Disobbedienze I PDF

Questa voce o sezione sull’argomento cristianesimo è priva o carente di note e riferimenti bibliografici puntuali. La canonizzazione è disobbedienze I PDF dichiarazione ufficiale della santità di una persona defunta da parte di una confessione cattolica o ortodossa.


Författare: Franco Fortini.

Come lavorava l’Ariosto, una intervista al nipote di Trotsky, la cronaca di una manifestazione del ’77 (“uno come me, tra di loro può essere solo uno storico, o un questurino, o uno spettro”), interventi sullo scrivere chiaro, polemiche assennate e perciò impazienti con la sinistra storica, recensioni, invettive, analisi storiche ed economiche… Ecco lo straordinario intreccio di temi e di toni di voce, che caratterizza la lunga collaborazione di Franco Fortini al quotidiano “il manifesto”. L’attualità più caduca e sfuggente come banco di prova per i “massimi sistemi”. Idee sottili e talvolta complicate come antidoto alla arroganza ingannevole dei cosiddetti “dati di fatto”. Fortini, in questo simile al prediletto Brecht, ha mostrato quanto sia importante per un poeta del nostro tempo studiare i rapporti di produzione. Questo libro costituisce il primo di due volumi che raccolgono l’insieme degli interventi pubblicati da Franco Fortini su “il manifesto” tra il 1972 e il 1994.

I miracoli nel tempo della Chiesa. Se la venerazione, più o meno marcata, di defunti particolarmente incisivi nella storia del Cristianesimo sorse molto presto, come testimoniano iscrizioni e fonti di vario genere, è solo nel secondo millennio di vita della Chiesa che nasce un vero e proprio processo di canonizzazione. Nei primi cinque secoli di vita delle comunità cristiane, non si parla propriamente di santi, ma più di martiri: la venerazione dei defunti si focalizza soprattutto su quelle persone che, pur di non rinnegare il Signore e il suo messaggio rivelatore, preferirono immolare la propria vita come testimonianza di fede. Sia i martiri che i confessori vengono venerati con moto spontaneo collettivo, senza iniziative o approvazioni di natura ecclesiastica. Non v’è traccia di formalizzazioni processuali, sia per la poco sviluppata organizzazione della Chiesa, sia per la mancanza effettiva della necessità di accertamenti, dato che i segni del martirio o di altre testimonianza di fede così marcate sono evidenti e di pubblico dominio. La figura del santo comincia a delinearsi in maniera più indipendente e a differenziarsi da quella dei martiri e dei confessori dei primi secoli, visto dal credo popolare più come un intercessore di grazie divine che non un modello a cui aspirare: diventa sempre più forte il legame fra la figura del santo ed il miracolo, da un lato elemento essenziale per la sua canonizzazione, dall’altro via per il popolo per ottenere favori divini per superare le enormi difficoltà materiali del periodo. Una prima forma di processo di canonizzazione si fissa in età carolingia, ma forse addirittura merovingia: requisiti fondamentali erano il miracolo o il martirio, la stesura della Vita, la presentazione all’autorità ecclesiastica competente e la successiva approvazione.

Nel XIV secolo, il Papa cominciò ad autorizzare il culto di alcuni santi solo in ambito locale prima che fosse completato il processo di canonizzazione. Numerosi cambiamenti ci furono con gli interventi di Sisto V che creò la Congregazione dei riti e di Urbano VIII nella sua Coelestis Hierusalem Cives, che arricchì ed articolò la procedura. Per la “canonizzazione formale” si richiedono due miracoli attribuiti al fedele dopo la morte e un decreto a procedere emanato dalla Congregazione, accompagnato da un giudizio consultivo del Concistoro. La beatificazione viene successivamente modificata e più precisamente definita da Alessandro VII e Benedetto XIV. Tutta la normativa, frutto di elaborazioni millenarie, rimase in vigore fino alla codificazione del 1917, nella quale fu inserita e rielaborata.

La procedura inserita nel codice viene disciplinata in maniera molto dettagliata e minuziosa, con un approccio “positivistico giuridico” che risulterà senza eguali. Il riconoscimento di un nuovo santo è, per la Chiesa Cattolica, fonte di grande gioia in quanto considerato manifestazione speciale dell’operato di Dio: un nuovo santo è, nel cattolicesimo, un dono che Dio fa alla comunità. Il processo di canonizzazione ha una durata variabile di parecchi anni, ma può arrivare a secoli. Segue due procedure, a seconda che il defunto da canonizzare sia morto di morte naturale o sia stato ucciso come martire. Attori, incaricano una persona che ritengono adeguata a presentare richiesta al vescovo di riferimento perché apra l’Inchiesta Diocesana su una possibile beatificazione.