Flaiano e la pubblica amministrazione PDF

La parola serve a nascondere il pensiero, il pensiero a nascondere flaiano e la pubblica amministrazione PDF verità. E la verità fulmina chi osa guardarla in faccia. Tornato a Roma, nel 1938 collabora al settimanale Omnibus di Longanesi ed a Quadrivio.


Författare: Diego De Carolis.

Nel 1942 nasce la figlia Luisa, soprannominata Lelè, la quale all’età di otto mesi inizia a dare i primi segni di una gravissima forma di encefalopatia che comprometterà tragicamente la sua vita. Dal 1943 inizia a lavorare da sceneggiatore per il cinema. Al cinema lo legherà per sempre un rapporto di amore-odio. Il 5 novembre 1972 pubblica nel Corriere della Sera il suo ultimo articolo, di carattere autobiografico. Il 20 novembre dello stesso anno, mentre è in clinica per alcuni accertamenti, viene colpito da un secondo, questa volta fatale, infarto. La figlia Lelè morirà nel 1992.

Il nome di Flaiano è legato indissolubilmente a Roma, città amata e odiata. Testimone delle evoluzioni e degli stravolgimenti urbanistici, dei vizi e delle virtù dei cittadini romani, Flaiano ha saputo vivere la capitale in tutti i suoi aspetti, tra cantieri, locali della “dolce vita”, strade trafficate. Ne La solitudine del satiro Flaiano ha lasciato numerosi passi riguardanti la sua Roma. L’uomo è un animale pensante, e quando pensa non può essere che in alto. Ma mi basta per seguire ancora con curiosità lo spettacolo del mondo. Fine e ironico moralista, ma anche acre e tragico al tempo stesso, produsse opere narrative e varie prose tutte percorse da un’originale vena satirica e un vivo senso del grottesco, attraverso cui vengono stigmatizzati gli aspetti paradossali della realtà contemporanea.

Creava continuamente mottetti e aforismi, molti dei quali ancora di uso comune. Il poeta che compendia e riflette le contraddizioni, le inquietudini degli anni Cinquanta è Ennio Flaiano: un non-poeta, uno sceneggiatore, uno scrittore di epigrammi, di pseudo poesie, uno scrittore di non-romanzi, o meglio, di romanzi mancati, ridanciano, drammatico, gaglioffo, plebeo e aristocratico come egli ebbe a definire Il Morgante di Luigi Pulci. Finita la ricostruzione, ecco che il benessere del boom economico è già alle porte. Flaiano decide che è tempo di mandare in sordina la poesia degli anni Cinquanta, rifà il verso alla lirica che oscilla tra Sandro Penna e Montale. Prova allergia e repulsione verso ogni avanguardismo e verso la poesia adulta, impegnata, seriosa, elitaria.

Dal 1969 il Teatro Arlecchino, sito in via Santo Stefano del Cacco a Roma, diventa in suo onore Teatro Flaiano. Traduzione di Romain Weingarten, Daisy Daisy desiderio, Feltrinelli, Milano, 1968. Presentazione de L’opera completa di Paolo Uccello, Rizzoli, Milano, 1971. Lettere d’amore al cinema, Rizzoli, Milano, 1978. Un bel giorno di libertà, Rizzoli, Milano, 1979.