L’altare dei morti PDF

Un altare è un luogo in cui si compie un sacrificio o rito religioso. In molte l’altare dei morti PDF, si praticano riti di purificazione o di offerta. I fedeli, per ringraziare il proprio dio, offrono doni o sacrificano animali.


Författare: Henry James.

Normalmente l’altare è o una forma adatta a raccogliere il sangue degli stessi, che poi sarà usato per i riti di purificazione. In molte religioni l’altare, però, è posto all’interno di un tempio dedicato ad una divinità. A volte, come nel caso delle vestali romane o dei sacerdoti ebraici, l’altare è inaccessibile ai “laici”, alla chiesa. Gli altari dell’antico Egitto e dei popoli mesopotamici indicarono sia per la forma sia per la dimensione un’origine risalente alla mensa profana. Erano costituiti da una tavola rotonda o quadrata realizzata in vari materiali, quali il legno, la pietra o la terra cotta. La Bibbia descrive anche l’esistenza di altari portatili, costituiti di legno rivestito con rame e portanti agli angoli specie di corni, la cui origine può risalire ad un simbolo sacrale. Esistevano sia altari domestici sia altari adibiti al culto pubblico, che in questo caso erano posti o dentro il tempio o al suo esterno.

In uno dei riti pubblici eseguiti nel tentativo di ripristinare la religione romana, Giacomo Boni ricostruì nel 1917 un’ara graminea basandosi su un passo di Orazio. Riprendendo una prescrizione riferita da Macrobio, la moderna Via romana agli dei stabilisce che se si afferra l’ara con le mani anche la semplice parola costituisce sacrificio, purché si sia osservato un regime di purità nei tre giorni precedenti al rito. Questa sezione sull’argomento induismo è solo un abbozzo. Contribuisci a migliorarla secondo le convenzioni di Wikipedia. Nell’induismo gli altari sono di fatto dei piccoli santuari e perciò sono sacri e qui si fanno offerte e sacrifici agli Dèi.

In questi altari, oltre alle immagini degli Dei, si trovano anche lumi, immagini di santi e guru, e offerte, di solito di cibo che attraverso l’offerta viene consacrato e diventa prasada. Nella religione cristiana l’altare assume una valenza particolare. Sia gli ortodossi, che i cattolici, ma anche armeni e copti, spesso hanno edificato altari nelle prossimità delle tombe di martiri. Dal VI secolo si è sviluppata l’usanza di traslare le reliquie e quindi anche l’altare tombale ha subito una trasformazione perché è stato aggiunto anche un loculo per le reliquie o una saletta al di sotto. In questo periodo viene introdotta la fenestella confessionis, una sorta di porticina o grata, attraverso la quale si rende possibile l’inserimento di nuovi frammenti di reliquie. L’altare bizantino è stato un modello molto particolare, infatti è situato al centro della chiesa, per effettuare meglio i vari riti e le cerimonie. Le Chiese protestanti, invece, non attribuendo valore sacrificale all’eucaristia, hanno, nel corso del tempo, escluso dalle loro chiese l’altare.

In Francia durante la Rivoluzione venne installato nelle piazze un particolare altare denominato altare della patria. Questa definizione venne ripresa anche in Italia per definire il monumento dedicato ai morti di guerra. I primi altari erano di legno, piccoli, di forma rotonda, o a sigma, o a ferro di cavallo. Mosè levava le mani al cielo facendone scendere la manna, pane degli angeli. Il nostro Mosè, Cristo, leva le mani al cielo e ci procura un cibo eterno.