Il vascello di Ishtar PDF

Questa è una voce di qualità. 4,6, è l’oggetto naturale più luminoso nel cielo notturno dopo la Luna e per questo motivo è conosciuto fin dall’antichità. Classificato come un il vascello di Ishtar PDF terrestre, a volte è definito il “pianeta gemello” della Terra, cui è molto simile per dimensioni e massa. Tuttavia per altri aspetti è piuttosto differente dal nostro pianeta.


Författare: Abraham Merritt.

John Kenton, appena tornato a New York dall’esperienza devastante della Prima guerra mondiale, riceve uno strano oggetto rinvenuto durante una campagna di scavi in Medio Oriente: un blocco di pietra al cui interno è custodito un piccolo vascello di gemme intagliate. Kenton non lo sa ancora, ma il manufatto è uno stargate, la soglia per un’altra dimensione, un mondo dove il suo coraggio dovrà scontrarsi con l’acciaio delle spade e la potenza di ancestrali divinità in lotta, e in cui ritroverà la voglia di vivere sperimentando la passione di un amore fuori dal tempo. Questo volume contiene la prima versione de Il vascello di Ishtar, pubblicata originariamente nel 1926 e inedita in Italia. Il romanzo è accompagnato dalle illustrazioni originali dell’epoca e da un ricco corredo di apparati critici (introduzione di Gianfranco De Turris e Sebastiano Fusco, saggio di Andrea Scarabelli, nota biografica dell’autore di Maria Ceraso, glossario mitologico).

Venere è avvolto da uno spesso strato di nubi altamente riflettenti, composte principalmente di acido solforico, che impediscono la visione nello spettro visibile della superficie dallo spazio. Lo stesso argomento in dettaglio: Osservazione di Venere. Poiché il pianeta si trova vicino al Sole, può essere visto di solito soltanto per poche ore e nelle vicinanze del Sole stesso: durante il giorno la luminosità solare lo rende difficilmente visibile. L’orbita del pianeta è interna a quella della Terra, quindi lo si vede muoversi alternativamente a est e a ovest del Sole. L’eclittica sull’orizzonte è un fattore molto importante per la visibilità di Venere.

Fasi di Venere ed evoluzione del suo diametro apparente. Immagini riprese dall’Osservatorio Europeo Australe nel 2004. Similmente alla Luna, la porzione di superficie visibile dalla Terra non risulta completamente illuminata e la variazione di illuminazione nel corso dell’orbita genera delle fasi. Al variare delle fasi varia anche il diametro apparente e la luminosità percepita da un osservatore sulla Terra. La Terra è posizionata al centro del diagramma e la curva rappresenta la posizione relativa di Venere in funzione del tempo. Il percorso effettuato da Venere e osservato dalla Terra ha una forma molto particolare dovuta alla risonanza orbitale di circa 13:8. Conosciuto probabilmente già nella preistoria, Venere fu osservato poi da tutte le culture antiche come quella dei babilonesi che lo chiamarono Ištar, in onore della dea dell’amore, dell’erotismo e della guerra.

Fu Galileo Galilei il primo a studiare Venere, osservandolo con il suo cannocchiale. Nel 1677 Edmond Halley suggerì di misurare la distanza Terra-Sole con osservazioni da diversi luoghi della Terra, in particolare in occasione dei transiti di Venere. Successive spedizioni in vari luoghi del mondo permisero di misurare la parallasse del Sole in 8,85 secondi d’arco. Lo spesso strato di nubi e l’alta luminosità del pianeta hanno costituito un serio ostacolo nell’individuazione del periodo di rotazione del pianeta.

Dunham mediante osservazioni spettroscopiche nell’infrarosso scoprirono linee di assorbimento del carbonio che permisero di ipotizzare che l’anidride carbonica fosse predominante nell’atmosfera venusiana. Nel 1961, durante una congiunzione, il periodo di rotazione di Venere fu misurato con il radiotelescopio di Goldstone, in California, anche se fu confermato definitivamente il suo moto retrogrado solo nel 1964. Lo stesso argomento in dettaglio: Transito di Venere. Immagine amatoriale di Venere nel transito del 2004. Chiaramente visibile l’alone analogo a quello osservato da Lomonosov nel 1761. Un transito di Venere è un evento molto raro e avviene quando il pianeta si interpone fra la Terra e il Sole, oscurandone una piccola parte del disco.