Haiku. Le stagioni dell’anima PDF

Questa voce o sezione sugli argomenti Giappone e poesia non cita le fonti necessarie o quelle presenti sono insufficienti. In forma indiretta e meno rigida, il kigo è utilizzato anche nelle canzoni J-Pop, dove ad esempio i ciliegi o haiku. Le stagioni dell’anima PDF’inizio delle scuole fanno pensare alla primavera.


Författare: Lorenzo Stoppa Tonolli.

Il libro: una raccolta di poesia contemporanea che unisce il meglio della sensibilità poetica giapponese haiku, ossia la poesia dello zen – con la sua perfetta capacità di rappresentare in modo brevissimo e icastico il legame indissolubile fra uomo e natura – , alla profondità di sguardo sull’esistenza umana tipico della poesia occidentale moderna e contemporanea.

Tale rovesciamento semantico è spesso indice della riuscita di un haiku, sottintendendo la complessità del sentire poetico e realizzando un salto dell’immaginazione tra concetti e immagini apparentemente distanti. 5 importanti autori sia giapponesi, sia italiani hanno preferito uno schema più libero. In particolare ricordiamo i maestri giapponesi Hekigodo, Hosai e Hosha. Arena afferma, in relazione ai precedenti, che essi aderirono alla “scuola del verso libero”. Quella conclusione che nel sillogismo è logicamente determinata e rigorosamente connessa, nello haiku appare, in molti casi, illogica, priva di apparente connessione.

Ecco che Issa giunge ad un sentimento di compassione in senso buddhistico. Nello haiku il poeta fissa uno stato d’animo attraverso le immagini della natura che lo circonda. Mono no aware 物の哀れ: il “sentimento delle cose”, cioè la nostalgia, il rimpianto per il tempo che passa, la comprensione della mutevolezza e della caducità senza sofferenza. Yūgen 幽玄: tradotto letteralmente come “profondità e mistero”, rappresenta lo stato d’animo prodotto dal fascino inspiegabile delle cose, il sentire un universo ‘altro’, colmo di misteriosa unità. La psicologia e in particolare la psicoanalisi occidentali si sono, non di rado, accostate al buddhismo e hanno cercato di conoscere, e recentemente di utilizzare, pratiche orientali e meditazione zen. Inoltre lo haiku consente di connettere la parte cognitiva e razionale, attribuendo ad essa, tuttavia, un ruolo espressivo-metaforico e non giudicante.

Benché possa suonare paradossale, la spontaneità dell’haiku si ottiene dopo un rigido training. Lo haiku cerca di esprimere, verbalmente, il processo di raggiungimento dell’illuminazione buddhistica, la quale coincide con la presa di coscienza della vacuità e della interdipendenza di tutti i fenomeni fisici e psichici. Birds singing in the dark – Rainy dawn. Ella también la mira desde otra puerta. Nei licei statunitensi e in Marocco si insegnano tutt’oggi le tecniche per scrivere haiku.

Italia un certo interesse per la cultura giapponese. Più complessa è la relazione tra il poeta Giuseppe Ungaretti e gli haiku. Non sembra casuale il contemporaneo e contiguo apparire, proprio sulla stessa rivista La Diana, delle poesie giapponesi del sopracitato Harukichi Shimoi, amico di D’annunzio. Queste poesie sono contenute nella raccolta L’Allegria insieme ad altre che rendono l’idea del frammento. Altro tratto in comune fra la poetica ungarettiana e quella degli haijin potrebbe essere che, come negli haiku dal particolare si giunge all’universale, così il poeta italiano dalla propria esperienza individuale passa alla condizione dell’umanità. Giuseppe Ungaretti, in una lettera a Corrado Pavolini del 1929, spiega, invece, come sia una mera coincidenza la somiglianza di alcune sue poesie con i componimenti giapponesi.