I mistici dell’Occidente. Vol. I PDF

Il misticismo cristiano si riferisce allo sviluppo della teoria e delle pratiche mistiche nell’ambito del cristianesimo. Misticismo” trae origine dal greco μυω, che significa “nascondere”, ed il suo derivato μυστικός, mystikos, che significa “un adepto”. Nel primo cristianesimo il termine “mystikos” si riferiva a tre dimensioni, che ben presto divennero intrecciate, cioè la dimensione I mistici dell’Occidente. Vol. I PDF, liturgica e spirituale o contemplativa. L’idea di realtà mistiche è stata ampiamente diffusa nella cristianità sin dal II secolo d.


Författare: Elemire Zolla.

All’inizio degli anni Sessanta Elémire Zolla pubblicò quest’opera grandiosa, che è rimasta unica per la sua concezione e la sua vastità. Insieme raccolta di testi mirabili e spesso ignoti e interpretazione di tutta l’esperienza mistica dell’Occidente, essa ci appare come una summa di quel pensiero che ebbe nel Logos o nel Cristo il suo asse. Ed è un percorso dalle sterminate ramificazioni, che va dalle dottrine misteriche pagane sino a quelle dei Padri della Chiesa, dal rigore dei primi ordini monastici fino alla passione francescana e alle folgorazioni dei grandi mistici dell’età moderna, da Juan de la Cruz a Jean-Pierre de Caussade. Sono figure e pagine che non si possono attraversare senza mutare prospettiva sul passato della nostra civiltà.

Il legame tra il misticismo e la visione del Divino è stato introdotto dai primi Padri della Chiesa, che usarono il termine come aggettivo, come in “teologia mistica” e “contemplazione mistica”. Lo stesso argomento in dettaglio: Cabala ebraica e Misticismo ebraico. Dio, che ha caratterizzato la reazione del popolo ebraico all’oppressione causata da una serie di imperi stranieri. Nel misticismo cristiano, la Shekhinah è diventato mistero, Da’at è diventato gnosis e povertà è diventata un’importante componente del monachesimo. Tuttavia scrittori differenti presentano immagini ed idee differenti. Croce come esempio di amore agape, un amore che non è tanto emozione quanto volontà di servire e prendersi cura degli altri. Nell sue lettere, Paolo si concentra anche sulle attività mentali, ma non nello stesso modo dei Sinottici, che equiparano il rinnovo della mente al pentimento.

Invece Paolo vede il rinnovo delle nostre menti che si verifica mentre contempliamo ciò che Gesù patì sulla croce, che quindi ci apre alla grazia e alla discesa dello Spirito Santo nei nostri cuori. Il contributo alessandrino al misticismo cristiano si incentra intorno a Origene e Clemente di Alessandria. Lo stesso argomento in dettaglio: Padri del deserto. Ispirati dalla dottrina ed esempio di Cristo, uomini e donne si ritirarono nei deserti del Scete dove, sia come individui solitari o come comunità, vivevano vite di austera semplicità orientata verso preghiera contemplativa. La Chiesa orientale successivamente vide lo sviluppo del monachesimo, con i contributi mistici di Gregorio di Nissa, Evagrio Pontico e Pseudo-Dionigi. Il monachesimo infine si fece strada in occidente e venne istituito con l’opera di Giovanni Cassiano e Benedetto da Norcia. Lo stesso argomento in dettaglio: Riforma protestante.

Con il Rinascimento venne la Riforma protestante, che per molti versi minimizzò il misticismo, anche se produsse ancora una discreta quantità di letteratura spirituale. Anche i riformatori più attivi possono essere collegati alle tradizioni mistiche medievali. Lo stesso argomento in dettaglio: Controriforma. Tuttavia la Riforma comportò una Controriforma e, con essa, una nuova fioritura di letteratura mistica, spesso raggruppata per nazionalità. Quella parte, o elemento, della fede e pratica cristiane che riguarda la preparazione, la consapevolezza e l’effetto di una presenza diretta e trasformativa del Dio cristiano. Ha inoltre influenzato la comprensione del misticismo come esperienza distintiva che fornisce conoscenza. Lo stesso argomento in dettaglio: Rivelazione privata.

Questo è il motivo per cui l’unica prova che il cristianesimo ha conosciuto per determinare l’autenticità di un mistico e del suo messaggio è stato quello della trasformazione personale, sia da parte del mistico e – soprattutto – da parte di coloro che il mistico ha influenzato. Altri critici fanno notare che l’accento sulla “esperienza” è accompagnato dal favorire l’individuo atomico, invece della vita condivisa nella comunità. Inoltre non riesce a distinguere tra un’esperienza episodica e il misticismo come processo, che è incorporato in una totale matrice religiosa di liturgia, Scrittura, culto, virtù, teologia, rituali e pratiche. La privatizzazione della mistica – cioè, la crescente tendenza a localizzare il mistico nel regno psicologico delle esperienze personali – serve ad escluderla dalle questioni politiche quali la giustizia sociale. L’esperienza mistica non è semplicemente una questione tra il mistico e Dio, ma è spesso modellata da questioni culturali. Il cristianesimo orientale ha conservato in maniera speciale l’enfasi mistica nella sua teologia e mantiene la tradizione della preghiera mistica che risale agli inizi del cristianesimo. Come parte della Riforma protestante, i teologi si distanziarono dalle tradizioni sviluppate nel Medioevo e ritornarono alle fonti bibliche e della prima chiesa.

Storicamente, la mistica cristiana ha insegnato che per i cristiani l’enfasi maggiore del misticismo riguarda una trasformazione spirituale del sé egoico, il perseguimento di un percorso progettato per produrre persone umane più pienamente realizzate, “create ad immagine e somiglianza di Dio” e, come tali, viventi in armoniosa comunione con Dio, la Chiesa, il resto del mondo e tutta la creazione, compreso se stessi. Rimane un paradosso dei mistici che la passività a cui sembrano puntare è in verità uno stato di attività molto intensa: inoltre, dovesse essere del tutto assente, allora nessuna grande azione creativa potrebbe aver luogo. In tale stato, il proprio “Io” superficiale si costringe a rimanere immobile, in modo che possa liberare un altro potere più profondo che è, nell’estasi del genio contemplativo, elevato al più alto grado di efficienza. La seconda fase, il percorso dell’illuminazione, ha a che fare con l’attività dello Spirito Santo, che illumina la mente, dando intuizioni su verità non solo esplicite nella Scrittura e nel resto della tradizione cristiana, ma anche su quelle implicite nella natura, non in senso scientifico, ma piuttosto in termini di illuminazione degli aspetti “profondi” della realtà e degli avvenimenti naturali, tali che la potenza di Dio è percepita in tutto ciò che si sperimenta. La preghiera mistica contemplativa è la benedizione sperata dal mistico cristiano: nessuno sforzo umano può produrla. Questa forma di preghiera ha tre caratteristiche.

Evelyn Underhill riconosce due fasi complementari al percorso mistico. Prima viene il risveglio, la fase in cui si comincia ad avere una qualche consapevolezza della realtà assoluta o divina. Purificazione e illuminazione sono seguite da una quarta fase che Underhill, utilizzando il linguaggio di Giovanni della Croce, chiama la notte oscura dell’anima. Un altro aspetto della spiritualità cristiana tradizionale, o misticismo, ha a che fare con la sua base comunitaria.