In simbiosi con la natura PDF

La pittura è l’arte che consiste nell’applicare dei pigmenti a un supporto per lo più bidimensionale, come la carta, la tela, la ceramica, il legno, il vetro, una lastra metallica o una parete. Chi dipinge è detto pittore o pittrice, mentre il prodotto è detto dipinto. In simbiosi con la natura PDF risultato è un’immagine che, a seconda delle intenzioni dell’autore, esprime la sua percezione del mondo o una libera associazione di forme o un qualsiasi altro significato, a seconda della sua creatività, del suo gusto estetico e di quello della società di cui fa parte. La pittura gode di un posto di primo piano su tutte le arti.


Författare: Elena Beltrametti.

Quale opera bidimensionale non necessita di particolari sforzi per essere percepita: basta guardarla frontalmente, a differenza di una scultura che si esprime su tre dimensioni, per non parlare della maggiore complessità delle architetture. Ciò significa anche una immensamente maggiore fruibilità, si pensi alla semplice economicità delle riproduzioni fotografiche di pittura, che possono circolare con estrema facilità, impossibile, per adesso, per le opere d’arte tridimensionali. Esistono molti tipi di tecniche pittoriche, che si differenziano sia per i materiali e gli strumenti usati sia per le superfici sulle quali è eseguita l’opera. Le prime superfici sulle quali l’uomo realizzò primitive forme d’arte pittorica, geometrica e figurativa, furono le pareti di una caverna oppure di una casa o di un tempio. Nel Medioevo il supporto preferito dai pittori era la tavola di legno, per poi passare con il tempo alla tela, con la quale si ovviò al problema del peso e della relativa instabilità del pannello ligneo.

Altri supporti possono essere: la carta, il metallo, il vetro, la seta, una parete e qualunque altra superficie in grado di mantenere in modo permanente il colore. Sulle pareti abbiamo l’affresco, il murale, il graffito e l’encausto. Su tavola abbiamo la pittura a tempera, i colori ad olio ed i colori acrilici. Su carta abbiamo il pastello, la pittura a tempera, l’acquerello e il guazzo o gouache. Su tela abbiamo la tempera, la pittura ad olio e la pittura acrilica.

Su ceramica abbiamo le pitture vascolari con ossidi e fondenti. Su seta ed altre stoffe abbiamo il batik, lo Shibori, il Serti e l’acquerello. Nell’esecuzione di opere pittoriche, poi, oltre ad una vasta gamma di superfici e di colori . Lo stesso argomento in dettaglio: Pittura a olio. La pittura ad olio fa la sua comparsa solo verso la metà del secolo XV, nella regione delle Fiandre.

Lo stesso argomento in dettaglio: Storia della pittura. I dipinti più antichi sono stati rinvenuti nella Grotta Chauvet in Francia: la loro realizzazione è databile a circa 32. Sono realizzati con ocra rossa e pigmento nero, e mostrano cavalli, rinoceronti, leoni, bufali e mammut. Escludendo il caso delle avanguardie novecentesche, dove sono entrati in gioco tutt’altri valori. Ranuccio Bianchi Bandinelli e Mario Torelli, L’arte dell’antichità classica, Etruria-Roma, Utet, Torino 1976, pag. Questa pagina è stata modificata per l’ultima volta il 6 dic 2018 alle 18:27.

Vedi le condizioni d’uso per i dettagli. Il parassita è privo di vita autonoma e dipende dall’ospite a cui è più o meno intimamente legato da una relazione anatomica e fisiologica obbligata. Il parassita ha una struttura anatomica e morfologica semplificata rispetto all’ospite. Il ciclo vitale del parassita è più breve di quello dell’ospite e si conclude prima della morte dell’ospite. Il parassita ha rapporti con un solo ospite che invece può avere rapporti con più parassiti. Il concetto di parassita differisce da quello di parassitoide che, a differenza del parassita propriamente detto, termina il suo ciclo vitale oppure la fase parassitica del suo ciclo vitale causando la morte dell’ospite. Per esempio questo comportamento si riscontra in molti insetti ausiliari le cui fasi giovanili si svolgono a spese di un ospite che viene ucciso al termine del ciclo di sviluppo.

Il concetto di parassita differisce anche da quello di predatore che è dotato di vita autonoma, ha spesso una struttura morfoanatomica più complessa, ha rapporti con più vittime e, nel rapporto trofico, causa in genere la morte della vittima. Infine il parassita non va identificato a rigore con il fitofago in senso lato: molti insetti fitofagi sono comunemente considerati parassiti delle piante. Il parassitismo è una forma associativa molto diffusa, tanto che si può affermare che nessuna specie ne sia immune. Il parassita può essere un microrganismo, un vegetale o un animale. Nella scala evolutiva non necessariamente il parassita s’identifica in un organismo primitivo rispetto all’ospite.