I grandi gruppi bancari: formazione, sviluppo e crisi PDF

Paese a economia prevalentemente I grandi gruppi bancari: formazione, sviluppo e crisi PDF a una delle principali potenze industriali dell’Occidente. Questa fase di crescita costituisce ancora oggi un oggetto di studio nelle università di tutto il mondo.


Författare: Roberto Bottiglia.

Nelle pagine che seguono si analizzeranno alcuni aspetti del boom da un punto di vista statistico, politico e soprattutto sociale per rilanciare la riflessione su un periodo di particolare rilievo per il nostro Paese ed estremamente significativo al confronto con quello attuale, in cui l’Italia è colpita da una crisi economico-finanziaria che ha notevoli ripercussioni sui nostri stili di vita e sui nostri comportamenti sociali. Come primo elemento di analisi può essere preso in considerazione l’andamento demografico della popolazione italiana, che dopo la Seconda guerra mondiale conobbe un lungo periodo di crescita, almeno sino all’inizio degli anni Settanta, quando si verificò un assestamento. La guerra aveva comportato un elevatissimo costo in vite umane, calcolato attorno alle 450. A tale cifra, già di per sé considerevole, va aggiunto l’alto numero dei feriti, dei mutilati e dei bambini rimasti orfani.

La fase dell’emergenza postbellica si concluse intorno al 1949, quando tutti gli indicatori economici si riportarono ai livelli d’anteguerra e in qualche caso addirittura li superarono. 1945, pur se con macchinari ormai obsoleti e senza le ricche commesse militari su cui avevano potuto contare in precedenza. 1950 venne registrato un primo significativo innalzamento dei valori demografici. Nel biennio 1963-64 il numero dei matrimoni e quello delle nascite raggiunsero valori mai più toccati in seguito, segno di un’aspettativa di benessere e di un’inedita propensione a investire nel futuro.

1948 e che non sarebbe più accaduto in seguito. Nello stesso anno le morti furono 490. 000 e, di conseguenza, si registrò la più alta eccedenza delle nascite sulle morti mai verificatasi nella storia italiana. Passata la fase del boom, i dati sulla vitalità demografica cominciarono a scendere sempre più rapidamente, soprattutto dopo la crisi petrolifera del 1973. Italia di diventare un Paese prevalentemente industriale.

Con la crisi del mondo rurale si sgretolarono un sistema produttivo e un sistema di relazioni sociali fondati sul predominio della forza lavoro umana, sul tempo scandito dalle stagioni e sul ruolo centrale della famiglia contadina. L’accelerazione del processo di abbandono della terra venne favorita dalla diffusione delle macchine e della chimica. Il miracolo economico italiano appare ancora oggi un fenomeno di notevoli dimensioni, qualunque dato numerico si voglia prendere in considerazione. Nel medesimo lasso di tempo, il reddito nazionale lordo italiano passò da 14. 900 miliardi di lire a 31. 261, mentre gli investimenti lordi salirono da 2300 miliardi a 7700.

Significativo appare l’andamento dei consumi privati che, se tra il 1950 e il 1953 erano stati in media ogni anno di 10. 380 miliardi, in seguito crebbero fino ad arrivare nel 1963 a 20. 500 miliardi, segno che in poco più di un decennio gli italiani avevano raddoppiato la spesa, soprattutto per spostarsi. Interessanti sono i dati relativi al commercio con l’estero, che testimoniano il ruolo riconquistato in ambito internazionale dall’Italia dopo anni di isolamento imposti dal regime fascista.

148 nel 1950 e a 823 nel 1963, mentre le esportazioni furono negli stessi anni rispettivamente 119 e 593. La produzione di frigoriferi salì da 370. 000 unità del 1951 a 3. 000 unità del 1967, e le aziende italiane del settore, concentrate nel Centro-Nord, conquistarono ampie fette del mercato mondiale, collocandosi subito dietro le aziende statunitensi e giapponesi.