Il Libro di Ruggero PDF

Era un giovane assai bello, di alta statura e di proporzioni eleganti, pronto di parola, saggio nel consiglio, lungimirante nel trattare gli affari. Conservò sempre il carattere amichevole e allegro. Era il Libro di Ruggero PDF dotato di grande forza fisica e di gran coraggio nei combattimenti. Ruggero potrebbe essere giunto in Italia meridionale molto probabilmente nel 1057 attraverso la “Via Francigena” per unirsi al fratello Roberto per il quale, alla morte del loro fratellastro Umfredo, si erano aperti spiragli di predominio.


Författare: Idrisi.

I due furono insieme nella conquista dei territori di Puglia e Calabria non ancora sottomessi. Ancora in Calabria i fratelli Roberto e Ruggero si lanciarono alla conquista di Reggio, caduta dopo un lungo e difficoltoso assedio, al quale seguì la presa di Scilla, una cittadella fortificata in cui avevano trovato rifugio le guarnigioni reggine. A questo punto la strada verso la Sicilia era ormai spianata. Roberto e Ruggero trovarono il pretesto per l’invasione nella richiesta d’aiuto da parte dell’emiro di Catania Ibn al-Thumna allora in lotta con suo cognato Ibn al-Ḥawwās emiro di Kerkent o Gergent. Una discordia tra Ruggero e Roberto costrinse il primo a condursi in Puglia e ad abbandonare la Sicilia, ma dovette presto ritornare per difendere gli abitanti di Troina minacciati dai saraceni. Ruggero giunse con la contessa ben accolto da quei cittadini, in gran parte greci.

Nel 1063 Ruggero riportò un’altra celebre vittoria sopra i Musulmani nelle vicinanze di Cerami. Ma quando finalmente nell’anno 1070 coi soccorsi di Ruggero la città di Bari, ultimo baluardo dell’autorità bizantina in Italia, venne in potere del duca Roberto, allora le forze unite dei due fratelli si volsero alla conquista delle principali città di Sicilia. Ruggero quindi si dedicò alla definitiva conquista dell’isola: espugnò Taormina con molti castelli di Val Demone, Castronovo, Jato, Cinisi e Trapani. Calabria che Roberto aveva mantenuto in suo possesso.

Tornato in Sicilia dovette domare la potenza di Benavert, signore di Siracusa e di Noto. Sul finire del maggio 1086 Ruggero e Giordano, suo figlio, si avvicinarono con l’esercito a Siracusa. Nel silenzio della notte si spinsero contro la flotta saracena. Alla caduta di Siracusa venne dietro nel seguente anno 1087 quella di Girgenti, di cui era signore Kamut, che aveva pure sotto il suo comando Castrogiovanni. Poi Butera fu assediata da Ruggero nell’aprile del 1089, quando gli venne annunziato l’arrivo in Troina del pontefice Urbano II. Recatosi in Mileto per celebrarvi le nozze con Adelaide di Monferrato, ricevette alcuni ambasciatori saraceni di Noto che gli chiedevano la pace.

Coste italiane e illiriche nel 1084. Ruggero volle poi anche dedicarsi alla conquista dell’isola di Malta, da dove i Saraceni avrebbero potuto con le loro incursioni preoccupare i Normanni. Giunto, immediatamente ingaggiò battaglia e cinse d’assedio la città. Dopo la spedizione di Malta, il conte fu invitato dal duca di Puglia suo nipote a prestargli soccorso per sottomettere gli abitanti di Cosenza, che si erano ribellati. Ruggero domò l’insurrezione e il duca diede ai cosentini il perdono della ribellione, allo zio per gratitudine la metà della città di Palermo che il guiscardo aveva tenuto per sé. Il conte Ruggero all’età di settant’anni, nel luglio del 1101 giunse al termine della sua vita quando era a Mileto. Trinità di Mileto, da lui eretta sin dalle fondamenta e magnificamente dotata.

