Gramsci e Turati. Le due sinistre PDF

Sopravvissuto ad un attentato nel 1948, Togliatti morì nel 1964, durante un periodo di vacanza che stava trascorrendo in Crimea sul Mar Nero, nell’allora Unione Sovietica. Antonio, nacque nel 1852 gramsci e Turati. Le due sinistre PDF Coassolo, in provincia di Torino. Il lavoro del padre costrinse i Togliatti a frequenti spostamenti in diverse città. Il padre Antonio, malato di cancro, si era intanto dovuto ricoverare in ospedale a Torino, morendovi il 21 gennaio 1911: la famiglia, già di condizioni modeste, cadde in serie ristrettezze economiche.


Författare: Alessandro Orsini.

Che cosa significa essere di sinistra? Questo libro si propone di ricostruire i modelli pedagogici alla base delle due principali culture politiche della sinistra, rappresentate da Gramsci e da Turati. Mentre moriva in esilio, Filippo Turati era descritto da Palmiro Togliatti come un uomo spregevole. La sua figura, ricoperta di discredito, è rimasta nell’ombra. Antonio Gramsci, invece, è stato celebrato come uno dei padri nobili della sinistra democratica italiana. La sua riflessione è stata paragonata da Benedetto Croce a un messaggio pedagogico universale di amore e di comprensione verso le ragioni degli avversari. La documentazione esistente è in grado di confermare il giudizio del senso comune e della storiografia dominante? Gramsci educò a rispettare o a disprezzare gli avversari politici? È stato un teorico della pedagogia della tolleranza o dell’intolleranza? Ha tessuto l’elogio dell’ascolto o dell’insulto? E Turati? È stato davvero uno “zero” in fatto di teoria politica, come scrisse Togliatti? Attraverso il metodo dell’analisi culturale comparata, l’autore esplora l’intera opera gramsciana, ponendo a confronto il progetto educativo dei riformisti con quello dei rivoluzionari.

Dopo una brillante serie di studi conclusa con la media del 30, Togliatti si laureò nel novembre 1915 con la tesi Il regime doganale delle colonie, discussa con Luigi Einaudi. A Torino, Togliatti insegnò diritto ed economia in un Istituto privato e collaborò come cronista nel quotidiano socialista Avanti! Nel 1919 il Partito socialista era in piena espansione di consensi elettorali, particolarmente nel capoluogo piemontese, dove lo sviluppo industriale aveva creato un forte nucleo operaio. L’occupazione ebbe termine il 26 settembre 1920 con un compromesso tra la proprietà e gli operai favorito da Giolitti. Da tempo erano iniziate le violenze delle squadre fasciste nell’indifferenza delle forze dell’ordine, che privilegiavano la sorveglianza dei comunisti. Il 5 ottobre, commentando la conclusione del XIX Congresso socialista, Togliatti scrisse su L’Ordine Nuovo che l’espulsione dal PSI dei riformisti di Turati rappresentava un segnale positivo per il riavvicinamento dei due partiti, un concetto ribadito il 12 ottobre, in un discorso tenuto al Comitato centrale del Partito.

Il 28 ottobre 1922, in coincidenza con la marcia su Roma, una squadra fascista penetrò nella tipografia dove si stampava Il Comunista: vi era anche Togliatti, che riuscì a fuggire. Il quotidiano cessò le pubblicazioni il 31 ottobre, con un ultimo appello all’attività illegale. Minimizzava intanto, come la maggioranza del gruppo dirigente del Partito, il significato politico dell’avvento dei fascisti al governo: non hanno profondamente modificato la situazione interna italiana il governo fascista, che è la dittatura della borghesia, non avrà interesse di liberarsi di alcuno dei tradizionali pregiudizi democratici. L’operazione poliziesca coordinata da De Bono era del tutto illegale e infatti tutti furono prosciolti in istruttoria o assolti alla fine dell’anno nel processo, ma raggiunse lo scopo di allontanare dal Partito i militanti meno decisi e di sconvolgere l’organizzazione, costringendola all’illegalità. Una posizione, questa, giudicata un grave errore da Gramsci, il quale considerava una iattura la contrapposizione del debole Partito italiano con l’Internazionale. L’operazione della fusione non andò in porto. La frazione socialista favorevole all’unificazione con i comunisti fu radiata dal PSI nell’agosto del 1923.

Il chiarimento interno al Partito si tenne nella conferenza clandestina convocata nella metà di maggio presso Como, nella quale le tre correnti presentarono ciascuna una propria relazione. Alla fine del mese Togliatti, Bordiga, Grieco, Tasca e altri quattordici delegati italiani, partirono per Mosca per partecipare al V Congresso dell’Internazionale, il primo tenuto dopo la morte di Lenin, convocato per il 17 giugno 1924. Nell’autunno si tennero clandestinamente i congressi provinciali di partito: Gramsci, appoggiato da Togliatti e dagli altri esponenti del centro e della destra, vi svolse un’intensa attività allo scopo di strappare alla sinistra il controllo delle Federazioni in vista del III Congresso nazionale da tenersi a Lione. Il fascismo viene visto in queste tesi come un’espressione della politica tradizionale delle classi dirigenti italiane, e della lotta del capitalismo contro la classe operaia che ha la sua base sociale nella piccola borghesia urbana e in una nuova borghesia agraria. Era questo un primo elemento di contraddizione nel blocco reazionario creato dal fascismo, al di fuori del quale restavano altri centri di opposizione borghese, come il gruppo giolittiano. Inserire il proletariato come terzo elemento della lotta politica italiana e l’alleanza tra la classe operaia del Nord e il proletariato agricolo del Sud, sempre per le tesi congressuali, era la condizione per la creazione di prospettive rivoluzionarie nel paese.