Il filosofo fascista di Mussolini PDF

La scuola assunse il nome di “mistica”, scrive lo stesso Giani utilizzando la definizione che ne dà il filosofo francese Louis Rougier. Mistica è un complesso di proposizioni a cui il filosofo fascista di Mussolini PDF aderisce per tradizione o per sentimento, anche se queste proposizioni non si possono giustificare razionalmente e ciò assai spesso per oblio delle ragioni primitive che hanno indotto ad enunciarle. In linea con Rougier, Giani ribadisce nel manifesto programmatico, “che il fascismo ha una sua ‘Mistica’, in quanto ha un complesso di postulati morali, sociali e politici, categorici e dogmatici, accettati e condivisi senza discussione da masse e da minoranzeripone il proprio credo in Benito Mussolini quale Duce infallibile e creatore della civiltà fascista. Dizionario di Politica, a cura del Partito Nazionale Fascista, Vol III, pp.


Författare: Myra E. Moss.

Una rivisitazione complessiva del pensiero e del “sistema” Giovanni Gentile che, partendo dalla vita del filosofo, affronta tematiche quali: l’educazione e la riforma, la logica e la metafisica, la dottrina dello stato fascista, la liberà e il liberalismo, la coscienza estetica e il concetto di arte.

L’utilizzo del termine “mistica” causò la vivace reazione di una parte della Chiesa cattolica per la consueta attinenza del termine alla sfera prettamente religiosa. Ma nella concezione dei mistici la propria sfera d’azione era nell’ambito politico senza tema di sovrapposizione dei due mondi. All’interno del magma dottrinario fascista che ebbe come punto di riferimento la scuola di mistica fascista, convissero quindi personalità molto diverse fra di loro. La dedizione al Duce ed alla sua linea politica si spingeva infatti fino al sacrificio della vita, così come il matrimonio e la generazione di prole venivano intesi come omaggio a Mussolini che, secondo uno studioso dell’epoca, riusciva ad educare gli italiani col semplice guardarli negli occhi. Una devozione particolare per Arnaldo Mussolini, visto come maestro spirituale. Anche i genitori del duce venivano visti, dai giovani fascisti, in un alone di santità. L’individuazione di una ipotetica razza italica, come parte della grande famiglia indoeuropea.

La discriminazione fra razze, e in particolare fra quella ariana e quella ebraica, irriducibile nemica della prima. Altra connotazione comune fra i padri fondatori della Scuola mistici fu il credere fermamente in una idea di Italia portatrice di una missione civilizzatrice nel mondo. Il 28 ottobre 1922 la Rivoluzione Fascista ha risolto la crisi italiana. La via è una: elaborare, diffondere e importare i valori della Rivoluzione, cioè la mistica fascista. Secondo i “mistici”, caratteristica dell’Uomo nuovo che non vuole essere un fuscello in balia delle leggi cosmiche ma una volontà capace era il saper reagire alle avversità.

Infatti secondo Giani, il fideismo che comunque caratterizza la “mistica” è soltanto una prima fase del loro pensiero. I mistici devono essere sia uomini di pensiero sia d’azione perché il pensiero mistico ha bisogno di volontari che siano disposti a diffondere il proprio pensiero. Queste due posizioni inconciliabili, di cui era esempio la contemporanea Guerra di Spagna, sarebbero prima o poi venute allo scontro. Perché quest’Europa del toro è la loro Europa, è il trionfo della loro concezione di vita, è la realizzazione della loro dottrina.

E non sono forse semiti i teorici sia del liberalismo che del comunismo? Non sono ebrei i capi della Russia bolscevica, dell’Inghilterra sanzionista e della Francia del Fronte Popolare? Sempre in questa ottica Giani approvò l’avvicinamento dell’Italia alla Germania. Ed è perciò che questa Europa dell’ariete è ariana, mediterranea e latina, ed è a un tempo egiziana e greca, fascista e nazista. La posizione sul “continuum” storico a partire dall’Impero romano fu apprezzata da Evola ma con una diversa impostazione. Evola riteneva importante il recupero della società tradizionale dello Stato includendo in questo anche gli aspetti laici e pagani che definì “ghibellinismo”. Secondo diversi storici, l’incontro tra Julius Evola e la Scuola di Mistica Fascista è da ascriversi nella prospettiva più ampia di operare una rettificazione in chiave tradizionalista del regime fascista italiano.