Il circo delle ombre PDF

Questa voce o sezione sull’argomento spettacolo non cita le fonti necessarie o quelle presenti sono insufficienti. Il circo è uno spettacolo dal vivo articolato in varie esibizioni di abilità fisica, detti numeri, svolto generalmente in una pista circolare, ma anche diffusamente, nel corso dei secoli come nel panorama attuale, su una scena frontale. Nella sua forma tradizionale novecentesca, il circo, definito nella lingua italiana anche circo equestre, si il circo delle ombre PDF per la caratteristica di comunità itinerante e per l’appartenenza dinastica dei propri componenti.


Författare: Roger J. Ellory.

La parola circo deriva dal latino circus che, in relazione alla forma dei circhi antichi, vuol significare cerchio. Un termine che descrive anche fisicamente lo spazio scenico che contraddistingue il circo classico: una pista rotonda di circa 13 metri, creata per permettere un’esibizione armonica dei cavalli che ne costituiscono il fondamento. Questa sezione sull’argomento storia è solo un abbozzo. Contribuisci a migliorarla secondo le convenzioni di Wikipedia.

Tra i maggiori storici del Circo vanno citati almeno il bolognese Alessandro Cervellati e il friulano di adozione Giancarlo Pretini. Nell’antica Roma il circo era un luogo adibito a corse di cavalli, spettacoli equestri, ricostruzione di battaglie, esibizioni di animali ammaestrati, spettacoli di giocolieri e acrobati. Nei secoli successivi alla caduta dell’Impero romano, diverse compagnie, generalmente di piccole dimensioni anche in virtù delle minori dimensioni dei centri abitati e delle difficoltà nei trasporti e negli spostamenti, viaggiavano per l’Europa proponendo spettacoli ed esibizioni varie, spesso consistenti in giochi di abilità, semplici rappresentazioni comiche o tragiche o esibizioni di animali ammaestrati. Nel XV secolo giunsero in Europa, provenienti probabilmente dal territorio dell’attuale Pakistan, i Sinti, etnia di origine gitana che aveva fatto dello spettacolo viaggiante e da strada la sua principale attività. Negli anni successivi al secondo dopoguerra, al panorama circense basato sulla trasmissione familiare si sono aggiunte scuole e compagnie di provenienza non tradizionale. Il primo esempio storico è quello dell’organizzazione sovietica, che nell’ex Urss struttura la formazione circense e un approccio estetico di tipo teatrale alla costruzione degli spettacoli. In occidente tale modello è ereditato dal Cirque du Soleil.

American Circus della famiglia Togni con il suo numero di elefanti, felini e cavalli. I mestieri del circo sono molteplici e di difficile elencazione. Sommariamente, potremmo indicarne i principali o i più famosi, senza dimenticare che ogni tradizione porta nel suo bagaglio una o una serie di discipline differenti, che nel tempo hanno subito modifiche e declinazioni in ambito interdisciplinare e metodico. Lo stesso argomento in dettaglio: Clown. Lo stesso argomento in dettaglio: Giocoleria. Per giocoleria si intende l’arte della manipolazione e, letteralmente, del gioco, di oggetti vari con i quali compiere esercizi di destrezza, abilità, velocità, coordinamento, equilibrio e precisione con le varie parti del corpo.

Frequentemente alla giocoleria sono associati anche esercizi di equilibrio, di danza o anche numeri comici: tali interazioni sono a discrezione dell’artista, che costruisce il numero a seconda delle attitudini e delle capacità personali. La giocoleria non è praticata con le sole mani: sempre a seconda della scelta artistica operata, può essere praticata anche con i piedi o altre parti del corpo come la bocca o la testa. Nella categoria degli acrobati circensi rientrano tutti quegli artisti che compiono esercizi di abilità di elevata difficoltà o ad alto rischio incentrati sulle capacità psicofisiche. L’acrobata è generalmente un atleta che fa della propria disciplina e capacità ginnica un evento artistico, costruendo un numero di elevata spettacolarità: tali esercizi sono solitamente quelli che generano suspense nell’osservatore proprio per la loro estrema difficoltà o pericolosità. L’origine dell’animale al circo risale alle esibizioni da strada dei Sinti e di altri gruppi di etnia romanì che usavano accompagnarsi con orsi, cavalli, scimmie e altri animali non consueti per attrarre il pubblico. Col tempo agli orsi, alle scimmie, ai cammelli e ai cavalli si aggiunsero gradualmente animali sempre più grandi e provenienti da zone del mondo sempre più lontane.

