I Malavoglia PDF

Barberi Squarotti Anselmi I Malavoglia PDF alii, Letteratura. Hyppolite Taine e lo scrittore, Emile Zola.


Författare: Giovanni Verga.

Ad integrazione di quanto dice il testo alle pagg. Prima di affrontare l’opera di Giovanni Verga, vediamo un confronto tra Naturalismo francese e verismo italiano. Il periodo compreso tra fine Ottocento e inizio Novecento segna l’inizio di una grandiosa stagione del romanzo: la messa in crisi del romanzo realista produce un romanzo come specchio della crisi con esiti altissimi. Gruppo 63 e individua come terreno privilegiato di opposizione al mondo presente il terreno linguistico. I Malavoglia è il romanzo più conosciuto dello scrittore siciliano Giovanni Verga, pubblicato a Milano dall’editore Treves nel 1881. Il romanzo narra la storia di una famiglia di pescatori che vive e lavora ad Aci Trezza, un piccolo paese siciliano nei pressi di Catania. Il romanzo ha un’impostazione corale, e rappresenta personaggi uniti dalla stessa cultura ma divisi dalle loro diverse scelte di vita, soverchiate comunque da un destino tragico ed inevitabile.

Lo scrittore adotta la tecnica dell’impersonalità, riproducendo alcune caratteristiche del dialetto e adattandosi quanto più possibile al punto di vista dei differenti personaggi, rinunciando così all’abituale mediazione del narratore. L’opera va inserita nel Ciclo dei Vinti, insieme a Mastro-don Gesualdo e a La Duchessa de Leyra, opere che affrontano il tema del progresso, visto dal punto di vista degli “sconfitti” di ogni strato sociale. Nel 1863 ‘Ntoni, il maggiore dei figli, parte per la leva militare. Il risanamento del debito contratto con Zio Crocifisso costa alla famiglia anche la perdita dell’amata Casa del Nespolo, e la reputazione e l’onore della famiglia peggiorano fino a raggiungere livelli umilianti. La partenza di ‘Ntoni costringe nel frattempo la famiglia a vendere la Provvidenza per accumulare denaro al fine di riacquistare la Casa del Nespolo, mai dimenticata.

Lia, la sorella minore, vittima delle malelingue e del disonore, decide di lasciare il paese e finisce prostituta a Catania. A questo punto ciò che resta della famiglia fa visita all’ospedale a Padron ‘Ntoni, per informarlo che la Casa del Nespolo è di nuovo nelle loro mani e annunciargli un suo imminente ritorno a casa. Tutta la narrazione si svolge alla fine dell’Ottocento ad Aci Trezza, piccolo paese della Sicilia orientale. Toscano, in ordine di età, alla quale seguono la partenza di ‘Ntoni per il servizio militare, lo sfortunato affare dei lupini e la morte di Bastianazzo.

Casa del Nespolo e il trasferimento nella casa del beccaio. Padron ‘Ntoni, che inizierà a lavorare a giornata da Padron Cipolla, e il ritorno di ‘Ntoni che, ancora più povero che alla partenza, si dà al contrabbando. Il romanzo è ambientato ad Aci Trezza, piccolo paesino del catanese. Alcuni luoghi del paese hanno una certa importanza nel racconto. La casa, focolare e rifugio domestico, è un luogo molto importante per i personaggi che, avendo subito gravi perdite familiari, cercano almeno prima di conservare e poi, una volta persa, di riavere quella casa così colma di ricordi, la Casa del Nespolo. Per quanto riguarda il tempo, il romanzo si ambienta nella seconda metà dell’800. Le attività sono scandite da alcune ricorrenze religiose o dall’alternarsi delle stagioni, tipici elementi della cultura contadina.

