L’Aquila e il giglio. 1266: la battaglia di Benevento PDF

Questa voce o sezione sull’argomento storia è ritenuta da l’Aquila e il giglio. 1266: la battaglia di Benevento PDF. XII, con le guerre della Lega Lombarda!


Författare: Paolo Grillo.

La battaglia di Benevento del 1266 è comunemente presentata come una sorta di malvagio scherzo del destino ai danni di Manfredi, il figlio dell’imperatore Federico II, che venne sconfitto dalle forze di Carlo d’Angiò, al quale riuscì in tal modo di impadronirsi del Regno di Sicilia. A partire dalla narrazione “guelfa” degli eventi, che spiegava la clamorosa quanto imprevista vittoria di Carlo con la sacralità della sua missione, voluta dal papa e benedetta da Dio, ha replicato una versione “ghibellina”, appoggiata dall’autorità dantesca, con l’immagine del Manfredi “biondo, bello e di gentile aspetto”, che vedeva nella corruzione e nel tradimento dei nobili il motivo della sconfitta dello svevo. Si tratta però di un’immagine deformata che queste pagine vogliono correggere, restituendo tutta la complessità di una vicenda impossibile da ridurre alle letture nazionaliste/regionaliste o clericali/anticlericali del secolo passato.

Questa voce o sezione sull’argomento storia contiene errori ortografici o sintattici oppure è scritta in una forma migliorabile. Guelfi e ghibellini erano le due fazioni contrapposte nella politica italiana del Basso Medioevo, in particolare dal XII secolo sino alla nascita delle Signorie nel XIV secolo. Le prime menzioni dei due termini appaiono negli Annales Florentini. Nel 1239 compare per la prima volta la parola “guelfi”, nel 1242 la parola “ghibellini”. Ciò porterebbe a soffermarsi sul tema dei guelfi e dei ghibellini solo nell’ottica toscana-fiorentina, se non fosse che una tale divisione in fazioni si inserisce nel più ampio problema dello sviluppo delle partes all’interno dei comuni nell’epoca di Federico II. Anche a Firenze nei primi decenni del Duecento esistevano le premesse che stavano portando in tutta Italia alla formazione delle parti. Fu l’intervento di Federico II a scatenare la formazione di schieramenti destinati a durare.

Quando l’imperatore fu incoronato, nel 1220, il comune di Firenze era impegnato in una disputa con il proprio vescovo attestata sin dal 1218. La stipulazione di una nuova alleanza nel 1228 tra Pisa, Siena, Poggibonsi e Pistoia in funzione antifiorentina fece proseguire il conflitto tra Firenze e le altre città toscane, concentrandolo sulla Val di Chiana e Montepulciano. Fu chiamato in città un podestà milanese, Rubaconte da Mandello, mandato dal Papa in funzione antimperiale. Nella seconda metà del Duecento i termini guelfi e ghibellini, grazie anche all’egemonia regionale e sovraregionale di Firenze, divennero le parti favorevoli al Papato e all’Impero in tutte le realtà urbane italiane. Soltanto più tardi, i Guelfi si sarebbero schierati, non più dalla parte di un Imperatore, ma da quella del Papa. La stessa denominazione di Guelfi e Ghibellini fu un’invenzione linguistica di Firenze, che ebbe straordinaria diffusione in Italia prima, poi in tutta l’Europa.