Il paravento di lacca PDF

Vienna, è stata la sede della casa imperiale d’Asburgo dal 1730 al 1918. Brunn, ossia “bella fonte”, da cui il nome, il paravento di lacca PDF è attorno a questa fonte, secondo la tradizione, che si sarebbe costituito poi il castello intero. La residenza di caccia che sorgeva prima della costruzione dell’attuale castello in un’incisione del 1672. L’area corrispondente all’attuale palazzo viene per la prima volta menzionata nel 1311 col nome di Khattermühle, e qui sorgevano molti mulini.


Författare: Robert Van Gulik.

L’8 ottobre 1569 l’imperatore Massimiliano II acquisì l’intera proprietà di modo da utilizzarla come propria riserva di caccia. Egli colse anche l’occasione in una parte separata della grande proprietà per installarvi un primitivo zoo con uccelli esotici e i primi pavoni che approdarono a Vienna. Rodolfo II si preoccupò solo di mantenere la proprietà che divenne riserva di caccia per il suo erede, l’imperatore Mattia. La struttura venne danneggiata nel 1683 nel corso dell’attacco dei Turchi a Vienna, a tal punto che risultò inagibile. Fu Eleonora Gonzaga-Nevers, vedova di Ferdinando III che chiese di restaurare l’area, ma morì nel 1687, poco dopo l’inizio dei lavori. Il progetto definitivo del castello approvato nel 1696.

Fu proprio a partire dal 1687 che il successore al trono Leopoldo I predispose l’edificazione di una nuova residenza per il figlio Giuseppe I. Nel 1688 l’architetto Johann Bernhard Fischer von Erlach presenta il “progetto Schönbrunn I” che nelle intenzioni del progettista avrebbe dovuto oscurare la Reggia di Versailles in Francia. La fase attuativa, i cui lavori incominciarono nel 1696, si concretizzò tuttavia in un progetto meno ambizioso che si basava in gran parte sulle strutture già esistenti. I lavori si bloccarono più volte a causa delle guerre di successione in Austria e nel 1705 ancora il castello non aveva preso una forma definitiva. Vennero chiamati molti intagliatori per costituire le basi del castello che venne fondato con la tipica “pietra dell’Imperatore”, una dura pietra gialla, assai adatta a questo particolare scopo. Fu l’imperatore Carlo VI a riprendere vivo interesse per il castello di Schönbrunn, intendendolo destinare a residenza estiva della famiglia imperiale, uso al quale rimase destinato sino al crollo della monarchia asburgica nel 1918. All’epoca di Maria Teresa risale anche la maggior parte degli interni, che andarono proprio a fornire le basi per la crescita e lo sviluppo del rococò austriaco di cui oggi rappresentano a ogni modo uno degli esempi più rilevanti.

Al fianco della residenza venne inoltre aperto dal 1747 il teatro di corte che ospitò tra l’altro rappresentazioni di Joseph Haydn e Wolfgang Amadeus Mozart con conduttori gli stessi compositori. Attorno al 1765 Johann Ferdinand Hetzendorf von Hohenberg, rappresentante del primo neoclassicismo, apportò gli ultimi cambiamenti alla struttura voluti da Maria Teresa dopo la morte del marito Francesco Stefano di Lorena. Nel 1780 si conclusero i lavori, poco prima della morte di Maria Teresa, da questo momento il castello non sarà più abitato fino ai primi dell’Ottocento. Il palazzo tra il 1890 e il 1900. Tra il 1805 e il 1809, Napoleone Bonaparte prese residenza al castello di Schönbrunn.

A partire dal 1817 e per successivi due anni, si hanno alcuni interventi architettonici che dettero l’attuale aspetto al castello. Al termine della proprietà imperiale della struttura, parte di essa divenne una scuola per quasi 350 bambini, molti dei quali erano orfani di guerra o le loro famiglie non erano in grado di sostenere le spese di pagamento di un precettore. Durante la guerra, nel 1945, la Gloriette e il palazzo vennero danneggiati dalle bombe degli alleati. Il castello divenne quindi quartier generale locale delle truppe russe e poi inglesi, il che consentì nello stesso tempo un rapido restauro dei danni causati dal conflitto. Nel 1948 parte del castello divenne già accessibile e aperta al pubblico.

Attualmente il palazzo di Schönbrunn conta 1. 190 sono aperte oggi al pubblico in forma di museo, con una stima annuale di 1,5 milioni di turisti approssimativi. Il parco e le strutture annesse al grande palazzo contano invece circa 5,2 milioni di turisti all’anno. Gli interni del castello non servivano solo come abitazione della famiglia imperiale, bensì furono costruiti con scopi di rappresentanza e di luogo di esposizione per le numerose feste e cerimonie, che doveva rappresentare il simbolo e rafforzare il prestigio della monarchia. A questo scopo vennero ingaggiati molti artisti famosi e rinomati artigiani, che arredassero gli spazi con l’eleganza di quei tempi. Nel lato occidentale del 1º piano si trovano gli appartamenti risalenti al XIX secolo dell’imperatore Francesco Giuseppe e dell’imperatrice Elisabetta.