Italiani a Londra. Da Cesare a Forte PDF

Questa è una voce in vetrina. La corazzata Giulio Cesare italiani a Londra. Da Cesare a Forte PDF un’unità della Regia Marina che servì in entrambe le guerre mondiali.


Författare: Francesca Centurione Scotto Boschieri.

Ediz. italiana e inglese

L’unità era intitolata al condottiero e dittatore romano Gaio Giulio Cesare. La sua costruzione venne fatta dall’Ansaldo nel cantiere navale di Sestri Ponente, dove il suo scafo venne impostato sugli scali il 24 giugno 1910. La nave, varata il 15 ottobre 1911, venne completata il 14 maggio 1914 ed aveva un dislocamento a pieno carico di oltre 25. La bandiera, in seta, fu ricamata a mano a Torino dalle orfane dei militari. Il cofano, ispirato all’arte classica romana è in bronzo con smalti.

Bandiera e cofano sono attualmente conservati a Roma, nel Sacrario delle Bandiere del Vittoriano. L’unità ebbe nel corso della sua storia vari motti. La protezione era distribuita su di una cintura continua, attorno ai fianchi della nave, e sul ridotto che si estendeva dalla torretta sopraelevata di poppa fino a prua. La cittadella era protetta da una corazza di 220 mm di spessore. Il ponte era protetto da due strati da 12 mm e nelle parti inclinate, raggiungeva i 40 mm totali. Le torrette avevano una protezione frontale di 280 mm e di 220 mm ai lati.

La torre di comando di prua aveva una protezione di 280 mm mentre quella di poppa era solo di 160 mm. 50 mm avevano una protezione da 130 mm. Le navi furono dotate di un sistema di reti metalliche parasiluro che venivano tese da un sistema di bracci buttafuori intorno alla nave. Il sistema poteva essere impiegato praticamente solo con le navi all’ancora. In navigazione, le reti venivano arrotolate e fissate, con i loro bracci, sui fianchi della nave.

Tale sistema fu eliminato da tutte le navi della Regia Marina nel corso del 1916. Anche lo schema del funzionamento delle turbine era identico a quello che sarebbe stato adottato sulle successive Duilio, con ogni gruppo di turbine costituito da una turbina di alta pressione e da una di bassa pressione per la marcia avanti. Le due turbine sia di alta sia di bassa pressione dei gruppi laterali agivano su di un solo asse, mentre quelle del gruppo centrale agivano sui due assi centrali. Nelle andature normali il vapore veniva introdotto direttamente ed indipendentemente in ciascuna delle tre turbine di alta pressione, da dove passava e si espandeva nelle corrispondenti turbine di bassa pressione per poi scaricarsi nei rispettivi condensatori. Per le andature a velocità ridotta venivano tenuti in azione o i due gruppi laterali solamente o il gruppo centrale.

La riserva di combustibile era di 570 tonnellate di carbone e 350 tonnellate di nafta. 800 miglia ad una velocità di 10 nodi. 46mm ripartiti in cinque torri, tre trinate e due binate, con una torre trinata al centro e altre due torri trinate e le due torri binate disposte a poppa e a prua, con le torri binate sopraelevate rispetto a quelle trinate. 50mm, mentre l’armamento silurante era costituito da tre tubi lanciasiluri da 450mm, ognuno dei quali dotato di tre siluri.

Le torri corazzate dei cannoni da 305mm erano brandeggiabili mediante un sistema sia idraulico che elettrico, mentre l’elevazione delle munizioni dai depositi, il caricamento e la manovra delle grosse artiglierie all’interno delle torri erano solamente idraulici. La manovra delle artiglierie secondarie era invece esclusivamente manuale. Sestri-Ponente e Launch of Giulio Cesare – 09879v. Il 13 marzo 1916 la corazzata venne spostata a Valona e dopo essere rientrata a Taranto nel dicembre 1916 venne dislocata a Corfù. Al termine del conflitto, il 10 novembre 1918, il Cesare, insieme alle Duilio raggiunse Corfù per un periodo di esercitazioni. Nel 1923 il Giulio Cesare prese parte all’attacco all’isola greca di Corfù, come rappresaglia per l’uccisione di rappresentanti italiani a Giannina. Il 30 settembre 1923 le navi rientrarono a Taranto.