Emanuele Filiberto. Il riformatore dello Stato sabaudo PDF

Palazzo Carignano, progettato da Guarino Guarini: una targa emanuele Filiberto. Il riformatore dello Stato sabaudo PDF sommità della facciata ricorda che vi nacque Vittorio Emanuele II. Vittorio Emanuele da bambino con la madre Maria Teresa di Toscana e il fratello Ferdinando. Vittorio Emanuele era il primogenito di Carlo Alberto, re di Sardegna, e di Maria Teresa di Toscana. Nacque a Torino nel palazzo della famiglia paterna e trascorse i primi anni di vita a Firenze.


Författare: Maria Enrica Magnani Bosio.

Il nuovo re Carlo Felice, che non amò mai Carlo Alberto, gli fece però ben presto pervenire un ordine di trasferimento in Toscana, completamente fuori dal Regno. Avvenne così la partenza per Firenze, capitale del granducato retto dal nonno materno di Vittorio, Ferdinando III. Sardegna e moglie di Vittorio Emanuele II. Quando a diciotto anni gli fu concesso il grado di Colonnello e il comando di un reggimento, toccò il cielo con un dito: non solo per il comando, grazie al quale poteva finalmente dare sfogo alla sua ambizione di carattere militare, ma anche perché significava la fine di quel regime oppressivo che l’aveva tormentato nell’inutile tentativo di dargli una cultura. Ottenuto il grado di generale, sposò la cugina Maria Adelaide d’Austria nel 1842. Carlo Alberto, acclamato come sovrano riformatore, concessa la costituzione il 4 marzo 1848 e dichiarata guerra all’Austria, apriva intanto il lungo periodo noto come Risorgimento Italiano entrando in Lombardia con truppe piemontesi e volontari italiani.

Vittorio Emanuele duca di Savoia era a capo della 7ª Divisione di riserva. La notte stessa, poco prima della mezzanotte, Vittorio Emanuele II si recò presso una cascina di Vignale, dove l’attendeva il generale Radetzky, per nuovamente trattare la resa con gli austriaci, ovvero per la sua prima azione da sovrano. Dopo la sconfitta di Novara e l’abdicazione di Carlo Alberto, si iniziò a definire Vittorio Emanuele II il re galantuomo, che animato da sentimenti patriottici e per la difesa delle libertà costituzionali si oppose fieramente alle richieste di Radetzky di abolire lo Statuto albertino. Radetzky, dal barone von Metzburg e dal barone d’Aspre, che forniranno un quadro assai differente da quello che Vittorio Emanuele aveva cercato di accreditare a giustificazione della propria condotta. Il giovane re si dichiarò infatti amico degli austriaci e rimproverando al padre la debolezza di non aver saputo opporsi ai democratici prometteva una dura politica nei loro confronti con l’abolizione dello statuto. La verità pertanto è che Vittorio Emanuele non salvò patriotticamente la costituzione, ma al contrario disse di voler diventare amico degli Austriaci e ristabilire a un maggior grado il potere monarchico. Opposta a questa versione dell’incontro tra il re e il generale Radetzky riportati da Denis Mack Smith vi è quella del generale Thaon di Revel che, un mese dopo il colloquio di Vignale, ebbe modo di incontrarsi con Vittorio Emanuele II a Stupinigi.