Contesto e progetto. Esperienze progettuali e spazi architettonici PDF

Hugo Alvar Henrik Aalto nacque il 3 febbraio 1898 a Kuortane, in Finlandia, primogenito di Johan Henrik, ingegnere finlandese specializzato in geodesia e cartografia, e Selly Hackstedt, postina nativa della Svezia. Aalto si iscrisse all’ordine degli architetti ed effettuò il suo primo viaggio contesto e progetto. Esperienze progettuali e spazi architettonici PDF’estero, con tappe a Stoccolma e Gothenburg, cittadina presso la quale si mise persino alle dipendenze dell’architetto Arvid Bjerke, seppur per pochissimo tempo. La fama ormai sfolgorante goduta dall’Aalto fu poi rafforzata anche dalla grande mostra organizzata nel 1938 dal Museum of Modern Art di New York in suo onore e dal progressivo conseguimento di prestigiosi riconoscimenti internazionali, tra cui si segnalano la medaglia d’oro del Royal Institute of British Architects nel 1957 e la laurea ad honorem conferitagli dal Politecnico di Milano. Nel 1898, anno di nascita di Aalto, la Finlandia era uno stato che, pur beneficiando di una vasta autonomia, era sottoposta al dominio dell’Impero russo, del quale rappresentava un granducato.


Författare: Giuseppe Spina.

Nell’edificio dell’associazione regionale dei patrioti a Seinäjoki il giovane Aalto prospetta un sincretismo stilistico tra Palladio, vistosamente citato nel corpo laterale, e Asplund, visibile nel corpo posteriore. Aalto, che si evita di decadere in un’anacronistica venerazione del passato e che si può ambire a una nuova progettualità e a una personale invenzione stilistica. Il 1927 fu un anno di capitale importanza per Aalto, che lasciò scemare le proprie nostalgie classiciste in favore di una brusca virata in senso razionalista. Un edificio deve servire o Dio o l’uomo: non può essere il simulacro di un’idea, meno che mai di un’allegoria. L’architetto funzionalista è completamente differente dalla figura professionale del vecchio architetto. Pur giudicando innegabili i vantaggi architettonici, economici, sociali comportati dal Razionalismo Aalto si votò a questo nuovo vocabolario stilistico in maniera tutt’altro che assiomatica.

Stiamo vivendo l’ebbrezza del modernismo, la bellicosità dei tradizionalisti si è spenta e, in un certo senso, le due posizioni si sono avvicinate, formando il grande esercito del formalismo, in posizione di guardia contro una visione razionale della vita e delle arti. Si è visto, dunque, come Le Corbusier e i suoi discepoli tentassero di recare giovamento all’edilizia sottoponendo ogni realtà architettonica al tribunale meccanicistico del funzionalismo. Quando mi accingo a risolvere un problema architettonico mi trovo di fronte, quasi senza eccezione, un ostacolo difficile da scavalcare, una specie di coraggio delle tre del mattino, almeno così credo, quel peso cioè opprimente e complesso suggerito da quei mille elementi spesso contrastanti fra loro, che incombono sulla progettazione architettonica. Lo strumento interpretativo di cui si servì Aalto per intendere l’architettura, dunque, divenne la realtà profonda dell’uomo, con tutte le annesse dinamiche psicologiche, intuitive e inconsce. Per definire un’architettura davvero a misura d’uomo l’architetto, palesando una rinnovata sensibilità progettuale e tecnologica, andò oltre le formule assolutistiche, retoriche e ossessivamente teoriche del Razionalismo per raggiungere un’identità progettuale più matura. Questo nuovo corso stilistico trova, ad esempio, una nota qualificante nei nuovi spazi architettonici interni ed esterni, finalmente svincolatisi dalle rigide stereometrie razionaliste. Aalto, nella sua più piena maturità stilistica, integra e compenetra i volumi e le strutture e li impreziosisce con pareti ondulate e sinuose e con un magistrale uso dell’asimmetria: era in questo modo che l’architetto dava vita a configurazioni planovolumetriche vitali, fluide, o addirittura organiche.

Se la sagoma dominante dell’edificio è orizzontale e parallela all’asse visuale dell’osservatore, verrà percepita come una diagonale discendente. Se la sagoma dominante è orizzontale, ma perpendicolare all’asse visivo, ogni angolo in pianta sarà percepito come uno scalino nella sagoma e il risultato visuale è una gradonata. Se l’edificio è alto, o il punto d’osservazione sufficientemente basso, la configurazione in pianta apparirà potentemente proiettata nella sagoma. Aalto può deformare la pianta a questo fine, spesso contro i dettati utilitaristici. Aalto risolse queste esigenze sociali, umane, economiche non solo conducendo indagini spaziali fluenti, bensì anche maturando un ragionato approccio illuminotecnico in grado di rispondere coerentemente al lato emozionale dell’uomo. La luce naturale, tradizionalmente impiegata nell’edilizia come fonte primaria d’illuminazione all’interno degli spazi abitati, è da sempre stata un elemento imprescindibile per una progettazione di qualità a causa della sua attitudine ad arricchire la percezione spaziale, temporale ed estetica di un organismo edilizio. La malattia determina una vulnerabilità fisica e una mancanza di resistenza che si sommano tra di loro.

Nel mio lavoro mi sono trovato spesso di fronte a problemi del genere. Tra l’architettura e la natura è da sempre esistita una continua mimesi di confronto e dialogo, soprattutto nelle culture progettuali più antiche, arcaiche e primitive. Sono appena tornato da Siena, che a mio avviso possiede molte delle condizioni per essere una buona città. A Siena, come in genere tutte le città della Toscana, di particolare c’è di essere costruita su una collina . L’amore professato da Aalto verso i paesaggi mediterranei apparve lampante anche a Richard Weston, architetto inglese che nel 1995 affermò: Per Aalto, le città italiane in collina incarnavano un compromesso fra uomo e natura di esemplare armonia. La città si adattava alla topografia, che a sua volta acquistava risalto grazie all’intervento umano, in una sorta di simbiosi culturale. Quest’umanizzazione del Razionalismo messa in essere da Aalto nella sua pienezza stilistica, si è visto, affonda le proprie radici nel viaggio in Italia effettuato con la moglie, nonché nelle proprie origini finlandesi.