D’Annunzio e i suoi legionari PDF

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Författare: Leonardo Malatesta.

Il volume, avvalendosi di documenti presenti negli archivi militari e privati italiani, vuole focalizzare l’attenzione su un nuovo aspetto dell’impresa di Fiume: i rapporti fra i legionari fiumani e i reparti militari in Italia.Si parte dalla fine della Grande Guerra e dai problemi del 1919, genesi della marcia su Ronchi che vide protagonisti i Granatieri di Sardegna. Infine la marcia che dalla cittadina giuliana giunse a Fiume il 12 settembre 1919.Si passa alla nascita delle forze armate legionarie, ai primi screzi fra D’Annunzio e l’ala legalitaria rappresentata dal maggiore Reina e dall’arma dei Carabinieri. Si parla del caso Reina e del suo allontanamento dalla città dalmata, il ruolo della Guardia di Finanza, l’ordinamento delle forze armate legionarie, i rapporti che D’Annunzio ebbe con le forze armate legionarie e quelle in Italia.Attraverso l’analisi di inediti carteggi fra il Comandante ed alcuni suoi fidi collaboratori, come il Colonnello Sani e il Tenente Piffer, si scoprono i rapporti che intercorsero fra di loro.Il volume si conclude con il Natale di Sangue e la conclusione della Reggenza Italiana del Carnaro.Uno sguardo complessivo e dettagliato di ciò che successe agli uomini in divisa a Fiume ed in Italia, affascinanti dal Vate.

Se anche questo non va come dovrebbe, comincia a pregare! Accetto i Termini e le Condizioni d’uso del Servizio e acconsento al Trattamento dei miei Dati personali per le finalità connesse. L’occupazione dei “legionari” dannunziani durò 16 mesi con alterne vicende, tra cui la proclamazione della Reggenza italiana del Carnaro. Filippo Tommaso Marinetti, durante il periodo della sua presenza a Fiume nel settembre 1919, definì gli autori dell’impresa disertori in avanti. Alla destra di D’Annunzio, rivolto verso di lui, il ten. Fiume era pari a 49 806 abitanti, e così suddivisa: 24 212 dichiaravano di avere come lingua d’uso l’italiano, 12 926 il serbocroato e altre lingue, soprattutto ungherese, sloveno e tedesco.

A Fiume, già ad aprile Giovanni Host-Venturi e Giovanni Giuriati avevano iniziato a creare una Legione fiumana costituita da volontari per difendere la città in particolare dal contingente francese, filo-jugoslavo. Nel frattempo Gabriele D’Annunzio si era recato a Roma per tenere una serie di comizi in favore dell’italianità di Fiume. I discorsi infuocati di D’Annunzio suscitarono l’emozione soprattutto dei moltissimi giovani reduci che ritornati dalla guerra erano rimasti disoccupati. Il 30 giugno 1919 una delegazione guidata da Grossich incontrò a Roma Gabriele d’Annunzio, chiedendogli di assumere la guida del movimento di resistenza fiumano: D’Annunzio accettò, e si convenne di procedere all’arruolamento di volontari nell’ambito dei vari raggruppamenti nazionalisti per farli successivamente convergere a Fiume.

Sono i Granatieri di Sardegna che Vi parlano. Fiume che per le loro bocche vi parla. Noi abbiamo giurato sulla memoria di tutti i morti per l’unità d’Italia: Fiume o morte! Dopo alcuni giorni D’Annunzio ruppe gli indugi e garantì il proprio arrivo a Ronchi per il 7 settembre, ma a causa di una intempestiva febbre poté onorare il proprio impegno solo l’11 dello stesso mese.

Intanto a Ronchi erano già arrivati numerosi volontari. D’Annunzio informò Mussolini solo il giorno prima della partenza per Fiume quando, sciolta ogni riserva, gli inviò una lettera chiedendogli sostegno. Mio caro compagno, il dado è tratto. Domattina prenderò Fiume con le armi. Anche una volta lo spirito domerà la carne miserabile Sostenete la Causa vigorosamente, durante il conflitto.