Il duello PDF

Scontro frontale tra auto, muore una 25enne. Contenuto il duello PDF per i browser che non leggono gli iframe.


Författare: Giacomo Casanova.

All’epoca la rivalità tra i due campioni era vista come una metafora per la suddivisione politica e sociale del paese, diviso tra movimenti di ispirazione laica, impersonati da Coppi, e d’influenza cattolica, che Bartali rappresentava con la sua devozione e i suoi riti della tradizione popolare. Bartali e Coppi sono stati forse i più importanti ciclisti italiani di sempre, nonché figure di assoluto primo piano nel panorama sportivo mondiale degli anni 1940 e 1950. Bartali divenne professionista nel 1934 mentre Coppi, più giovane di cinque anni, nel 1939. Fino al 1954, anno di ritiro di Bartali, i due si diedero battaglia dominando la scena.

Bartali e un giovane Coppi al Giro del 1940, dove l’ancora sconosciuto gregario batté l’allora uomo di punta della Legnano. La rivalità tra i due campioni cominciò nel 1940, anno in cui entrambi correvano per la medesima squadra, la Legnano. Bartali era già un campione affermato, mentre Coppi era un semplice gregario, giovane ma assai promettente. La classe di Coppi ebbe modo di manifestarsi nella tappa Firenze-Modena, nella quale il piemontese scattò sull’Abetone sotto il diluvio e conquistò tappa e maglia rosa. D’altra parte, la profezia di Bartali si avverò all’arrivo sulle Alpi, quando Coppi fu preso da crampi da fatica: deciso ad abbandonare il Giro, venne convinto dal veterano Bartali a proseguire. Negli anni successivi Bartali ebbe problemi per via del suo rifiuto di piegarsi agli ordini del regime fascista per diventare un’altra “bandiera” dello sport italiano strumentalizzata dalla politica, arrivando a svolgere attività in favore dei rifugiati e a trasportare documenti per le attività di rifugiati e oppositori e a venir perseguito per il suo antifascismo. Al mondiale di ciclismo del 1948, disputato a Valkenburg aan de Geul, Bartali e Coppi corsero insieme per la Nazionale, ma il comportamento dei due campioni fu quanto di meno collaborativo si possa immaginare: entrambi temevano che l’avversario emergesse come il migliore.

Bartali inoltre era ancora in rotta con la Federazione per la mancata convocazione al Mondiale 1947, per cui a tutti i costi voleva dominare la gara. Durante la tappa del Tour de France del 4 luglio 1952, tra Losanna e Alpe d’ Huez, Fausto Coppi conduceva la gara in maglia gialla. Coppi non rivelò mai la verità, alludendo però al fatto di essere stato lui il benefattore, e Bartali, anche dopo la morte del rivale, non diede mai una risposta univoca: affermò a volte di essere stato lui a dare la borraccia, ma spesso in modo ironico e lasciando intendere di non voler rivelare la verità. Coppi e Bartali al Giro d’Italia 1954, al crepuscolo della loro rivalità sportiva.

Secondo Vito Liverani, fotografo sportivo e poi proprietario dell’agenzia Omega Fotocronache, la fotografia fu creata da Martini d’accordo con i due corridori e con la direzione della corsa. Coppi e Bartali in realtà non si passarono una borraccia, ma una bottiglia d’acqua, probabilmente Perrier. L’anno successivo Bartali fu escluso dal campionato del mondo di Lugano, a favore di Coppi: la scelta non fu tanto per merito, quanto per una scelta strategica totalmente errata. La rivalità tra i due campioni fu sempre di alto livello e improntata al più corretto rispetto tra i due contendenti. Nonostante Bartali e Coppi rappresentassero le due diverse anime della società italiana, e nonostante i due avessero convinzioni quasi opposte in ambito politico e religioso, al di fuori delle competizioni furono sempre in buoni rapporti. Coppi e Bartali erano ovviamente l’argomento principe. Coppi mangia un’arancia durante una pausa al Tour de France 1952.

Sempre per l’aspetto tecnico, l’opinione pubblica si divise sulla scelta del miglior cambio a rapporti: il cambio Campagnolo, brevetto italiano di Tullio Campagnolo del 1940, o il moderno cambio Simplex, francese? Coppi e Bartali avevano in comune un doloroso ricordo: entrambi avevano perso un fratello per il ciclismo. Uno degli inaspettati “beneficiari” della sfida tra Bartali e Coppi fu il pratese Fiorenzo Magni. Magni era un ciclista di grande capacità, che rimase però in ombra in un periodo dominato dai due titani. Magni prese l’abitudine di rimanere nei pressi della testa della gara, ma senza mai emergere in modo da apparire pericoloso per i due campionissimi. Quando c’era l’occasione, Magni scattava per vincere la tappa: questo era possibile anche perché non sempre a Bartali e Coppi interessava la vittoria, a volte era preferibile limitarsi a un buon piazzamento, ma senza stancarsi troppo in vista della gara successiva.

Magni nel 1950 fu costretto ad abbandonare il Tour de France su insistenza di Bartali, che dopo essere stato aggredito da alcuni tifosi sul Colle d’Aspin spinse al ritiro tutta la squadra italiana. Al momento del ritiro, Magni conduceva la classifica e deteneva la maglia gialla, ma non era nella posizione di contrastare Bartali col rischio di inimicarselo: questo gli avrebbe precluso in futuro l’aiuto dei due. Questa pagina è stata modificata per l’ultima volta il 20 lug 2018 alle 21:36. Vedi le condizioni d’uso per i dettagli. Questa voce o sezione sull’argomento armi non cita le fonti necessarie o quelle presenti sono insufficienti. Si definisce duello il combattimento formalizzato tra due persone. L’obiettivo primario del duello non è mai l’estinzione fisica dell’avversario quanto ottenere soddisfazione, ovvero ristabilire l’onore e la rispettabilità dimostrando la ferma volontà di mettere in gioco la propria incolumità per esse.