Il matrimonio canonico PDF

Il Matrimonio, particolare dal trittico de I sette Sacramenti, di Rogier van der Weyden, circa 1445. Celebrazione di un matrimonio con rito religioso nel 2017. Il matrimonio è uno il matrimonio canonico PDF sette sacramenti della Chiesa cattolica. Allo stesso modo è considerato dalla Chiesa ortodossa.


Författare: Enrico Vitali.

Secondo il Codice di diritto canonico il matrimonio è il patto con cui l’uomo e la donna stabiliscono tra loro la comunità di tutta la vita, per sua natura ordinata al bene dei coniugi e alla procreazione e educazione della prole, che è stato elevato da Cristo Signore alla dignità di sacramento. I Padri della Chiesa già nei primi secoli erano d’accordo nell’affermare che il matrimonio cristiano sia diverso da quello dei pagani. Dal IV secolo si trovano anche documenti con preghiere e benedizioni matrimoniali impartite da sacerdoti o vescovi. Per tutto il primo millennio non vi era comunque obbligo della presenza di un sacerdote.

Dall’XI secolo comincia invece una celebrazione regolata “in facie ecclesiae”. Solo nel 1215, nel corso del Concilio Lateranense IV la Chiesa cattolica regolamentò la liturgia per il matrimonio e gli aspetti giuridici relativi ad esso. I fedeli che esprimono il consenso matrimoniale aprono a sé il tesoro della grazia sacramentale, ove attingere le forze soprannaturali occorrenti ad adempiere le proprie parti ed i propri doveri fedelmente, santamente, con perseveranza fino alla morte. Tuttavia, alla grazia sacramentale l’uomo è chiamato a cooperare per far fruttificare i preziosi semi della grazia. In questo modo gli sposi potranno sopportare i pesi della loro condizione e adempiere i doveri, e sentirsi confortati, santificati e come consacrati dalla potenza del sacramento. Per la virtù indelebile del sacramento, i fedeli, uniti una volta con il vincolo del matrimonio, non sono mai privati mai né dell’aiuto, né del legame sacramentale. La grazia propria del sacramento del Matrimonio è destinata a perfezionare l’amore dei coniugi, a rafforzare la loro unità indissolubile.

Il sacramento del matrimonio cristiano viene fatto originare dalla prescrizione contenuta nel libro della Genesi 2,24, che contiene già alcuni elementi fondamentali: l’indissolubilità del vincolo coniugale e la complementarità di uomo e donna. Il primo miracolo di Gesù fu compiuto alle nozze di Cana, segno inteso ad affermare il valore positivo del matrimonio. San Paolo aveva raccomandato che al matrimonio facessero ricorso solo i quali trovavano troppo difficile rimanere celibi. Segue a questo passo un esplicito accostamento al sacramento dell’ordine, basato sia sull’incancellabilità sia sulla fruttuosità di entrambi i sacramenti. La realtà di questo sacramento è che l’uomo e la donna, uniti in matrimonio, perseverino nell’unione per tutta la vita e che non sia lecita la separazione di un coniuge dall’altro, eccetto il caso di fornicazione.

Questo infatti si osserva tra Cristo e la Chiesa che vivendo l’uno unito all’altro non sono separati da alcun divorzio per tutta l’eternità. Altri padri della Chiesa dubitarono che il matrimonio rappresentasse una vera e valida vocazione cristiana. San Girolamo scrisse: “Preferire la verginità non significa disprezzare il matrimonio. Non si possono paragonare due cose se una è buona e l’altra cattiva”. San Giovanni Crisostomo pur considerando il matrimonio un dono di Dio, dice: Unicamente per questo motivo bisogna sposarsi: affinché ci teniamo lontani dalla fornicazione.

I libri liturgici e i sacramentari delle diverse Chiese d’Oriente e d’Occidente presentano per il matrimonio preghiere liturgiche e riti dai tempi più remoti. Differiscono fra loro in molti dettagli, ma le loro caratteristiche principali possono essere fatte risalire ai tempi apostolici. In tutti questi rituali e raccolte liturgiche il matrimonio viene contratto dinanzi al presbitero. Tuttavia altri, sulla scorta di Calvino, obiettano che la Chiesa avesse una liturgia matrimoniale. Secondo questa linea di pensiero, la concezione negativa del matrimonio di alcuni padri della Chiesa si sarebbe rispecchiata in una mancanza di interesse per la liturgia matrimoniale. Inizialmente i cristiani conservarono l’antica cerimonia pagana, modificata in senso cristiano. Il primo resoconto dettagliato di un matrimonio cristiano in Occidente risale al IX secolo e appare ancora molto simile alle nozze dell’antica Roma.

Il Concilio di Trento rinforzò la regolamentazione: il matrimonio deve essere celebrato davanti ad un parroco e dei testimoni, gli sposi devono firmare un registro, fu vietata anche la coabitazione al di fuori del matrimonio, per evitare il concubinato e i figli illegittimi. La forma canonica del matrimonio fu prevista dal decreto Tametsi è dell’11 novembre 1563. La Chiesa, tuttavia, ribadisce la sua prassi, fondata sulla Sacra Scrittura, di non ammettere alla comunione eucaristica i divorziati risposati. La riconciliazione nel sacramento della penitenza – che aprirebbe la strada al sacramento eucaristico – può essere accordata solo a quelli che, pentiti di aver violato il segno dell’Alleanza e della fedeltà a Cristo, sono sinceramente disposti ad una forma di vita non più in contraddizione con l’indissolubilità del matrimonio. Il divieto della comunione ai divorziati risposati conferma ed è conseguenza del dogma dell’indissolubilità del matrimonio. Tale violazione determina un permanere del peccato prima, durante e dopo il Sacramento della Riconciliazione, che non può essere sciolto con una diversa forma di penitenza intesa come una “compensazione riparatoria”, prima o dopo il nuovo matrimonio. Lo stesso argomento in dettaglio: Matrimonio canonico.