Introduzione alla probabilità e alla logica induttiva PDF

Uno dei primi filosofi a ricorrere a questo concetto fu Aristotele, il quale, attribuendo a Socrate il merito di averla scoperta, sosteneva che l’induzione introduzione alla probabilità e alla logica induttiva PDF, appunto, il procedimento che dai particolari porta all’universale. Per ottenere una conoscenza veramente fondata bisogna, tuttavia, scegliere questa seconda strada, facendo ricorso al sillogismo scientifico, a condizione però che esso parta da premesse vere e necessarie.


Författare: Ian Hacking.

Dalla teoria della decisione al bayesianismo, al concetto di frequenza: tutti gli aspetti della teoria delle probabilità, i rompicapo filosofici che solleva, le soluzioni tradizionali. Prendendo spunto dalla vita di ogni giorno, Ian Hacking formula esempi e attualizza l’argomento mostrandone le diverse declinazioni nei campi della psicologia, dell’ecologia, dell’economia, della bioetica, dell’ingegneria e delle scienze politiche.

Aristotele, nel termine medio del ragionamento stesso. Il termine medio qui è “animale” e costituisce di fatto la connessione necessaria tra i due estremi. In questo caso è ciò che solo rende possibile l’affermazione che tutti gli uomini sono mortali. Esso è la condicio sine qua non. Il termine medio qui è essere senza fiele ed è associato alla longevità solo nella conclusione. Questo significa che esso non serve a connettere proprio nulla, ma semplicemente è un fatto, un’osservazione a posteriori.

Per Aristotele l’induzione è soltanto un grado preparatorio di avviamento verso l’intuizione intellettuale, non essendovi un passaggio logico-necessario dai particolari all’universale. Per la sua incapacità di ottenere affermazioni scientificamente vincolanti a partire da singoli casi concreti, al processo induttivo venne negata ogni validità dalla logica metafisica. Il primo filosofo a discostarsi dall’auctoritas aristotelica, ritenuta ancora valida nel XVII secolo, fu Francesco Bacone. Egli sostenne che l’induzione doveva essere non per enumerazione, come quella aristotelica, ma per eliminazione.

Dopo Bacone, tuttavia, alla concezione di induzione come passaggio dal particolare all’universale si venne progressivamente sostituendo una concezione diversa, che definiva l’induzione come “inferenza ampliativa ma solo probabile”, laddove la deduzione era definita come un'”inferenza non ampliativa ma necessaria”. Sono state le riflessioni di David Hume, e poi dei positivisti Comte e John Stuart Mill, a mettere a punto progressivamente questa concezione. Hume in particolare obiettò che le leggi scientifiche da noi ritenute induttivamente giustificate sulla base dell’esperienza hanno in realtà un’origine soggettiva. Conclusione1: Il prossimo corvo che vedrò sarà probabilmente nero.