Glossario di chimica PDF

Rielaborazione di un testo glossario di chimica PDF, teatrale, radiofonico e anche di una notizia di cronaca o di un servizio giornalistico, compiuto in modo da dar luogo ad una sceneggiatura cinematografica. Direttore delle costruzioni sceniche ossia lo scenografo. Il modo di passare da un’inquadratura all’altra.


Författare: Stefano Masiero.

Un volume di facile consultazione, agile e completo, utile per lo studio e il ripasso dei concetti di base della chimica, per le superiori e per i primi anni dell’Università. Il glossario di chimica permette di reperire rapidamente informazioni sul significato dei principali termini usati in chimica. La nuova edizione riveduta e ampliata di questo volume contiene 2700 voci, formule e nomenclatura, 500 composti organici e inorganici e molti rimandi tra le diverse voci.

Interpreta il personaggio previsto nella sceneggiatura scritta. Può essere sostituito da una controfigura nelle scene più pericolose o acrobatiche. Gli attori che non pronunciano battute sono le comparse. Macchina da presa o cinepresa con cui si fissano sulla pellicola le immagini in movimento. S’intendono tutti gli attori, principali e secondari, che partecipano a un film. Distributore delle parti: è incaricato di scegliere gli attori giusti di un film, proponendoli al regista e al produttore. Strumento di legno a forma di tavoletta munito, nella parte inferiore, di un’asta battente, sulla quale sono scritti il titolo del film, i nomi del regista e del direttore della fotografia, il numero della scena, dell’inquadratura e della ripresa che si ci accinge a girare.

Viene ripreso in testa a ogni inquadratura per semplificare il montaggio. Chiunque collabori in qualche modo, esclusi di solito gli attori, alla realizzazione di un film. 1895 dai fratelli francesi Auguste e Louis Lumière, con cui si riuscì per la prima volta a proiettare su uno schermo una successione di immagini fotografiche in movimento. Il loro primo filmato di un minuto s’intitolava L’uscita dalle fabbriche Lumière. Apparecchio per proiezioni cinematografiche che nella parte superiore aveva un’apertura sulla quale uno spettatore per volta poteva osservare scorrere velocemente la pellicola del film, che per la prima volta era costituita da un nastro di celluloide. Fu inventato da Thomas Alva Edison, l’inventore della lampadina. Pezzo di pellicola nera o bianca posta all’inizio o alla fine dei rulli per permettere il caricamento.

Spazio laterale di una pellicola riservato alla registrazione dei suoni. Si ottiene attraverso il mixage su un’unica colonna di almeno tre colonne fino ad allora separate: quella dei dialoghi, quella della musica e quella dei rumori. Il primo film a colori, prodotto nel 1935 dalla casa cinematografica statunitense RKO, fu girato dal regista Rouben Mamoulian. I controtipi negativi permettono di stampare nuove copie perfette del film.

Il testo della sceneggiatura di un film, raccolto e dattiloscritto in una specie di libro che viene distribuito al regista, gli attori, al montatore, ecc. Tipo di primissimo piano che coglie un particolare di una persona o di un oggetto. Si occupa dell’illuminazione, della posizione della cinepresa, della scelta del tipo di pellicola ecc. Da lui dipendono le maestranze: macchinisti, elettricisti, operatori.

Effetto visivo cui si ricorre per passare da un’inquadratura dall’altra del film senza stacco netto. Chi acquista dal produttore i diritti di sfruttamento del film, lo noleggia agli esercenti, lo trasforma in un dvd o in un prodotto televisivo, e di solito finanzia la relativa campagna pubblicitaria. Questa figura può anche coincidere con quella del produttore. Operazione svolta dai doppiatori, che sostituiscono la voce degli attori con la propria, specie quando si vuole tradurre un film straniero. Ma un attore può anche doppiare la propria stessa voce all’interno di uno studio, che permette una maggiore affidabilità del sonoro.

Col doppiaggio si può anche dotare la pellicola cinematografica di una colonna sonora diversa da quella registrata durante la lavorazione del film. Quelli sonori sono sono ottenuti per riprodurre suoni che non costituiscono né il dialogo, né la musica di un film e generalmente corrispondono a rumori di ambienti: passi, apertura e chiusura di porte, pioggia o vento, rumori di veicoli, ecc. Quelli visivi sono ottenuti al fine di creare immagini irreali, illusionistiche, di dimensioni diverse dal reale o non più esistenti. La persona o la ditta che gestisce l’amministrazione di una sala cinematografica.

Corrente cinematografica tedesca in cui la realtà viene distorta con scene fantastiche o addirittura mostruose, in atmosfere cupe, oscure. Il film di Robert Wiene, Il gabinetto del dottor Caligari, viene ritenuto il capostipite di questo genere. Termine prevalentemente televisivo che sta ad indicare tutto ciò che è racconto immaginario, e che quindi non è documentario, dibattito, telegiornale ecc. E’ il mezzo narrativo a cui in un film si ricorre per interrompe la continuità cronologica del racconto e introdurvi un fatto avvenuto precedentemente nella realtà, nel sogno o nel ricordo. Si realizza generalmente col montaggio, per mezzo di uno stacco netto o di una dissolvenza incrociata. Può essere brevissimo o molto lungo.

Un flash in avanti, nel futuro, con l’immaginazione, quando si prevedono come possibili determinati eventi. Effetto ottico di sfocatura dell’immagine, tale da sfumarne i contorni. Vi si ricorre per immergere cose o figure nella vaghezza del sogno o del ricordo. Si ottiene per mezzo di filtri o velatini di garza. Ognuno dei quadri in cui è suddivisa la pellicola impressionata. Scorrendo alla velocità di 24 al secondo, i fotogrammi proiettati danno l’impressione del movimento.