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Europa venivano chiamate medicine non convenzionali. In questo saggio useremo prevalentemente queste ultime definizioni, anche se, talvolta, a seconda del contesto, useremo anche la generica dizione e-commerce Da Zero A Cento PDF non convenzionali. Paesi industrializzati, è in atto una crescente diffusione dell’uso delle medicine complementari.


Författare: Lorenzo De Santis.

Nahin, Complementary and alternative medicine use among adults. Stando a questi dati, quindi, il nostro Paese non solo si collocherebbe all’ultimo posto tra le nazioni occidentali più ricche che utilizzano le medicine complementari, ma presenterebbe anche un divario sorprendente rispetto ai Paesi affini. In realtà, occorre considerare che nelle statistiche statunitensi si inserisce tra le CAM anche il ricorso alla preghiera, per sé e per gli altri. Per converso, le indagini ISTAT per l’Italia, a cui ci siamo sopra riferiti, sono estremamente restrittive, in quanto prendono in esame solo le principali medicine complementari: agopuntura, omeopatia, fitoterapia, trattamenti manuali. ISTAT in riferimento alle medicine non convenzionali nel loro complesso.

Ma, al di là delle statistiche discordanti, è interessante analizzare, sia pur in sintesi, la distribuzione delle preferenze e le caratteristiche socioculturali degli italiani che ricorrono alle medicine complementari. In Occidente, sono più le donne che gli uomini a fare ricorso alle medicine complementari. Coloro che utilizzano le medicine complementari sono in prevalenza laureati e diplomati, dirigenti, imprenditori, liberi professionisti e impiegati. Più modesta la percentuale di operai e pensionati. Netto il divario tra le regioni centro-settentrionali e quelle meridionali. Il grado di soddisfazione degli utilizzatori delle medicine complementari è elevato. Un’analisi più dettagliata mostra che l’aumentare dell’età e la diminuzione del livello di istruzione sono correlati con l’aumento del grado di insoddisfazione.

Questo può spiegare la più bassa percentuale di soddisfazione riferita all’agopuntura, i cui utenti sono mediamente più anziani, con un più basso grado di istruzione, che ne usufruiscono soprattutto per patologie dolorose croniche di difficile risoluzione anche con la farmacologia e la chirurgia. Tre persone su quattro che si sono rivolte alle terapie complementari non l’hanno fatto in maniera esclusiva, ma le hanno integrate con farmaci di sintesi. Anche in questo caso è interessante notare il divario tra Nord-Sud. Al Nord è maggiore la tendenza all’integrazione rispetto al Sud.