Cronache dagli anni settanta. Arte e critica d’arte 1970 PDF

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Författare: Filiberto Menna.

Il volume raccoglie un’ampia selezione degli articoli di Filiberto Menna apparsi sulla stampa nazionale («Corriere della Sera», «Il Mattino», «l’Unità», «Paese Sera») nel corso degli anni Settanta. Dalla lettura di questi testi d’occasione, brevi ma lucidissimi, emergono nettamente lo sguardo del critico militante, sempre a fianco dell’opera e del suo autore, e il rigore del teorico, prontissimo nel selezionare e valutare in presa diretta le proposte espositive più significative offerte dalla scena italiana. La presente antologia ospita quindi un materiale eterogeneo: letture, riflessioni, obiezioni critiche e teoriche, che delineano un pensiero onnivoro e illustrano la curiosità di un intellettuale totale, esperto d’arte, architettura e design, capace di fornire vividi ritratti dei principali artisti attivi in quegli anni (da Kounellis a Pascali, da De Dominicis a Vettor Pisani), nonché di intraprendere una «critica della critica», ovvero un serrato confronto con molte delle voci più autorevoli di quegli anni, come ad esempio Tomás Maldonado, Bruno Zevi, Renato De Fusco e Germano Celant.

Segui i suggerimenti del progetto di riferimento. Questa voce o sezione sugli argomenti storia e società è priva o carente di note e riferimenti bibliografici puntuali. Lavagna in una scuola occupata nel 1968. Prime manifestazioni studentesche a Roma il 24 febbraio 1968. Barbara Gittings, attivista per i diritti degli omosessuali, in una manifestazione alla Casa Bianca nel 1965. Lo stesso argomento in dettaglio: Controcultura degli anni 1960.

Il movimento nacque originariamente a metà degli anni sessanta negli Stati Uniti e raggiunse la sua massima espansione nel 1968 nell’Europa occidentale col suo apice nel Maggio francese. A Berkeley, nel 1964, l’università californiana, i cui aspetti elitari più avanzati sono uno dei simboli della società statunitense, scoppiò una rivolta senza precedenti. Nei campus americani la protesta giovanile mise insieme classi, ceti, gruppi, investì la morale e i rapporti umani. Diffusa in buona parte del mondo, dall’Occidente all’Est comunista, la contestazione generale ebbe come nemico comune il principio di autorità come giustificativo del potere nella società. Nelle scuole gli studenti contestavano i pregiudizi dei professori e del sistema scolastico scarso e obsoleto. Gli obiettivi comuni ai diversi movimenti erano il miglioramento della società sulla base del principio di uguaglianza, l’anti corruzione della politica in nome della partecipazione di tutti alle decisioni, l’eliminazione di ogni forma di oppressione sociale e di discriminazione razziale.

Il movimento per i diritti civili degli afroamericani aveva costituito, fin dall’inizio degli anni sessanta, il prototipo di questa dinamica. Negli Stati del Sud, negli anni cinquanta era venuto maturando un movimento nero per l’eguaglianza, promosso dalle comunità di colore. A questo punto si temeva che lo sviluppo del movimento nero portasse alla fine dell’esclusione di fatto della popolazione di colore dal voto, praticata in tutto il Sud, con l’aiuto dell’organizzazione violenta e razzista del Ku Klux Klan. Nonostante tutto, il movimento ottenne significativi successi politici, contribuendo al superamento della segregazione. A partire dal 1963-1964 le agitazioni dei neri si svilupparono rapidamente anche nelle grandi città del Nord degli Stati Uniti. 1960 dal sociologo americano Charles Wright Mills, uno degli intellettuali che più influenzarono i movimenti giovanili.

Gli elementi di novità nei movimenti giovanili erano vari e molteplici. Innanzitutto era ritenuto estremamente importante il riferimento alle lotte dei popoli del Terzo mondo, alle rivoluzioni del mondo arabo, dell’Asia e di Cuba. Infine la nuova sinistra era assai diffidente nei confronti dell’organizzazione di tipo leninista e stalinista e proponeva forme di agitazione e di aggregazione che valorizzassero la partecipazione di massa ai processi decisionali. Le agitazioni promosse dai movimenti giovanili si diffusero in vaste aree del pianeta tra la fine del 1967 e l’autunno del 1968.