Isis. Lo Stato del terrore PDF

Il presidente degli USA George W. Bush usò l’espressione “guerra al terrore” per la isis. Lo Stato del terrore PDF volta il 20 settembre 2001. La svolta però avvenne con gli attentati dell’11 settembre. Il 20 settembre 2001, durante una sessione congiunta del Congresso, il Presidente George W.


Författare: Loretta Napoleoni.

Our enemy is a radical network of terrorists and every government that supports them. Our war on terror begins with al Qaeda, but it does not end there. It will not end until every terrorist group of global reach has been found, stopped and defeated. Il nostro nemico è una rete radicale di terroristi e ogni governo che li sostiene. La nostra guerra al terrore inizia con al-Qāʿida, ma non finisce lì. Non finirà fino a quando ogni gruppo terroristico di portata globale sarà trovato, fermato e sconfitto. 16 settembre 2001, Bush commentò: “Questa crociata, questa guerra al terrorismo durerà molto”.

Our nation is at war, against a far-reaching network of violence and hatred. Con il cambiamento di strategia dell’amministrazione Obama, la frase-slogan di “Guerra al terrore” è caduta in disuso, anche perché legata ai fallimenti del predecessore. We must define our effort not as a boundless “global war on terror”, but rather as a series of persistent, targeted efforts to dismantle specific networks of violent extremists that threaten America. Dobbiamo definire il nostro sforzo non come una illimitata “guerra globale al terrore”, ma come una serie di sforzi persistenti e mirati per smantellare specifiche reti di estremisti violenti che minacciano l’America. Sebbene la locuzione non sia stata usata ufficialmente dall’amministrazione del presidente Barack Obama, che gli preferisce “operazione di contingenza all’estero”, è ancora comunemente in uso da parte di politici, dei media e in particolari contesti, come nel caso della Medaglia di Servizio nella Guerra Globale al Terrore Statunitense.

Primo esito della nuova politica, le due invasioni dell’Afghanistan e dell’Iraq, hanno avuto scenari diversi, in quanto l’Afghanistan era noto quale paese ospitante le basi di al-Qāʿida, considerata responsabile degli attacchi suicidi sul suolo americano. Del tutto diverso invece lo scenario per l’attacco all’Iraq. L’Amministrazione americana all’epoca espresse su basi dottrinali la possibilità di perseguire i suoi nemici armati anche attraverso una guerra preventiva. Secondo le teorie della nuova destra americana, il terrorismo troverebbe riparo e finanziatori occulti soprattutto nei paesi ove manca una democrazia compiuta. Tale approccio risulta comprovato per quanto riguarda l’Afghanistan, ma non per quanto invece concerne l’Iraq che, nel settembre 2006, gli stessi USA hanno dovuto riconoscere essere stato completamente estraneo al terrorismo internazionale nel corso della pur sanguinosa presidenza di Saddam Hussein.

La definizione di terrorismo degli Stati Uniti è contenuta nel Federal Criminal Code. Giuro che utilizzerò tutti i vantaggi del nostro potere dello “Shock and Awe” per vincere la guerra al terrore. Il 7 febbraio 2002 il Presidente Bush dichiara che Al Qaeda e i telebani saranno da ora ritenuti con lo status di Combattenti nemici illegali , una formula nuova non contemplata nel lessico del diritto internazionale umanitario . Lo stesso argomento in dettaglio: Operazione militare. A differenza delle altre operazioni, la OEF-HOA non ha come obiettivo una organizzazione specifica. La OEF-HOA focalizza gli sforzi per neutralizzare e rilevare le attività dei militanti nella regione e per collaborare con i governi volenterosi per prevenire l’insorgenza di celle militanti e relative attività.

Gibuti e contiene circa 2 000 effettivi, tra cui militari statunitensi, forze speciali e membri della forza di coalizione “Combined Task Force 150”. In questa operazione sono state addestrate unità selezionate proveniente dalle forze armate del Gibuti, del Kenya e dell’Etiopia per apprendere tattiche di anti-terrorismo e anti-insurrezione. CJTF assiste anche l’addestramento delle forze armate di Ciad, Niger, Mauritania e Mali. Il 1º luglio 2006 un messaggio divulgato su Internet, attribuito ad Osama bin Laden, esortava la Somalia a costituire uno stato islamico e avvertiva i governi occidentali che al-Qaeda avrebbe reagito se fossero intervenuti in quel paese. La Somalia è stata considerata uno “stato fallito” a causa della debolezza del governo centrale, del dominio dei signori della guerra e dall’incapacità di esercitare un controllo efficace sul territorio. Il 4 dicembre 2006 l’assistente al Segretario di Stato statunitense Jendayi Frazer affermò che operativi appartenenti a cellule di al-Quaeda stavano controllando l’Unione delle Corti Islamiche. Nel tardo 2006 il Governo Federale di Transizione somalo, appoggiato dalle Nazioni Unite, vide il suo potere limitato solo a Baidoa, mentre l’Unione delle Corti Islamiche controllava la maggior parte del sud del paese, tra cui la capitale Mogadiscio.

Il 26 dicembre le Corti Islamiche effettuarono una ritirata tattica verso Mogadiscio, prima di ritirarsi nuovamente a causa dell’avanzare delle truppe etiopi. Le forze dell’Unione delle Corti Islamiche abbandonarono Mogadiscio senza opporre resistenza e fuggirono a Kismayo, dove combatterono le forze etiopi nella Battaglia di Jilib. Il Primo Ministro della Somalia affermò che tre sospetti terroristi, responsabili dell’attacco all’ambasciata statunitense del 1998, stavano ottenendo protezione a Kismayo. A partire dall’ottobre 2001, la NATO ha lanciato una operazione navale chiamata Operation Active Endeavour, in risposta agli attacchi dell’11 settembre.