Stato appare come un nemico, che opprime il popolo con il suo servizio di leva, la sua falsa giustizia e le sue tasse eccessive e arbitrarie. Padron ‘Ntoni: è il capofamiglia, anziano e saggio pescatore. Si esprime spesso attraverso proverbi e vecchi detti. Ad esempio, secondo lui “Gli uomini sono come le dita di una mano: il dito grosso fa da dito grosso e il dito piccolo fa da dito piccolo”. Bastianazzo: figlio di Padron ‘Ntoni e marito della Longa. Muore in viaggio con la Provvidenza mentre trasporta il carico di lupini.

Ntoni: è il nipote primogenito di padron ‘Ntoni, ragazzo irrequieto e incapace di sopportare la difficile condizione della sua famiglia. Solo dopo la pena scontata in carcere e il dolore per la scoperta della fuga di sua sorella Lia, egli capisce a fondo quei tradizionali valori di attaccamento alle e accettazione delle proprie origini, predicati dal nonno e identificabili nella vita di paese. Luca: secondogenito di Bastianazzo e della Longa, è più responsabile di ‘Ntoni e degli altri fratelli. Arruolato di leva, muore nel corso della battaglia di Lissa. La Longa: moglie di Bastianazzo, viene anche chiamata Maruzza. Dopo le due perdite rispettivamente del marito Bastianazzo e del figlio Luca, è la terza in casa Toscano a morire, quando, già fiacca ed indebolita dai lutti familiari, è colpita dal colera. Mena: figlia di Bastianazzo, semplice, operosa, dedita alla famiglia.

Inizialmente viene promessa sposa a Brasi Cipolla, ma dopo la rovina della famiglia il matrimonio non si può fare, e decide di rinunciare anche all’amore per Alfio. Alessi: fratello minore di ‘Ntoni e Luca, per quanto all’inizio della storia meno maturo e responsabile di Luca, a cagione della sua età giovanissima, si presenta subito come maggiormente incline ad apprendere il sapere ancestrale di Padron ‘Ntoni, dimostrando interesse per i suoi proverbi e per l’esperienza marinara dell’anziano. Lia: la più piccola della famiglia Malavoglia, “vanerella come il fratello” ‘Ntoni, in seguito alla caduta in miseria e disgrazia della propria famiglia, perduta la reputazione e l’onore, emigrerà per diventare una prostituta, venendo così schiacciata dalla modernità che in qualche modo ha risparmiato Alessi, saldamente ancorato ai valori aviti. Alfio Mosca: onesto lavoratore, è un carrettiere che possiede un asino ed, in seguito, un mulo. Si innamora di Mena, che ricambia, ma i due non possono sposarsi perché Alfio è povero. Alfio tornerà ad Aci Trezza otto anni dopo la sua partenza, e ancora Mena si opporrà a maritarsi con lui, sebbene i Malavoglia non siano più “padroni” e sebbene Alessi si sia sposato con la Nunziata. Zio Crocifisso: detto anche “Campana di legno”, è l’usuraio del paese, vecchio e avaro, protagonista di “negozi” e proprietario di barche e case.

Compare Agostino Piedipapera: sensale di pochi scrupoli, zoppo, immischiato nella vicenda del contrabbando. Si rende responsabile, assieme allo zio Crocifisso, della rovina economica dei Malavoglia, fingendo di acquistare il credito che Padron ‘Ntoni deve al vecchio usuraio e poter così far uscire la famiglia dalla casa del nespolo. Grazia Piedipapera, donna pettegola ma sensibile ai problemi dei Malavoglia. La Locca: sorella dello zio Crocifisso, vedova, è una vecchia demente e fuori di senno, che vaga perennemente per il paese alla ricerca del figlio Menico, morto in mare sulla Provvidenza assieme a Bastianazzo ed al carico di lupini. Dopo l’arresto di quest’ultimo, viene mandata all’ospedale dei poveri. Barbara, con cui per un periodo ‘Ntoni sembra potercisi sposare, ma a causa delle sciagure che capitano ai Malavoglia l’opportunità sfuma, al pari del fallimento del matrimonio della Mena con Brasi Cipolla.