Fascisti di sinistra PDF

La neutralità di questa voce o sezione sull’argomento politica è stata messa in dubbio. Fascisti di sinistra PDF locuzione fascismo di sinistra è stata per la prima volta utilizzata da Jürgen Habermas, un sociologo e filosofo influenzato dalla Scuola di Francoforte neo-marxista.


Författare: Massimo Raffaeli.

Il fascismo non è stato una mascherata ma una dittatura di classe e, nello stesso tempo, un dispositivo biopolitico. Presi in mezzo alla generazione fascistissima, alcuni fra i grandi narratori italiani del Novecento (da Vittorini a Bilenchi, da Cassola a Pratolini e Bassani) hanno tradotto il fascismo nel motivo ispiratore di un romanzo di formazione poi concluso da ognuno con una scelta dichiaratamente antifascista. Quel drammatico passaggio di fase è il tema dominante della raccolta saggistica di Massimo Raffaeli che ne rintraccia la memoria negli autori del dopoguerra (per esempio Paolo Volponi e Luigi Di Ruscio) disposti a interrogare il lascito della cosiddetta “autobiografia italiana” fra il boom economico e gli anni della globalizzazione. Disposti a mosaico ma intramati dall’interno, scritti in stile netto e affilato, i saggi di cui si compone I fascisti di sinistra propongono, in controtendenza, un libro di vera e propria critica militante.

Horowitz sostiene che è pericoloso assumere chiare distinzioni tra destra, centro e sinistra e che sono possibili varie combinazioni. Horowitz afferma che un principio di fascismo di sinistra negli Stati Uniti è un rifiuto dei suoi ideali prevalenti e al sistema democratico e un’asserzione del socialismo come un’astrazione idealizzata. Egli sostiene che i fascisti di sinistra esaminano in modo univoco il socialismo senza commento sulle attività in Unione Sovietica. Nel tardo XX e XXI secolo il termine fascismo di sinistra è stato usato per descrivere le alleanze politiche ibride insolite. Wolf, Contemporary Sociological Theory: Continuing the Classical Tradition, terza edizione, 1991, p. Peter Uwe Hohendahl, Reappraisals: Shifting Alignments in Postwar Critical Theory, Cornell University Press, 1991, pp.

Storia di un progetto mancato, Bologna, Il Mulino Ricerca, 2000. Wolin, Richard, The Seduction of Unreason: The Intellectual Romance with Fascism from Nietzsche to Postmodernism, Princeton University Press, 2004. Luca Leonello Rimbotti, Il fascismo di sinistra, Roma, 1989, Settimo Sigillo. Giuseppe Parlato, La sinistra fascista: storia di un progetto mancato, Il Mulino, Bologna, 2000. Questa pagina è stata modificata per l’ultima volta il 20 nov 2018 alle 01:20.

Vedi le condizioni d’uso per i dettagli. Questa voce o sezione ha problemi di struttura e di organizzazione delle informazioni. Il fascismo è stato un movimento politico nato in Italia all’inizio del XX secolo, soprattutto per iniziativa del politico, giornalista e in seguito dittatore Benito Mussolini. Alcune delle dottrine e delle pratiche elaborate e adottate dal fascismo italiano si sono diffuse in seguito, anche se con caratteristiche differenti, in Europa e in altri Paesi del mondo. Si caratterizzò come un movimento nazionalista, autoritario e totalitario. Il fascismo si autodefiniva ed è considerato da alcuni come alternativo al capitalismo liberale.

Una spinta decisiva alla nascita del fascismo è dovuta anche al fenomeno, conseguenza della prima guerra mondiale, dell’arditismo e del reducismo. Il richiamo ai fasci va inoltre letto come un esempio del fascino che il mito di Roma esercitava sul fascismo, il quale di fatto tentò una restaurazione degli antichi fasti imperiali romani e giustificò la sua politica espansionistica alla luce di una missione civilizzatrice del popolo italiano, erede di Roma. Lo stesso argomento in dettaglio: Storia del fascismo italiano e Cronologia del fascismo italiano. Dopo lo scoppio della seconda guerra mondiale, Mussolini rimase in attesa degli eventi e inizialmente dichiarò l’Italia non belligerante. Alleati, il paese era diviso in due, occupati dalle forze dell’Asse al nord e dagli Alleati al sud. Lo stesso argomento in dettaglio: fascismi nel mondo. In altri casi si verificarono anche “gemellaggi” con la dottrina sociale, filosofica e politica vera e propria.

Nel resto d’Europa, furono molti i movimenti fascisti e filofascisti che si svilupparono e, soprattutto nell’Europa orientale, salirono anche al potere. I testi teorici fondamentali del fascismo sono essenzialmente due: il Manifesto degli intellettuali fascisti e La dottrina del fascismo. Il 1º maggio del 1925, il filosofo Benedetto Croce, inizialmente favorevole al fascismo, pubblicò il Manifesto degli intellettuali antifascisti che ebbe tra i firmatari molti altri intellettuali. Secondo l’ideologia fascista, una nazione sarebbe una comunità che richiede dirigenza forte, identità collettiva e la volontà e capacità di esercitare la violenza per mantenersi vitale. Il Fascismo è una grande mobilitazione di forze materiali e morali. Lo diciamo senza false modestie: governare la Nazione.

Col programma necessario ad assicurare la grandezza morale e materiale del popolo italiano. Il fascismo è stato un fenomeno più complesso, in cui hanno confluito e si sono incontrate componenti diverse, ciascuna delle quali aveva naturalmente le sue radici nella precedente storia d’Italia per cui è assurdo parlare del fascismo come di una parentesi che bruscamente interrompe il corso della nostra storia, ma neppure si può affermare che esso sia semplicemente il logico punto d’approdo di questo corso precedente. Pur avendo all’inizio tutelato gli interessi della borghesia industriale, Mussolini respinse ogni ipotesi di collusione con essa. Nel corso dei due decenni di governo, detti ventennio, il fascismo cercherà anche di imporre la propria visione antropologica al popolo italiano attraverso politiche educative, culturali, eugenetiche e infine attraverso una legislazione razzista e antisemita. L’esperienza bellica sarà disastrosa per il regime e per il paese. Negli ultimi venti mesi di esistenza il fascismo fu coinvolto nella guerra civile con le formazioni partigiane che fiancheggiavano l’avanzata alleata. In queste circostanze il fascismo, che propugnava la necessità di uno Stato forte e totalitario, l’esigenza dell’ordine e del rispetto della proprietà, la lotta al bolscevismo, apparve come una concreta possibilità di salvezza alla borghesia, sia dal punto di vista economico sia da quello ideologico.