Inoltre, riuscì a gettare le basi per un’organizzazione dello stato meno basata sui signori feudatari, ma su di una classe di burocrati formati da funzionari pubblici non legati all’aristocrazia e dove comunque la sua figura era quella che deteneva il potere assoluto. Lo stesso argomento in dettaglio: Apostolica Legazia di Sicilia. All’epoca della conquista normanna, la maggior parte degli abitanti della Sicilia erano di religione musulmana o cristiano-bizantina, e inizialmente la politica degli Altavilla in Sicilia fu prevalentemente orientata a sostenere la tradizione greco-basiliana. Coat of Arms of Roger I of Sicily. Non è certo se il suo secondo figlio maschio, Guglielmo, sia nato anch’egli fuori dai matrimoni oppure dalla sua prima o seconda moglie.

In ogni caso era malato per cui non aveva possibilità di ereditare. Urbano era stato invitato dall’imperatore Alessio a Costantinopoli, per un concilio che doveva definire se dovesse consacrarsi il pane azzimo o il fermentato. Ma le vittorie dell’imperatore Arrigo IV, che favoriva l’antipapa Guiberto, richiamarono presto Urbano in Italia. Hiroshi Takayama, The Administration of the Norman Kingdom of Sicily, The Medieval Mediterranean, E. Società, potere e popolo nell’età di Ruggero II, Editore Dedalo, Bari 1979, p. Ruggero I veniva insediando gli immigrati in una zona della Sicilia gravitante intorno all’Etna, zona che stava a cavaliere tra l’area occidentale abitata da Arabi e quella orientale popolata da Greco-Bizantini.

Fiorenzo Toso, Lingue d’Europa: la pluralità linguistica dei paesi europei fra passato e presente, Baldini Castoldi Dalai, Milano 2006, p. Stato e Chiesa nelle Due Sicilie. Il titolo di legatus Siciliae era anche ereditario, e legato dapprima al titolo di comes Siciliae di Ruggero I, e quindi a quello di rex Siciliae fino a Carlo d’Angiò, e poi, dopo la pace di Anagni, a quello di rex Trinacriae. Guglielmo di Puglia, Le gesta di Roberto il Guiscardo, introduzione, traduzione e note di Francesco De Rosa, Cassino 2003. Ferdinand Chalandon, Histoire de la domination normande en Italie et en Sicile, Parigi 1907. Storia della dominazione normanna in Italia ed in Sicilia, trad.

John Julius Norwich, I Normanni nel Sud 1016-1130. The Normans in the South 1016-1130. Centro di studi normanno-svevi – Università degli studi di Bari. Raffaele Licinio e Francesco Violante, Bari 2006.

Cavalieri alla conquista del Sud: studi sull’Italia normanna in memoria di Léon-Robert Ménager a cura di Errico Cuozzo e Jean-Marie Martin, Roma: Laterza, 1998 ISBN 88-420-5395-3. Questa pagina è stata modificata per l’ultima volta il 4 dic 2018 alle 14:24. Vedi le condizioni d’uso per i dettagli. Apulus et Calaber, Siculus mihi servit et Afer. Poco è conosciuto dell’infanzia di Ruggero II.

Era figlio secondogenito del gran Conte di Sicilia, il normanno Ruggero I d’Altavilla e di Adelasia di Monferrato. Alla morte del padre, avvenuta a Mileto nel 1101, sua madre riuscì a governare la Sicilia con l’aiuto di valenti consiglieri, mentre lui ed il fratello erano ancora in tenera età. Nel 1105 morì il fratello maggiore Simone e a soli dieci anni Ruggero divenne conte di Sicilia. Visse la sua infanzia a Palermo ed ebbe precettori greci e arabi, tanto che imparò le lingue greca, latina e araba. Lo stesso argomento in dettaglio: Conquista normanna dell’Italia Meridionale.