I marmi di Garaguso PDF

Garaguso I marmi di Garaguso PDF un comune italiano di 1. 048 abitanti della provincia di Matera in Basilicata. Il comune è un centro agricolo ai bordi dell’Appennino lucano situato nell’alta valle del fiume Cavone nella parte nordoccidentale della provincia di Matera.


Författare: Moret Jean-Marc.

Il suo territorio confina con il “Parco di Gallipoli Cognato e delle Piccole Dolomiti Lucane”. Il piccolo centro abitato, arroccato su un’altura rocciosa, a 492 m s. I risultati di indagini archeologiche indicano che la località fu abitata sin dall’età preistorica, mentre la frequentazione magnogreca dalla vicina Metaponto è attestata dal rinvenimento casuale di un raffinato modellino, in marmo greco dell’isola di Paro, di cella templare ellenica con divinita’ femminile seduta, in stile severo, databile al V sec. A Garaguso le formazioni di Crocco e di José Borjes si organizzarono a difesa ma non si verificarono scontri degni di nota. La chiesa parrocchiale, presso cui è il settecentesco palazzo Revertera con loggiato a tre arcate, conserva una scultura fittile del quattrocento raffigurante la Madonna della Puglia, un braccio reliquiario in argento, pure del quattrocento, e una tela del 1761 dipinta da frà Deodato da Tolve.

Cereali e legumi sono i principali prodotti della terra. Si allevano ovini e caprini e si lavorano lana e latte. Questa sezione sull’argomento centri abitati è ancora vuota. La principale squadra di calcio della città è l’A. Garaguso che milita nel girone materano di Terza Categoria. URL consultato il 27 dicembre 2017.

Garaffa, L’area sacra e i depositi votivi di Grotta delle Fontanelle a Garaguso, Osanna, Venosa, 2015. AAVV, Garaguso, la sua storia e il suo territorio, BMG, Matera, 2006. Moret Jean Marc, I marmi di Garaguso. Vittorio Di Cicco e l’imbroglio della loro scoperta. Questa pagina è stata modificata per l’ultima volta il 29 set 2018 alle 15:55. Vedi le condizioni d’uso per i dettagli. Questa voce o sezione sull’argomento Basilicata è ritenuta da controllare.

Segui i suggerimenti del progetto di riferimento. Importante centro storico-culturale, è nota come la “città dei monasteri” per la presenta di quattro complessi monastici, tra i quali spicca l’abbazia di San Michele Arcangelo. Il territorio di Montescaglioso, così come quello di Matera, ricade in un’area archeologica, storica e naturale, il parco della Murgia Materana, che comprende circa 8000 ha di cui circa 3500 appartenenti al comune montese. A livello culturale è da menzionare il Carnevale, uno dei più importanti nella regione, la cui prima attestazione ufficiale risale al 7 febbraio 1638 oltre al culto religioso e devozionale verso il santo patrono della cittadina Rocco di Montpellier, il cui patronato risale al 1684.

A livello demografico risulta essere la 5ª città più popolosa della provincia e la 12ª in regione, ed è situata a circa 15 km dal capoluogo di provincia, risultando il centro meno distante alla città dei Sassi. Lo stesso argomento in dettaglio: Geografia della Basilicata. La città sorge su un rilievo collinare a 363 m s. La stazione meteorologica più vicina è quella di Matera. Il clima del territorio montese è quello della media collina materana, caratterizzato da estati calde e inverni freddi, con precipitazioni medie intorno ai 600 mm annui. Nell’alto medioevo era chiamata Civitas Severiana, come riportato da alcuni diplomi, probabilmente perché venne edificata da Alessandro Severo, anche se viene smentito dal Giustiniani e, successivamente, dal Zuccagni. Lo stesso argomento in dettaglio: Storia della Basilicata.

I primi insediamenti nel territorio di Montescaglioso risalgono al VII secolo a. L’insediamento più vasto e importante corrisponde, però, all’attuale centro abitato di Montescaglioso ove lentamente, dopo i secoli IV e III a. Con la decadenza di Metaponto in epoca romana ed il progressivo insabbiamento del porto della città greca, Montescaglioso assunse un ruolo sempre più importante nel territorio circostante. Le ricerche archeologiche degli ultimi decenni hanno evidenziato la presenza nel centro storico montese di resti di strade risalenti al periodo ellenico, a dimostrazione del fatto che il primo insediamento umano nel territorio di Montescaglioso doveva sorgere pressappoco nelle aree circostanti l’Abbazia benedettina di San Michele Arcangelo. Più a valle, in località Porta Schiavoni, sono venuti alla luce tratti imponenti di una cinta muraria risalente al III secolo a. Alla fase romana della città appartiene un mosaico che attesta la presenza a Montescaglioso di una magistratura repubblicana e di un grande edificio pubblico. Nel territorio montese gli archeologi hanno ritrovato i resti di un centro abitato a Difesa San Biagio del quale sono note le necropoli, alcuni impianti produttivi e parte del tessuto urbano.

Nell’abitato di Cozzo Presepe si riconosce l’andamento di tratti della cinta muraria con i resti di una porta. In contrada Pagliarone sono state invece rintracciate numerose sepolture. Divenuta roccaforte bizantina, dopo il 1000 fu conquistata dai Normanni, prima direttamente in sorte a Roberto il Guiscardo e poi, dopo varie vicissitudini, a Roberto da Montescaglioso unitamente al feudo di Tricarico. Fin dall’inizio del XX secolo il paese conobbe la presenza del Partito Socialista Italiano, rispettando in tal senso la tendenza lucana che nei primi anni del Novecento vide attecchire gli ideali legati all’internazionalismo proletario di stampo marxista. L’attività del PSI è documentabile a Montescaglioso fino al 1921, anno in cui la sezione venne data alle fiamme dai mazzieri del deputato locale, Francesco D’Alessio. Subito dopo la caduta del regime l’attività politica del paese riprese con vigore e tornarono a farsi sentire quei malumori presenti da sempre nell’animo dei cittadini, legati alle usurpazioni delle terre demaniali e alla presenza del latifondo con i suoi rapporti di produzione basati sui soprusi.

Già nel 1945 duemila persone tra braccianti, contadini e disoccupati legati al mondo agricolo andarono ad occupare i feudi del proprietario La Cava, nelle contrade di Tre Confini e della Dogana. Una strada pedonale che si distacca dalla strada rotabile non molto fuori di Matera e dalla parte di ostro, segue presso a poco la direzione del fiume Gravina e conduce a Montescaglioso, capoluogo del Circondario che ora vuolsi percorrere. Pervenuto a Federigo secondogenito del Re Ferrante, egli lo vendé a Federigo Grisone, da cui per diversi contratti giunse in potere dell’ultimo feudatario Cattaneo. Vasta è la chiesa parrocchiale di Montescaglioso, ove sono altre chiese di mediocre struttura. L’anno 1948 vide la cittadinanza montese intensamente impegnata a preparare lo scontro elettorale del 18 aprile, da cui sarebbe scaturito il primo parlamento dell’Italia repubblicana. L’anno decisivo nella storia di Montescaglioso è il 1949.