Insegnare con i concetti educazione alla cittadinanza PDF

L’espressione “ambiente di insegnare con i concetti educazione alla cittadinanza PDF” è oggi molto usata nel lessico delle scienze dell’educazione. La sua diffusione è avvenuta in concomitanza con il cambiamento di prospettiva che, da un ventennio a questa parte, è stato registrato in campo psico-pedagogico.


Författare: Martino Mattei.

Che cosa significa essere cittadini, oggi? Quali sono gli orizzonti entro cui collocare il discorso relativo all’Educazione alla Cittadinanza? Quali itinerari formativi e quali percorsi didattici sono prefigurabili nell’ambito scolastico? La disciplina oggetto del volume è atipica: una “Educazione”: essenziale quanto alla sua importanza formativa, eppur marginale quanto a requisiti curricolari come tempi d’insegnamento e valutazione. Se si aggiunge e l’eterogeneità delle scienze di riferimento, le difficoltà per l’insegnante di Educazione alla Cittadinanza sono evidenti. Il volume, nella prima parte, affronta queste tematiche a partire da una ricognizione dei vari approcci che si qualificano, fra gli altri, per l’orientamento improntato alle dimensioni cognitiva e affettiva dello sviluppo personale. Mette così a fuoco i contenuti propri di una Educazione alla Cittadinanza attraverso i campi dell’economia, della politica e del diritto. Passa poi a delineare un modello di progettazione dell’intervento didattico capace di motivare allo studio e, al contempo, di dotare gli alunni degli strumenti necessari ad elaborare la conoscenza dei fondamenti delle organizzazioni sociali e istituzionali. Nella seconda parte vengono offerti percorsi formativi in una prospettiva interdisciplinare e di continuità tra gli ordini di scuola del primo ciclo, articolati in Unità didattiche provate sul terreno, rappresentate in dettaglio lungo tutti i passaggi che vanno dalla programmazione fino alle singole fasi di lavoro d’aula, precisando le strategie e le singole mosse delle attività, dei metodi, dei raggruppamenti degli alunni e delle procedure di valutazione. Si tratta di proposte fondate su una metodologia che, dando inizialmente rilevanza alle esperienze più vicine agli studenti, li guida gradualmente all’esplorazione e alla comprensione di ambiti e problemi di portata sociale.

Il termine ambiente, dal latino ambire “andare intorno, circondare”, potrebbe dare l’idea degli elementi che delimitano i contorni dello spazio in cui ha luogo l’apprendimento. Possiamo pertanto provare a definire l’ambiente di apprendimento come un contesto di attività strutturate, “intenzionalmente” predisposto dall’insegnante, in cui si organizza l’insegnamento affinché il processo di apprendimento che si intende promuovere avvenga secondo le modalità attese: ambiente, perciò, come “spazio d’azione” creato per stimolare e sostenere la costruzione di conoscenze, abilità, motivazioni, atteggiamenti. Le conclusioni dello studio indicano che in tutti gli stati membri c’è una forte Tendenza ad integrare nella didattica le tecnologie informatiche, considerate come chiave di volta per raggiungere gli obiettivi europei di istruzione nella società della conoscenza, anche in vista di un apprendimento che duri tutta la vita e di un adattamento generale alle esigenze della società. In questa sede, dello studio europeo ci interessa la definizione di “ambiente di apprendimento”, che mette in risalto una forte valenza sociale e razionale. L’ambiente è descritto come quell’insieme di situazioni educative caratterizzate da attività che coinvolgono insegnanti e allievi all’interno di una cornice di riferimento che comprende un notevole numero di componenti, costituite da risorse e regole.

Gli ultimi due punti ci introducono all’interno del vero e proprio scolastico, inteso come ambiente di apprendimento. Infine, acquistano importanza le caratteristiche degli attori coinvolti, in ordine alle loro motivazioni e alle conoscenze e abilità possedute. Lo studio europeo ci è stato utile nel fornire un quadro di riferimento che ingloba i vari elementi costituenti l’ambiente di apprendimento. Dobbiamo però a questo punto esaminare le implicazioni per la pratica didattica di un quadro siffatto. Nella parte delle Indicazioni relativa alla scuola dell’infanzia l’ambiente ì visto come “contesto di relazione, di cura e di apprendimento, nel quale possono essere filtrate, analizzate ed elaborate le sollecitazioni che i bambini sperimentane nelle loro esperienze”. Gli aspetti relazionali e comunicativi sono posti in risalto e costituiscono lo sfondo su cui si stagliano gli altri elementi.

Il “clima” più favorevole appare quello improntato all’ascolto, che favorisce le relazioni interpersonali e consente la necessaria attenzione ai bisogni di ciascun bambino, alla cura dell’ambiente, dei gesti e delle cose. Viene ribadito che la vita di relazione deve essere caratterizzata da ritualità e condivisione serene che incoraggino il bambino ad essere a proprio agio nell’ambiente scolastico e a prendersene cura. Nella scuola del primo ciclo l’ambiente è visto come “un contesto idoneo a promuovere apprendimenti significativi e a garantire il successo, formativo per tutti gli alunni”. Emerge ancora l’idea di contesto e quindi della relazione tra i vari elementi che favoriscono l’apprendimento, e che rappresentano tanti “fili” intrecciati, “intessuti” appunto. In tal senso, si privilegia una didattica di tipo laboratoriale improntata all’operatività e ad una migliore interattività tra docente e allievi, con un uso di materiali che stimolino il “fare”, una gestione dei tempi più distesa, una creazione di situazioni variegate e motivanti per gli allievi, in cui i vari tipi di linguaggi possano integrarsi.

Valorizzare l’esperienza e le conoscenze degli alunni, per ancorarvi nuovi contenuti. Attuare interventi adeguati nei riguardi delle diversità, per fare in modo che non diventino disuguaglianze. Favorire l’esplorazione e la scoperta, al fine di promuovere la passione per la ricerca di nuove conoscenze. Promuovere la consapevolezza del proprio modo di apprendere, al fine di “imparare ad apprendere”. Realizzare percorsi in forma di laboratorio, per favorire l’operatività e allo stesso tempo il dialogo e la riflessione su quello che si fa. La schematizzazione ci è utile perché ci permette di esaminare meglio i principi psico-pedagogici che orientano la costruzione di un “ambiente di apprendimento” e il ruolo del docente nella sua predisposizione. Secondo la prospettiva della psicologia cognitivista l’apprendimento è un processo costruttivo: la conoscenza si costruisce, infatti, elaborando le informazioni provenienti dall’esterno e integrandole nelle strutture cognitive.