Il mio Padre Nostro PDF

La registrazione coincise il mio Padre Nostro PDF la nascita del primo e unico figlio di Lucio, Luca: questo evento fece supporre che il nome all’album e l’omonima canzone si riferissero al “Nostro caro figlio”. In realtà, come ha dichiarato Mogol, il testo del brano Il nostro caro angelo ha un significato critico nei confronti della Chiesa cattolica.


Författare: Giorgio Rovesti.

Tra i brani inclusi c’è da notare il ripescaggio di Prendi fra le mani la testa, brano scritto da Battisti e Mogol nel 1967 per Riki Maiocchi, che fino a quel momento Battisti non aveva mai interpretato. La surreale copertina del disco venne considerata all’epoca decisamente eccentrica, al limite dello scandalo. Secondo successive interpretazioni, intendeva sensibilizzare il pubblico su temi cari al duo Battisti-Mogol come l’ecologia e la salvaguardia delle tradizioni. Tutti i brani sono di Mogol-Battisti.

Lo stesso argomento in dettaglio: La collina dei ciliegi. Mogol l’opportunità di accusare l’industria pubblicitaria. Musicalmente il brano è un’allegra canzone rock dal ritmo molto sostenuto, che fa da contraltare alla serietà del testo. La canzone della terra a livello musicale rappresenta un’eccezione all’interno del disco, e preannuncia le sonorità del successivo album Anima latina. Il testo è una descrizione dell’immutabile ripetersi della vita di campagna in una famiglia patriarcale del passato, dove la vita è scandita dalle volontà del capofamiglia. Iniziando dalla sera con il ritorno dalla campagna, si passa alla cena, alla notte trascorsa al fianco della donna, fino al lavoro nei campi la mattina dopo. Ne Le allettanti promesse Battisti ed un coro “dialogano”, alternandosi ed interpretando una strofa ciascuno.

Le strofe cantate dal coro sono accompagnate dal sintetizzatore, mentre quelle cantate da Battisti da basso, chitarra ed accenni di chitarra elettrica. Sebbene non venga detto esplicitamente, nel testo di Io gli ho detto no il protagonista è probabilmente un uomo bisessuale. Secondo il critico Renzo Stefanel, la canzone è una delicata storia priva di ogni moralismo, che vuole suggerire la pari dignità di ogni amore per l’autore, che si contrappone così nettamente ai pregiudizi beceri e maschilisti di Le allettanti promesse. Musicalmente il brano è una ballata condotta da pianoforte elettrico, basso e congas, con un arrangiamento calmo ma allo stesso tempo deciso e drammatico.

Lo stesso argomento in dettaglio: Prendi fra le mani la testa. Con Prendi fra le mani la testa Battisti ripesca un brano che aveva scritto anni prima ma non aveva mai interpretato: infatti era stato scritto nel 1967 per Riki Maiocchi, che lo incise e lo interpretò anche al Festivalbar e al Cantagiro. L’ultima traccia dell’album è un brano lungo e composto da diversi momenti musicali. La vicenda raccontata dal testo si svolge su due diversi piani temporali: nel presente il protagonista non riesce più a riconoscere la propria compagna, che è diventata arida e protettiva, trovandosi rinchiuso in un “inferno rosa”.

URL consultato il 26 luglio 2012. URL consultato il 29 luglio 2012. Intervista di Claudio Bernieri a Mogol, in Claudio Bernieri – Non sparate sul cantautore, 1978, edizioni Mazzotta, Milano, pag. URL consultato il 17 luglio 2013. Gianfranco Salvatore, Mogol-Battisti, l’alchimia del verso cantato. URL consultato il 28 dicembre 2010.

Renzo Stefanel, Ma c’è qualcosa che non scordo. Questa pagina è stata modificata per l’ultima volta il 6 feb 2019 alle 11:11. Vedi le condizioni d’uso per i dettagli. Questa raffigurazione della dea è probabilmente l’immagine più bella tramandataci dall’antichità e deve il suo nome al fatto che era presente sulle monete di Cnido.