Ad oggi, il carattere interdisciplinare del circo ha spesso però relegato il domatore in funzione di coordinatore del numero. Numeri in gabbia, che prevedono la comparsa di animali potenzialmente pericolosi per il pubblico e il conseguente montaggio intorno alla pista di una struttura di contenimento in forma di gabbia metallica a elementi modulari, che richiede pochi minuti per il montaggio e lo smontaggio, generalmente eseguiti con le luci di scena spente e in contemporanea a un’entrata comica, oppure nell’intervallo. Numeri equestri, i quali a loro volta possono dividersi in numeri in cui i cavalli sono gli unici protagonisti, coordinati da un unico addestratore a terra, e quelli nei quali sono montati da cavalieri in numeri d’alta scuola e simili oppure collaborano con acrobati e altre figure artistiche. Tutti i tipi di numeri con gli animali sono preceduti da una lunga fase di addestramento fin da tenera età, durante la quale l’animale viene addestrato e ammansito.

Esse si praticano tutte sospese da terra, infatti gli attrezzi sono chiamati, per esempio, tessuti aerei e cerchi aerei. Su questi, l’obbiettivo è creare coreografie e figure più originali, impressionanti, ma allo stesso più aggraziate possibili. La parte principale del circo è la pista. Si tratta di quella porzione di spazio verso la quale convergono gli occhi degli spettatori che sono posizionati sulla cavea, una struttura rialzata simile al teatro romano.

La parte alta del tendone ospita una fitta rete di carrucole e tralicci metallici che vengono utilizzate dagli acrobati e dai loro assistenti di terra, che spesso assicurano gli artisti tramite una corda legata alla loro imbracatura. La caratteristica di queste scuole è di porsi come obiettivo la trasmissione delle discipline della pista a giovani non necessariamente provenienti dalle famiglie di circo tradizionale, operando così una fondamentale diffusione della cultura circense a un vasto pubblico. In Europa le scuole di circo contemporaneo si sono federate, dando vita alla FEDEC, la Federazione Europea delle Scuole Professionali di Circo. Al suo interno le scuole sono distinte in Scuole Preparatorie e Scuole Superiori. Le prime forniscono una preparazione di base che spazia su tutte le principali discipline circensi, pur fornendo comunque le nozioni utili per iniziare anche una carriera artistica. Le seconde permettono di specializzarsi su una disciplina scelta.

Nei primi anni ’90 è stata attivo per alcuni anni sul territorio nazionale anche il “Gran Premio del Circo” organizzato da Walter Nones con la direzione artistica di Alessandro Serena. Per molti anni l’Auditorium Parco della Musica di Roma ha promosso festival di circo contemporaneo Dal 2007 ha luogo a Pescara Funambolika, con la direzione artistica di Raffaele De Ritis, che ha la caratteristica di coniugare proposte di innovazione con la tradizione. Il più longevo festival circense a premi è il Golden Circus, diretto a Roma da Liana Orfei. Le atmosfere oniriche dei film di Federico Fellini, che ritraggono spesso il circo e rappresentano perfettamente il suo stile di vita, sono sicuramente il punto di partenza per descrivere quanto il cinema italiano sia stato influenzato dal circo o dai suoi artisti. Con Charlie Chaplin, Merna Kennedy, Allan Garcia. Il più grande spettacolo del mondo di Cecil B.