Il rischio putativo PDF

Ad esempio se Tizio, durante una parata, lancia una bomba sulla strada allo scopo di uccidere un capo di Stato, sa perfettamente che l’esplosione potrà uccidere o il rischio putativo PDF anche altre persone, oltre al suo bersaglio. Tuttavia, pur di raggiungere il suo scopo, lo fa lo stesso.


Författare: Simone Vernizzi.

Il volume tratta i seguenti argomenti: profilo storico-comparatistico; Alea, rischio putativo e d assicurazione; il rischio putativo quale valido presupposto del contratto di assicurazione; rischio putativo ed assicurazione retroattiva; rischio putativo, assicurazione retroattiva e vendita su documenti di merci in viaggio; rischio putativo ed assicurazione della responsabilità civile: le clausole claims made e la cosiddetta “ripresa del passato”; alcune considerazioni conclusive.

L’agente decide di agire “costi quel che costi”, accettando sia il rischio del verificarsi dell’evento, sia le sue eventuali ulteriori conseguenze. Nella preterintenzione, l’agente vuole cagionare un danno, ma non così grave come quello che in effetti si realizza in concreto. Un esempio è dato da Tizio che guida a tutta velocità la macchina e si rappresenta la possibilità di incidente, ma continua a correre fiducioso nella sua abilità di guidatore e convinto che ciò non si verificherà. Ad esempio Tizio spara a Caio volendo indifferentemente ferirlo o ucciderlo. Tizio si rappresenta come conseguenza della sua azione più eventi tra loro incompatibili. URL consultato il 18 dicembre 2016. URL consultato il 14 dicembre 2016.

Questa pagina è stata modificata per l’ultima volta il 27 nov 2018 alle 14:56. Vedi le condizioni d’uso per i dettagli. L’istituto della colpa è abitualmente inserito, nell’ambito del diritto penale nella trattazione dell’elemento soggettivo del reato, essendo collegata al problema del disvalore e della illiceità della cosiddetta “volontà colpevole”. Il Codice Rocco all’articolo 42 comma secondo recita: “Nessuno può essere punito per un fatto preveduto dalla legge come delitto, se non l’ha commesso con dolo, salvi i casi di delitto preterintenzionale o colposo espressamente preveduti dalla legge”. Il secondo dei requisiti individuati viene di volta in volta sussunto nell’ambito della cosiddetta colpevolezza colposa ovvero del fatto tipico colposo, da taluni ritenuto strutturalmente diverso rispetto a quello doloso. La colpa è una tecnica di imputazione soggettiva del reato: si può considerare quindi, un elemento della colpevolezza. Questo caso viene denominato come “colpa cosciente” ed integra altresì l’aggravante preveduta all’art.

Si propende però per la soluzione negativa, essendo la prospettazione dell’evento inidonea a integrare il concetto di coscienza e volontà che il dolo sottende. Perché il reato sia doloso, infatti, è necessaria la integrale coscienza e volontà di tutti gli elementi positivi e negativi del fatto stesso. Secondariamente la colpa presenta un elemento “positivo”: la condotta negligente, imprudente ovvero connotata da imperizia. La diligenza rilevante è costruita per relazione con alcune particolari fonti: da un lato la negligenza in senso stretto, l’imprudenza e l’imperizia, dall’altro l’inosservanza di leggi, regolamenti, ordini o discipline. La funzione delle regole è quella di risolvere ex ante situazioni di potenziale conflitto di interesse fra beni tutelati.

La colpa, quale atteggiamento soggettivo, pervade la condotta, che generalmente è involontaria. Nel caso la condotta sia voluta, il problema si sposta sul piano dell’evento contemplato dal fatto tipico. Nel caso la coscienza dell’intenzionalità della condotta o dell’evento siano viziate da un errore sul fatto, come già detto, non potrà contestarsi il dolo, sibbene la colpa. Recentemente, allo scopo di limitare i casi di responsabilità oggettiva, si è fatto rientrare nella colpa anche la semplice “prevedibilità” dell’evento. All’agente può essere rimproverato il fatto di aver cagionato un evento che, con più attenzione, avrebbe potuto prevedere e poi evitare. Evento evitabile dall’agente tramite una condotta differente. La colpa si dice propria nella la maggior parte dei casi, nei quali è riscontrabile la maggiore caratteristica della colpa in sé, la non volontà dell’evento.