. L’arte è prima di ogni altra cosa rappresentazione della vita, proprio perché nasce dal senso concreto dell’individuo e dalla capacità di sentire, non solo di pensare, che esistono, altrettanto concrete e in carne e ossa, persone che hanno come noi passioni, sentimenti, esigenze.” (dalla prefazione di Corrado Benigni)

In breve tempo crebbe di numero e popolarità, nonché inevitabilmente di ricchezza, quando iniziarono ad affluire donazioni e lasciti testamentari. In quegli anni la ormai prospera confraternita si dotava di una nuova sede in quella che oggi è detta la Loggia del Bigallo in Piazza del Duomo. La costruzione dell’edificio degli Uffizi, che riunì nel medesimo luogo tutti gli uffici pubblici della Firenze granducale, rese liberi molti vani in città, cosicché nel 1576 la Misericordia ottenne l’ex locale degli Uffiziali dei Pupilli, prospiciente il Campanile di Giotto. Nella seconda metà del XX secolo il Servizio Sanitario Nazionale ha preso a finanziare parzialmente i servizi della confraternita, il che ha causato disagio in numerosi fratelli, che hanno abbandonato il servizio, non sentendolo più come una carità gratuita. Nei momenti difficili della storia cittadina la Misericordia ha sempre operato e i fratelli hanno cercato di sopperire con le loro forze alle cresciute esigenze del servizio, per esempio nella Seconda guerra mondiale, quando, tutte le ambulanze furono perdute o sequestrate, i fratelli tornarono al carretto trainato a mano e alla lettiga. Nel tempo La Misericordia ha intrapreso altre strade per espletare servizi di carità, come il servizio delle cosiddette Mutature agli infermi, che consiste in una forma di limitata assistenza a domicilio a malati non autosufficienti. Più recentemente ha investito fortemente nel settore della Protezione Civile e delle case di riposo.

Alla fine degli anni ’20 fu indetto un concorso per il restauro della facciata dell’edificio che però non fu effettuato a causa di mancanza di fondi. Secoli di donazioni le hanno costituito un cospicuo patrimonio, soprattutto immobiliare. Inoltre sono attivi ambulatori specialistici, dove i medici prestano opera volontaria, e un cimitero. Per ridurre i problemi causati dalla diminuzione dei fratelli, in parte causata anche dal proliferare di istituzioni simili e di forme meno impegnative di volontariato sono state tentate varie strade, fra cui l’apertura alle donne, poi l’utilizzo massiccio di obiettori di coscienza. Come si è detto, la Misericordia di Firenze continua ancora oggi ad offrire soccorsi agli ammalati e agli infortunati, tenendosi al passo coi tempi: è stata per esempio la prima istituzione ad offrire ambulanze con medico a bordo, defibrillatore, elettrocardiogramma, e così via.

Nel 2013, la Misericordia di Firenze, appianate le divergenze che avevano portato alla separazione, ha lasciato la Compagnia delle Misericordie ed è rientrata nella Confederazione. La sezione di Ponte di Mezzo era fino al 2013 un’associazione propria fino alla fusione nell’aprile del 2013, diventando sezione vera e propria. Ambulanza in servizio dalla sezione Oltrarno. Oltre ai servizi di emergenza territoriale la Misericordia è attiva in tanti servizi: per esempio il Servizio Stadio presso lo Stadio A. Franchi per ogni partita della A.

Fiorentina che gioca in casa, concerti, eventi e manifestazioni sportive che richiedono assistenza sanitaria e supporto ad eventi con personaggi famosi e politici. Attualmente la Misericordia dispone di circa 20 ambulanze, 20 automezzi tra automobili e pulmini con sollevatori, un carro funebre e 5 mezzi per la protezione civile allestiti per eventuali emergenze. La confraternita conta su più di 1000 volontari iscritti e di circa 450 con servizio attivo abituale dislocati in 5 distaccamenti. In un affreso di Niccolò Gerini e Ambrogio Baldese del 1386, visibile nella stanza dei capitani del Museo del Bigallo, si possono vedere i fratelli con la loro veste del XIV secolo: una tunica lunga fino ai piedi di color carminio e un medaglione dorato al collo. Nella Sede centrale in piazza del Duomo a Firenze si custodiscono, oltre all’Archivio storico, alcune opere d’arte e una collezione di materiale storico e oggetti della tradizione della Confraternita, organizzata in un museo situato al quarto piano dell’edificio. Inaugurato il 20 gennaio del 2016, il percorso museale si snoda in 14 sale, distribuite in circa 600 metri quadri. Al suo interno è testimoniato il ruolo che il Sodalizio ha avuto per Firenze e vi sono custoditi circa ottanta pezzi, molti dei quali appositamente restaurati, tra manoscritti, quadri, stemmi, arredi, oggetti d’uso e manufatti dell’artigianato fiorentino.

E’ possibile ammirare opere di pregio realizzate da importanti autori come Santi di Tito, Benedetto da Maiano, Sano di Pietro, Bachiacca, Sogliani, G. Battista Naldini, Butteri, Dono Doni, Puligo, Carlo Dolci e tele del periodo caravvaggesco e di quello contemporaneo con Annigoni e Chaplin. Cristo fra dottori, olio su tela di Dirck Van Baburen,del XVII sec. Bottega Della Robbia del XVI sec. Carlo Dolci, San Giovanni Battista olio su tavola, del XVII sec. Scuola senese, Madonna con il Bambino, tempera su tavola e foglia d’oro, del XVI sec.