I baffi di Guareschi PDF

Questa voce o sezione sull’argomento film è ritenuta da I baffi di Guareschi PDF. Siamo nel 1964: anche a Brescello i tempi cambiano e la modernità avanza. Ma rimane una costante: alle elezioni amministrative Peppone viene rieletto sindaco con una maggioranza schiacciante. In una movimentata seduta comunale, don Camillo ammonisce l’amministrazione che non può decidere autonomamente sull’istituzione del gemellaggio, e che invece bisogna indire un referendum popolare.


Författare: Giorgio Torelli.

L’intento di Giorgio Torelli è quello di raccontare “usi, costumi, ingegno e solitudine” di Giovannino Guareschi, e per fare questo l’autore fa ricorso ai propri ricordi personali (conobbe e frequentò assiduamente l’autore di Don Camillo), ma anche a quelli dei figli di Guareschi Alberto e Carlotta, che hanno reso disponibile molto del materiale di questo libro. L’opera è costruita come un album di ricordi, episodi, aneddoti, in cui testo e disegni (molti dello stesso Guareschi) contribuiscono a dipingere con verità quel “mondo piccolo” così ricco di umanità e per questo sempre caro a moltissimi appassionati.

Nonostante Peppone acconsenta e dia il via alla raccolta firme, è evidente che la mozione sarà facilmente approvata, visto l’ampio consenso riscosso pochi giorni prima alle elezioni. La banda dei comunisti si presenta dal parroco con aria di sfida, e gli mostra una notizia sul giornale: i due tecnici russi erano in realtà due truffatori lombardi, che con le loro storie avevano ingannato tutto il paese – e anche don Camillo. La convalescenza del parroco è disturbata dal fracasso causato da un tirassegno ambulante, piazzato proprio dietro la canonica. Mette così in atto uno dei suoi piani: sorpreso il sindaco nella roulotte della giostraia, li chiude dentro, e costringe Peppone a firmare una dichiarazione scritta che dimostra la sua colpevolezza. Giunti in Russia, la delegazione viene accolta da una comunità in festa. Ad accompagnarli nel fitto e rigido programma della manifestazione ci sono i rappresentanti del partito e soprattutto l’affascinante Nadia, che fa da interprete: tra lei e Scamoggia, disinvolto rubacuori, nasce subito una tenera attrazione. Improvvisamente, le celebrazioni per il gemellaggio vengono bruscamente interrotte.

Trovato il punto esatto, i due scoprono che quel terreno è stato destinato alla coltivazione del grano. Quella sera, don Camillo riceve in albergo un messaggio in latino: la madre di Ivan, rimasta legata ai suoi sentimenti religiosi, sta per morire e vuole ricevere la benedizione cristiana. Il giorno dopo, in viaggio verso l’aeroporto, il compagno Ivan ferma il pullman per vedere cosa succede nei pressi della chiesa, dove il prete russo, fattosi coraggio, sta ripristinando il luogo di culto. Ne segue una “discussione” tra il prete e il capo del kolchoz, e don Camillo, sorridente, grida “ora sì, che siamo gemellati! Giunti in aeroporto, la delegazione italiana è pronta a prendere il volo per tornare in Italia. Tornati a Brescello, i comunisti ricevono e condividono con don Camillo numerose cartoline da Peppone, al quale i medici russi stanno prestando cure zelanti ma comicamente abbondanti.

Il parroco, dal canto suo, si fa infine coraggio e chiede udienza al vescovo per confessargli la sua avventura. Il film si chiude con l’immagine di Scamoggia e Nadia, appena scesi da un aereo che li ha portati in Italia, teneramente abbracciati, che rimangono scioccati nel vedere quei due irriducibili compagni andarsene allegri e a braccetto, vestiti da prete. La chiesa di San Giuseppe a Monterosi usata nel film. Nel film si notano la chiesa di Santa Maria Nascente e la Piazza Matteotti. Peppone si trova a Brescello, in Via della Repubblica. La giostra del tiro a segno era situata in Via Santa Maria, sempre a Brescello, dietro la chiesa.

Il municipio di Brezwyscewski è in realtà il Museo di Don Camillo e Peppone situato in Via Cavallotti, sempre a Brescello. In Italia il film fu proiettato in pubblico per la prima volta il 18 settembre 1965. Di seguito sono riportati i titoli e le date di distribuzione del film all’estero. Avrebbe dovuto essere il sesto film della saga Don Camillo, ma non è stato mai terminato, per via della malattia che colpì Fernandel. Peppone gli dice che le firme del gemellaggio sono autentiche. Si tratta di un villaggio fittizio, il cui nome, pur comicamente impronunciabile per i protagonisti, ricalca curiosamente quello di Brescello.

Per quanto detto prima, verosimilmente è il pope della comunità. Cronache cinematografiche dalla Bassa Padana 1951-1965, Le Mani, Recco 2008, ISBN 978-88-8012-455-9. Elisa Soncini, I rossi e il nero. Peppone, don Camillo e il ricordo del dopoguerra italiano, Lupetti, Milano 2009 ISBN 88-8391-199-7. Questa pagina è stata modificata per l’ultima volta il 17 gen 2019 alle 22:57.

Vedi le condizioni d’uso per i dettagli. La sua creazione più nota, anche per le trasposizioni cinematografiche, è don Camillo, il “robusto” parroco che ha come antagonista l’agguerrito sindaco Peppone, le cui vicende si svolgono in un paesello immaginario della bassa padana emiliana. Fontanelle, frazione di Roccabianca, il 1º maggio 1908, in una famiglia della classe media. Il padre, Primo Augusto Guareschi, era commerciante, mentre la madre, Lina Maghenzani, era la maestra elementare del paese.