Democrazia disciplinare. L’altra faccia del progetto neoliberista PDF

Da circa due anni su questo blog stiamo cercando di far passare un messaggio molto semplice: se il mondo non compra, svalutare serve a poco. E questo implica sia che la svalutazione dell’euro non tirerà il nostro paese fuori dalle secche né che un’eventuale nuova moneta italiana svalutata servirebbe a darci la domanda democrazia disciplinare. L’altra faccia del progetto neoliberista PDF alla ripresa o ad offrire spazi sufficienti ad una reflazione basata sulla domanda interna. Ma ora qualcuno sembra giungere alle medesime conclusioni: il Centro Europa Ricerche. Gli scambi di merci continuano a crescere a tassi inferiori alla produzione industriale, risentendo negativamente della debolezza di economie molto aperte, come quella europea.


Författare: Pablo Davalos.

Democrazia disciplinare è un testo “militante” scritto per accompagnare con una riflessione accademica le resistenze sociali al neoliberismo in America Latina, regione dove questa ulteriore tappa del capitalismo mondiale venne dapprima sperimentata nel Cile di Pinochet per essere poi estesa negli anni Ottanta e Novanta del secolo scorso ad altri paesi della regione.

Tradotto: tu fai austerità, io faccio austerità, lui fa austerità, nessuno compra più nulla, neanche se fai i saldi. Ripetiamo il concetto: io svaluto, ma tu continui a non voler comprare. Io vendo magari poco di più a mio cugino, ma intanto con le importazioni che decollano la mia bilancia commerciale peggiora o al più rimane stabilmente in passivo. Non sorprende che nemmeno il deprezzamento dell’euro, nel triennio 2010-12, sia riuscito a stimolare l’attività produttiva dell’Eurozona oltre la crescita media delle altre economie avanzate. Che dire della storia dei prodotti nazionali che costano meno e quelli esteri di più, per cui compreremo Fiat e Parmalat invece che Volkswagen e Bayerische Milch? Tradotto: non solo le esportazioni non decollano, ma le importazioni mi costano di più, in particolare quelle che mi servono per produrre i beni che dovrei consumare io o esportare ad altri. Come se non bastasse, il CER si preoccupa anche di mostrare che la perdita di competitività dell’Italia è spiegata da molte altre cose che non sono l’euro.

La linea arancione indica la quota delle esportazioni italiane verso il mondo rispetto alla somma delle esportazioni di tutti i paesi dell’area euro. La linea verde indica lo stesso rapporto ma depurato dagli effetti del cambiamento della composizione della domanda estera. Sia nei dati in valore, sia in quelli in quantità, la tendenza discendente delle quote nell’ultimo decennio può essere spiegata in gran parte con le caratteristiche strutturali del modello di specializzazione delle esportazioni, orientato prevalentemente verso prodotti e mercati a domanda relativamente lenta. L’uomo di paglia antikeynesiano di D. Un nuovo errore di Blanchard sulla Grecia?

La precedente domanda è una provocazione, più o meno. Italia lo devono dire studi approfonditi che si basino sulle specificità italiane, che prendano in considerazione la sua storica vocazione manifatturiera, elaborate da centri studi che non diano adito ad alcun sospetto di conflitto di interesse. Il presidente del CER è un noto noeuro. Scusate ma temo stiate prendendo un abbaglio. Davvero strano per un blog dedicato al Maestro.

L’austerità è un prodotto intrinseco di un regime di cambi fissi come la zona euro una volta entrato in crisi di bilancia di pagamenti. L’euro possiede un meccanismo automatico di finanziamento dei deficit esterni nel Target2. E’ una scelta politica fatta dalle classi dirigenti europee e segnatamente da quelle dei paesi meridionali. Target 2 ha trasferito sui bilanci delle banche centrali della ZE gli squilibri commerciali che prima apparivano nei bilanci delle banche commerciali. Non è un meccanismo di finanziamento dei deficit commerciali. Registra solo le transazioni avvenute negli scambi commerciali fra Paesi con il tramite della BCE.

Non ti rendi neanche conto di aver detto due cose in contraddizione tra loro. Che c’entra, se tu basi il tuo modello sulle esportazioni non sei keynesiano e basta. Ognuno può avere le opinioni che vuole, ma non stravolgere quelle degli altri. Non capisci la differenza tra una critica e una proposta? Certo che siete di una scorrettezza unica. State continuando a propalare la fola che chi propone l’uscita dall’eurozona creda che la panacea dei mali del paese sia la svalutazione! Secondo, perchè solo uscire dall’eurozona permetterà, ad esempio, di fare politiche industriali che, Iodice, non sono possibili in un sistema fascista ed oligarchico che ha ben chiaro l’obiettivo di ridurre i paesi del sud europa ad immagine delle economie latino-americane prima della rivoluzione bolivariana.

E non è possibile che questa cosa non vi sia chiara: ergo, siete in malafede e complici di questo sistema. E certamente non crescerà se diventerà più conveniente produrre in Italia. Se la domanda è mutata è semplicemente nel senso di una maggiore sensibilità all’aspetto di prezzo proprio nei principali mercati di sbocco dell’Italia, ovvero la zona euro. Il mercato interno, Iodice, il mercato interno!