Il gusto delle spezie nel Medioevo PDF

Maestro, il senso lor m’è duro”. Maestro, che è quel ch’i’ odo? Dio spiacenti e a’ nemici sui. Lasciate dunque ogni il gusto delle spezie nel Medioevo PDF, voi ch’entrate”.


Författare: Paul Freedman.

Il Medioevo coltivò una intensa passione per le spezie, che si prestavano ad essere usate nei più vari ambiti, dalla gastronomia alla medicina ai cerimoniali religiosi. Una infatuazione che fu davvero un motore di prima importanza per lo sviluppo degli scambi commerciali, le conquiste, la crescita economica. Perché le spezie erano così richieste, e così costose? Come racconta questo libro, erano simboli di bellezza, di ricchezza, di raffinatezza, di grazia. E la domanda di cannella e pepe, di rare ed esotiche essenze aromatiche come l’ambra grigia e il muschio, stimolava i viaggi verso Oriente, le esplorazioni geografiche, commerci. Seguendo il gusto e la tirannia della moda, l’Europa medievale andava così alla conquista del mondo.

E tu che fai qui, anima viva? Vattene da questi che son morti”. Due incongruenze di non poco conto. Generalmente i critici ritengono ch’egli, essendo vissuto nel Medioevo, in un periodo peraltro dominato dalla dittatura teocratica pontificia, non poteva non essere cattolico. Dante finiva col prospettare una soluzione al mosaico italiano che non avrebbe mai potuto avere alcun successo. Francia e Spagna, che nel loro progressivo formarsi non vedevano l’ora di spartirsi la nostra debole penisola. Questo per dire che il Dante politico restava un inguaribile idealista.

Tuttavia questo non significa che, a livello ideologico, egli fosse assolutamente in linea coi principali contenuti della dottrina cattolica, o comunque non vuol dire ch’egli lo sia sempre stato. 12, ove dice che le parole affisse su quella maledetta porta non le comprende, in quanto gli sembrano un’esagerazione. D’altra parte chi avrebbe potuto usare Dante come guida al suo posto? Dante avrebbe usato la propria guida in maniera ironica. Che Dante non fosse un cattolico fanatico, integrista, lo si vede subito dalla reazione manifestata appena varca la porta dell’inferno. Al sentire le espressioni orribili, le parole di dolore, gli accenti di rabbia ecc.

Dante risponda con le lacrime e con la mente piena di dubbi? Dante sono gli ignavi, gli indifferenti alla politica. E in particolare disprezza chi, indirettamente, fu causa di molti mali italiani e fiorentini in particolare, quel papa che si volle chiamare Celestino V, che si dimise anzitempo non ritenendosi all’altezza del suo mandato. Bonifacio VIII, una delle disgrazie principali di Dante e di Firenze. Il Canto III doveva servire per intrattenere un pubblico superficiale, amante dell’avventura piena di pericoli e di esagerazioni. Dante rivolge a due diverse tipologie di cristiani: quelli che s’illudono di non ottenere l’inferno pur essendosi comportati in maniera vergognosa e quelli che sperano in una vera giustizia divina, non avendola potuta ottenere sulla terra. Inevitabilmente quando scrisse questo Canto dovevano ancora essere molto freschi nella sua mente i ricordi degli scontri politici tra le due opposte fazioni cristiane.

Eloquenza in volgare, BUR Biblioteca Univ. Testo latino a fronte, BUR Biblioteca Univ. Trombetta, La confessione della lussuria, ed. Storia dei peccati nel Medioevo, ed. Brafa Misicoro Giorgio, Le vicende giudiziarie di Dante Alighieri. Nembrini Franco, Alla ricerca dell’io perduto. Il poeta, il politico, l’esule, il guerrigliero, il cortigiano, il reazionario, BUR Biblioteca Univ.

Pasquini Emilio, Dante e le figure del vero. Longo Nicola, Papi, Roma e Dante. Badalato Giuseppe, La Commedia di Dante. Bertolini Andrea, Dante e i fedeli d’amore.

Dante: un sogno di armonia terrena. Cristaldi Sergio, Dante di fronte al gioachinismo. Tramontana Carmelo, La religione del confine. Graziolo dei Bambaglioli sull’Inferno di Dante.