Il nemico intimo. Perdita e recupero dell’identità sotto la dominazione coloniale PDF

Il nemico intimo. Perdita e recupero dell’identità sotto la dominazione coloniale PDF autori e personaggi politici hanno dato luogo ad diverse letture circa il fenomeno dell’unificazione italiana, spesso con prospettive ed esito differente, ma accomunate dall’essere alternative rispetto a quelle della storiografia risorgimentale consolidata. Le reinterpretazioni degli eventi non hanno un’unica origine e si muovono lungo diversi filoni di ricerca.


Författare: Ashis Nandy.

Subito dopo quella meraviglia della tecnologia moderna nota come Seconda guerra mondiale e fors’anche quel moderno incontro tra culture noto come Vietnam, è diventato evidente che la pulsione al dominio sugli uomini non è semplicemente un effetto collaterale di un’economia politica difettosa, ma anche di un mondo che crede nell’assoluta superiorità dell’umano sul non-umano e il sub-umano, del maschile sul femminile, dell’adulto sul bambino, dello storico sull’astorico, e del moderno (o progressivo) sul tradizionale o selvaggio.” Da questa considerazione – tratta dalla prefazione della sua opera più importante, proposta qui per la prima volta in traduzione italiana e arrichita da un’introduzione di Stefano Mercanti – lo psicanalista indiano Ashis Nandy prende le mosse per analizzare i presupposti e le conseguenze storiche e psicologiche della colonizzazione nella duplice prospettiva dei dominatori e dei dominati. Rompendo con la tradizione, l’autore indaga gli effetti del plurisecolare colonialismo britannico sulla società indiana ed evidenzia come il movimento di Ghandi, proponendo un modello di società e di democrazia basata sulla ricchezza di tradizioni che costituiscono il patrimonio storico e l’identità dell’India, abbia saputo resistere e costituire una delle risposte più efficaci al condizionamento culturale imposto dai colonizzatori.

Giacinto de’ Sivo, membro della Commissione per l’istruzione pubblica e consigliere d’Intendenza della provincia di Terra di Lavoro del Regno delle Due Sicilie. Vidi in quella mia detenzione andar prigioni personaggi insigni per grado ed età: vescovi, generali, magistrati, principi e duchi: chè l’incubo della reazione accecava i liberatori. Vidi camorristi menar prigione un galantuomo, cui avean derubato il danaro in tasca, e incolparlo di lacerare i decreti del Garibaldi dalle mura. Rilasciato dopo alcune settimane, venne nuovamente arrestato il 1º gennaio 1861.