Essere se stessi, ogni giorno PDF

Questa voce o sezione sull’argomento Bibbia non cita le fonti necessarie o quelle presenti sono insufficienti. Essere se stessi, ogni giorno PDF alcune religioni, si parla di peccato come di un atto in contrasto con la coscienza e con i principi riconosciuti dalla persona o dalla sua comunità religiosa.


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Essere se stessi dovrebbe essere la cosa più semplice del mondo, ma purtroppo la paura del giudizio altrui, l’insicurezza e i canoni estetici dettati da una società che esalta modelli irraggiungibili pongono dei limiti all’accettazione di se stessi. Nella missione di ritrovarsi c’è la scoperta dei propri sogni più intimi e importanti, dei valori fondamentali e il recupero della propria spontaneità. In tale ricerca fondamentale, ispirata in questo libro da 365 pensieri, frasi e spunti di meditazione di personaggi celebri e non, bisogna valutare la capacità di andare avanti con le proprie forze e le proprie debolezze, capire i propri limiti, il proprio potenziale e interesse nella vita. Ma ritrovare se stessi vuol dire anche recuperare delle relazioni autentiche e durature, basate sulla sincerità e l’accettazione. La persone che si incontrano in questo percorso ci ameranno per quello che realmente siamo e ciò significa conoscere il vero amore, i veri cambiamenti e le vere relazioni.

Esso produce uno stato di malessere che si può suddividere nel senso di colpa e nell’effetto negativo proprio causato dal peccato. In alcune religioni l’atto peccaminoso consiste generalmente nel superare, anche involontariamente, i limiti posti dalla sfera delle cose sacre e quella delle cose profane. In tale caso più che riprovevole moralmente, il peccato è considerato pericoloso perché può attirare sul peccatore e su tutta la comunità la maledizione della divinità offesa e perciò richiede una qualche sorta di espiazione affinché l’equilibrio turbato sia ristabilito. In altre religioni il peccato attiene alla sfera morale e alla volontà ed è strettamente individuale, sebbene possa avere anche delle ripercussioni sociali. In generale, il Buddhismo illustra le intenzioni come la causa del karma, classificate come buone, cattive o neutrali. Vipaka, il risultato o la conseguenza del proprio karma, può comportare una bassa qualità della vita, distruzione, malattia, stress, depressione e tutte le possibili disarmonie della vita, come può invece generare una buona vita, felice e armoniosa. Le buone azioni producono buoni risultati, mentre quelle cattive producono cattivi risultati.