Il bagno di Bellinzona PDF

Borla possono salire anche i bambini e le persone che hanno poca voglia di camminare, la fatica è minima e la vista è splendida. Può essere utile salire in vetta per far nascere la passione delle camminate in montagna e per rendersi conto di cosa significhi l’escavazione del marmo per le nostre montagne. Il bagno di Bellinzona PDF Borla o Burla, nelle vecchie carte è citato come Castel Baito.


Författare: Flora Ruchat­Roncati.

Esito di un concorso pubblico bandito nell’estate del 1967, il Bagno di Bellinzona di Aurelio Galfetti, Flora Ruchat-Roncati e Ivo Trümpy offre la prima manifestazione concreta di quella “architettura territoriale” che ha caratterizzato, dalla fine degli anni Sessanta sino agli sviluppi più recenti, l’architettura ticinese. Muovendo dai materiali in larga parte inediti conservati all’Archivio del Moderno, integrati da disegni, fotografie (d’epoca e attuali), documenti provenienti dagli archivi privati degli architetti, nonché da altri archivi pubblici e privati, il volume propone una lettura critica dell’opera, ripercorrendone la genesi: dal concorso all’elaborazione delle varianti intermedie, sino alla stesura e alla realizzazione del progetto definitivo.

Ricordiamo ad esempio le vicine Bore del Sagro. Esiste un toponimo emiliano Borla nel comune di Vernasca PC ed un altro nel comune di Fiano TO. Il monte Borla è un modesto rilievo arrotondato ad occidente del monte Sagro del quale costituisce una propaggine. 1466,5 metri e contribuisce a formare i naturali confini tra la valle di Carrara a sud ed il territorio della Lunigiana a nord. Esso sovrasta la vicina foce di Pianza a sud-est e l’Uccelliera a sud-ovest. Sulla sua vetta si trova un ceppo di confine tra i comuni di Carrara e di Fivizzano risalente al 1892 e proprio tra i due comuni si divide l’esiguo territorio del monte.

Dalla vetta si gode un ottimo panorama sul Sagro e sul Pizzo d’Uccello e sulla costa toscana e ligure fino al golfo della Spezia. Se c’è buona visibilità, oltre alle isole dell’arcipelago toscano, si può ammirare anche la Corsica. Di fronte ci sono le cave del monte Sagro ed è possibile rendersi conto di come l’attività estrattiva abbia ormai profondamente scavato il versante occidentale del Sagro sconvolgendolo irreparabilmente. L’ambiente arido e calcareo favorisce lo sviluppo di specie vegetali molto particolari tra cui la Centaurea montis borlae che è presente solo qua. Nella buona stagione una passeggiata alle pendici del monte permette di ammirare e fotografare altri rari endemismi. Le pendici orientali del monte furono molto scavate in passato ed oggi, in parte, l’attività è stata ripresa. Superata la conca erbosa di Campocecina e i ruderi della Vaccheria si entra nel bosco, si segue il sentiero ed in pochi minuti si trova una deviazione a destra in salita.

Campocecina tenendo la sinistra rispetto allo Zucco del Latte. Il percorso in questo caso è più panoramico verso mare e verso i bacini marmiferi di Carrara e porta alla casa Martignoni. Il tempo richiesto da Campocecina, in entrambi i casi, è da 20’ a 30’, non di più. Si trova in una conca naturale panoramica a 1460 metri, pochi minuti prima della vetta del monte Borla. Fu costruita nel 1923 da Cesare Martignoni, pioniere delle Apuane ed in particolare di Campocecina. Uomo pieno di inventiva, anche se piuttosto velleitario, cercò di costruire, sul monte Borla, una enorme insegna pubblicitaria presso quella che oggi viene chiamata casa Martignoni da lui fatta costruire insieme alla Vaccheria di Campocecina. L’impresa lo mandò in rovina e lo spinse a cercar fortuna in Etiopia.

La zona di Fratteta si trova alle pendici nord del Monte Borla in cui si aprono alcune cave, è percorsa dai sentieri 173 e 174. 900 e collegate al piano di Monzone mediante la teleferica del Balzone, inaugurata nel 1907 e smantellata nel 1959. Fratteta o Castelbaito e la ditta Walton Carrara srl ha ottenuto l’autorizzazione dal Parco delle Apuane alla coltivazione almeno fino al 2012. Morlungo a 1240 metri di quota a poche centinaia di metri dal piazzale dell’Uccelliera e segnalata da una serie di cartelli con brani di poesie di Mario Luzi.