In fieri. Ricerche di linguistica italiana PDF

The Sponsored Listings displayed above are served automatically by a third party. Neither the service provider nor the domain owner maintain any relationship with the advertisers. Töcc i òmen e fómne i nàs lìberi e compàgn in dignità e derécc. Töcc i gh’à la resù e in fieri. Ricerche di linguistica italiana PDF cosciènsa e i gh’à de comportàs i ügn ‘nvèrsa i óter cóme s’i födèss fradèi.


Författare: .

on questo primo volume si inaugura una serie di pubblicazioni biennali in collaborazione con l’ASLI, Associazione per la Storia della Lingua Italiana. Obiettivo, dare spazio ai dottorandi di linguistica italiana e alle loro ricerche in corso.

Il bergamasco è derivato dal latino volgare innestato sulla precedente lingua celtica parlata dai Galli. I parlanti il lombardo occidentale e altre lingue gallo-italiche lo ritengono poco comprensibile poiché, nonostante alcune somiglianze lessicali e morfologiche, possiede una fonetica molto stretta e diversa da quella di lingue e dialetti circostanti. Il dialetto bergamasco è stato a lungo oggetto di studio, di commenti e di confronti con l’italiano e con altri dialetti. Vari autori l’hanno dileggiato riducendolo, in maniera superficiale, a parlata macchiettistica esclusiva della gente più incolta e umile. Enter l’ora del vesper, ciò fu del mes d’ochiover. Espressione idiomatica tipica del bergamasco è pòta, termine di origine triviale, usato oggi come esclamazione principalmente per esprimere senso di rassegnazione davanti all’inevitabile.

Il dialetto bergamasco ha origini antiche, è attestato nel Basso Medioevo da diversi atti di transazioni private, ma anche da alcuni componimenti poetici fatti risalire alla prima metà del XIII secolo. E fì senorzat da Peter e incalzat da Martì, cola pena mal temprata no po fì bona letra. Zerbini, Note storiche sul dialetto bergamasco ex B. Tra i componimenti poetici sono ricordati un Decalogo e una Salve Regina di chiara ispirazione religiosa contenuti in codici del tutto analoghi per struttura e forma ad altri duecenteschi.

A morsis per salvar la zent. Tra le principali varianti del dialetto si possono annoverare quelle della Valle Imagna, della Valle Seriana, della Valle Brembana, della Valle di Scalve e della Valle San Martino. Una variante particolare del bergamasco è il Gaì, peraltro ritenuto un linguaggio di classe in quanto “espressione linguistica di gruppi sociali emarginati”. A seguito delle migrazioni del XIX e XX secolo, il dialetto bergamasco è parlato anche in varie comunità del sud del Brasile, ad esempio nel municipio di Botuverá. Tra i diversi studiosi che si sono dedicati al dialetto bergamasco si distingue per la qualità della propria produzione letteraria Antonio Tiraboschi il cui vocabolario, sempre attuale, è il più completo mentre le sue ricerche etno-letterarie, sono essenziali per la comprensione della comunità orobica.

Colui che conferì veramente al bergamasco dignità letteraria fu Giovanni Bressani, nonostante prima di lui fossero stati composti in vernacolo alcuni testi religiosi come il Salutatio ad Virginem Maria e il Decalogo, entrambi del XIII secolo, o l’Exclamatio ad virginem Maria di un certo Giacomo Vavassori da Verdello del XIV secolo. Molti autori nel 1600 produssero pregevoli traduzioni in dialetto di opere che avevano avuto un grande successo come fece Alberto Vanghetti, nel 1655, con l’Orlando furioso dell’Ariosto. Ma il capolavoro delle traduzioni seicentesche, e non solo, di un’opera celebre nel dialetto bergamasco è da considerarsi Il Goffredo del signor Torquato Tasso travestito alla rustica bergamasca da Carlo Assonica dottor ossia la Gerusalemme Liberata tradotta da Carlo Assonica nunzio di Bergamo a Venezia. Al segn de quel teribel orchesù.