Il teatro che arriva al cuore PDF

Il nome della rosa è un romanzo scritto da Umberto Eco ed edito per la prima volta da Bompiani nel 1980. Già autore di numerosi saggi, il semiologo decise di scrivere il suo primo romanzo, cimentandosi nel genere del giallo storico e in particolare del giallo deduttivo. Il romanzo ha ottenuto un vasto successo di critica e di pubblico, venendo tradotto in oltre 40 lingue il teatro che arriva al cuore PDF oltre 50 milioni di copie in trent’anni. Il 16 agosto 1968 mi fu messo tra le mani un libro dovuto alla penna di tale abate Vallet, Le manuscript de Dom Adson de Melk, traduit en francais d’après l’édition de Dom J.


Författare: Franco Pollini.

La Stagione di Teatro ragazzi del Teatro Bonci di Cesena compie 30 anni: iniziata nel 1980 con quattro spettacoli e duemila ragazzi, raggiunse nell’arco di qualche anno una dimensione e un’importanza insperate, per estensione territoriale e partecipazione. Una fitta rete di relazioni produttive, culturali e organizzative è stata tessuta, con ragazzi e insegnanti, istituzioni scolastiche e amministrazioni comunali, compagnie teatrali nazionali e locali, artisti e musicisti. In 30 anni più di cinquecentomila presenze, un migliaio di titoli, quindicimila viaggi per trasportare i ragazzi dalle scuole a teatro e da teatro alle scuole, ma soprattutto la costruzione di un’occasione senza precedenti, per trasformare il Teatro e la sua cultura, per formare un pubblico, per favorire la crescita culturale e sociale dei ragazzi. “Il Teatro che arriva al cuore” è un volume di testimonianze, interviste, fotografie, immagini, repertori, i segni visibili e documentabili, la memoria sedimentata che segnala i ricordi e le emozioni che nel cuore dei ragazzi, degli spettatori della Stagione sono conservati per sempre.

Nel prologo, l’autore racconta di aver letto durante un soggiorno all’estero il manoscritto di un monaco benedettino riguardante una misteriosa vicenda svoltasi in età medievale in un’abbazia dell’Italia settentrionale. Guglielmo da Baskerville, un frate francescano inglese, e Adso da Melk, suo allievo, si recano in un monastero benedettino di regola cluniacense sperduto sui monti dell’Italia settentrionale. Nonostante la quasi totale libertà di movimento concessa all’ex inquisitore, altre morti violente si susseguono: quella di Venanzio, giovane monaco traduttore dal greco e amico di Adelmo, e quella di Berengario, aiutante bibliotecario alle cui invereconde profferte aveva ceduto il giovane Adelmo. La situazione è complicata dall’arrivo dell’inquisitore Bernardo Gui, che trova la fanciulla insieme a Salvatore e prende spunto dalla presenza di un gallo nero, che la ragazza affamata avrebbe voluto mangiare, per accusarli di essere cultori di riti satanici e responsabili delle misteriose morti. Aymaro da Alessandria fa alcune allusioni e Adso medita sulla santità e sullo sterco del demonio.

Terzo giorno da laudi a prima. Abate, Guglielmo ha alcune idee mirabolanti per decifrare l’enigma del labirinto, e ci riesce nel modo più ragionevole. Protagonisti Guglielmo da Baskerville, frate francescano, già inquisitore, si reca al monastero in cui si svolge la vicenda dietro richiesta dell’imperatore, in qualità di mediatore fra il Papato, l’Impero e l’ordine francescano nell’ambito di un incontro che si terrà nell’abbazia. Adso da Melk, novizio benedettino al seguito di Guglielmo, è la voce narrante della storia. Come il maestro ricorda Sherlock Holmes, così Adso richiama nel nome e nel rango il suo assistente Dottor Watson.

Entrambi inoltre sono narratori in prima persona dei fatti loro accaduti. Jorge da Burgos, a conoscere i segreti della biblioteca. Jorge da Burgos, anziano cieco, profondo conoscitore dei segreti del monastero e in passato bibliotecario. Adelmo da Otranto, miniatore e primo morto.

Alinardo da Grottaferrata, il più anziano dei monaci e per il suo comportamento considerato da tutti affetto da demenza senile ma si rivela utile alla risoluzione della vicenda. Bencio da Uppsala, giovane scandinavo trascrittore di testi di retorica e nuovo aiuto-bibliotecario. Berengario da Arundel, aiuto bibliotecario dell’abbazia. Venanzio da Salvemec, traduttore dal greco e dall’arabo, conoscitore dell’antica Grecia e devoto di Aristotele.